E’ ciò di cui sei fatto che ti chiama (le circostanze ti destano).

Norman Rockwell, Discovery

(..) insomma tutte le circostanze: non è vero che ti freghino…

Ti destano.

Ti destano. Diceva san Paolo: Omnis creatura bona, ripetendo quello che diceva Dio in principio alla Genesi:”Vide che era una cosa buona”.

Perciò non dobbiamo aver paura di niente. La paura è di un bambino che è provato, che è stato ferito, non del bambino in senso naturale. In senso naturale il bambino corre e corre, o va dentro l’acqua del lago senza distinguerla dalla terra! Perciò il Movimento ha sempre sottolineato questa partenza positiva: in qualsiasi cosa ti imbatti, qualsiasi cosa incontri è un invito.

Si chiama vocazione: ti chiama, è ciò di cui sei fatto che ti chiama, tant’è vero che ti corrisponde. quanto più ti corrisponde, tanto più diventa preferenza.

Luigi Giussani, Affezione e dimora, BUR

La vocazione implica l’esperienza del limite.

Edward Hopper, Railroad sunset

C’è solo una possibile risposta a tutta la gente che si lamenta dei miei personaggi “sgradevoli”. Uno scrive quello che può.

La vocazione implica l’esperienza del limite, ma solo pochi lo capiscono, se non praticano loro stessi un’arte.

Flannery O’Connor, A Cecil Dawkins, 19 maggio 1957

Destino e vocazione

“(..) Invece della vocazione si parla di professione, spogliando questa parola dal suo senso originario, rendendola equivalente a occupazione o al semplice lavorare per guadagnarsi da vivere.

La parola vocazione ha, come tutte le parole, affinità con altre; è rinchiusa all’interno di una costellazione e, infatti, ci sono parole che sembrano consanguinee perchè hanno la stessa sorte come, per esempio, accade con la parola destino.

Non si può nemmeno parlare di destino se non risulta chiaro che ci si riferisce alla vocazione. Le persone, invece di usare destino, dicono impiego: il destino di un essere umano è ridotto a trovare ciò che gli risulta più conveniente tra gli impieghi che gli sono accessibili.”

Maria Zambrano, Per l’amore e per la libertà, Marietti 1820

Vocazione

Erasmus IP, Loughborough 2006

Erasmus IP, Loughborough 2006

Per far sì che la vocazione, o il destino, di una persona si riveli, è necessario un sistema di pensiero che lasci spazio all’individuo, che gli dia la libertà, una libertà che sia il mezzo in cui vive, intangibilmente, la persona. Parlo di un individuo non intercambiabile con un altro e al quale non si possa strappare il suo ultimo segreto che soltanto la vita libererà nella luce. E’una libertà all’interno della quale respira la persona e i cui limiti non possono essere tracciati con anticipo: si può situarla all’interno della condizione umana, ma niente di più.
Poichè ogni persona umana è, anzitutto, promessa di realizzazione creatrice.

Maria Zambrano, Per l’amore e per la libertà, Marietti 1820