La vita, con l’andar del tempo, deflora qualsiasi verginità, anche solo disseccandola; non importa che il proprietario voglia tenersela.

La vita, con l’andar del tempo, deflora qualsiasi verginità, anche solo disseccandola; non importa che il proprietario voglia tenersela.

ArtemisiaGentileschi-Cleopatra

Fino ad allora si era trattato soltanto di lui. Fino ad allora era stata una lotta privata tra lui e se stesso. Nessun altro ci aveva avuto a che fare. Era come uno scrittore che, scoperta la coincidenza tra il proprio talento e i propri desideri, rinchiude il talento per lavorare duro e perfezionarlo, ritenendolo l’unica cosa necessaria, senza rendersi conto che poi entrano in gioco editori, agenti letterari e direttori di riviste. Quando ci ci intromise la gente, divenne naturalmente un uomo diverso. Tutto cambiò e non fu più il verginello, col diritto del verginello di insistere sull’amore platonico. La vita, con l’andar del tempo, deflora qualsiasi verginità, anche solo disseccandola; non importa che il proprietario voglia tenersela.

James Jones, Di qui all’eternità.

Cristo troneggia facendo diventare vero tutto!

Cristo troneggia facendo diventare vero tutto!

El Greco, Cristo Salvatore

L’amore dell’uomo alla donna non si divide in matrimonio e verginità (matrimonio: adempimento; verginità: negazione); non c’è assolutamente amore dell’uomo e della donna sposati se non è verginità, e non è verginità se non è amore alla realtà vivente.

Soltanto che, perché questo sia – nel primo caso e nel secondo caso è identico – bisogna che sia crocefisso.

Crocefiggere l’oggetto d’un proprio desiderio in sé giusto è come esser lì lì per afferrarlo senza poterlo afferrare.

Insomma, non c’è niente di più anticristiano che concepire «Cristo tutto in tutti» come l’eliminazione di tutto perché troneggi Cristo. Cristo troneggia facendo diventar vero tutto! Perché il Verbo incarnato è la verità. E Cristo troneggia facendo diventar vero, se Lo si segue sulla croce.

Ami una cosa, ti vien voglia di… tutto l’impeto ti scaraventa ad afferrarla: se l’afferri, la perdi; se l’afferri, la rimpicciolisci, la schiacci. Se, invece, puoi afferrarla e non l’afferri, diventa grande, grande, grande, tanto che ti inginocchi.

Ti inginocchi perché pre-vedi: lascia intravedere ciò di cui è fatta.

(L. Giussani, L’autocoscienza del cosmo, 27-28)

Per amare veramente una persona occorre un distacco.

Egon Schiele, Death and girl

Per pensare alla tua vita (di te che conosco di faccia), per amare il tuo destino, per amare la tua felicità, per amare la tua contentezza. (…)

Per amare veramente una persona occorre un distacco: adora di più la sua donna un uomo che la guarda a un metro di distanza, meravigliato dell’essere che ha davanti, quasi inginocchiato davanti ad essa; o quando la prende?

L.Giussani, Si può vivere così? BUR

Un nuovo modo di possedere.

Giotto, Maria Maddalena, particolare del Noli me tangere, Cappella degli Scrovegni.

Possedette di più la donna da marciapiede, la Maddalena, Cristo che la guardò un istante mentre le passava davanti o tutti gli uomini che l’avevano posseduta? Quando, alcuni giorni dopo, quella gli lavò i piedi piangendo, rispondeva a questa domanda.

L.Giussani, Si può vivere così? BUR

Il Cristianesimo come bellezza.

È soltanto un cristianesimo come bellezza, come attrattiva, l’unico in grado di rispondere alla sfida del cuore, l’unico in grado di fare fronte, di affrontare questa esigenza di totalità che il cuore ha, l’unico in grado di vincere la lontananza, se il cuore cede alla sua attrattiva. Senza Cristo non c’è pienezza, e perciò non c’è verginità, che consente un rapporto vero con tutto: con le cose, con le persone, con tua moglie, con i figli, con quelli che lavorano con te, senza che il potere decida tutto. Un rapporto gratuito, un rapporto di una persona affettivamente compiuta, che non usa gli altri per riempire il vuoto che ancora resta. Senza questo è inutile tutto il moralismo, perché prima o poi soccombiamo. Per questo il Papa usa in tante occasioni la parola «attrae»: «Il Dio incarnato ci attrae» e ripete in continuazione il verbo «attrarre», il verbo «attirare». Sant’Agostino dice: «Se il poeta ha potuto dire [cita Virgilio, Ecl. 2 ]: “Ciascuno è attratto dal suo piacere”, non dalla necessità ma dal piacere, non dalla costrizione ma dal diletto; a maggior ragione possiamo dire che si sente attratto da Cristo l’uomo che trova il suo diletto nella verità, nella beatitudine, nella giustizia, nella vita eterna, in tutto ciò, insomma, che è Cristo».

Julian Carròn

C’è la verità e quindi il distacco.

Fiandra, Miniatura della Natività

«Siccome non c’è niente di inutile al mondo […], il desiderio di possesso, la volontà di possesso diventa lo spunto per incominciare il lungo cammino al Tu». È questo che tante volte non siamo in grado di fare, e perciò o scivoliamo nell’istintività o stronchiamo la nostra umanità. E siccome questo cammino ci sembra misterioso, nel tentativo di comprenderlo pensiamo: prima c’è il distacco e poi affermo questa cosa. Dice in un passaggio don Giussani: «No. È l’opposto! Non “prima c’è il distacco e poi c’è la verità”: c’è la verità e quindi il distacco». Questa è la pretesa di Cristo: soltanto perché c’è la verità, dove l’uomo può vedere compiuta tutta la sua vita, tutta la sua affezione, egli può rapportarsi in un modo vero con tutto.

Racconta un universitario a un amico della sua reazione davanti a una proposta indecente: «Era bella, e stavo per dirle di sì, volevo dirle di sì, ma quando ho iniziato a risponderle mi sono venute le lacrime agli occhi, grazie a Dio. Mi sono fermato un attimo e ho pensato alla giornata di inizio, al fatto di darsi le ragioni di tutto, ai miei amici. E così ho detto di no, perché le volevo bene, e che ero convinto che era la cosa più istintiva e senza ragioni che potessimo fare».
Questo non succede soltanto nel rapporto con una persona, ma nel rapporto con le cose, con tutto. Mi chiedeva un gruppo di amici davanti al tentativo di vivere il potere o gli interessi: «Come possiamo vivere in modo da non soccombere al potere o agli interessi?». Sapete che cosa ho risposto? Ho parlato della verginità: è soltanto se c’è la verità, se c’è Cristo, se c’è qualcosa che compie la vita più di qualsiasi altra cosa, che uno può vivere in un rapporto di verità con tutto: con l’altro, con gli interessi, con il potere e con le cose. Avremo il coraggio qualche volta di fare la verifica di questa proposta di Cristo, di verificare fino in fondo se la proposta di vita che Cristo ci offre come compimento del nostro umano, perciò della nostra affezione, è in grado di rispondere, o saremo sempre a metà strada?
È soltanto la verità, è soltanto la bellezza di qualcosa che vivo, che rende possibile non cedere all’istintività. Non si tratta di stroncare o di censurare, ma di ordinare l’istinto allo scopo, di avere qualcosa che sia più potente, che abbia un’attrattiva più grande, dal quale tutto il mio essere con tutte le mie energie sia calamitato.

Julian Carròn