Soffia, spegnimi, sono così triste, non so perchè (Country House).

Soffia, spegnimi, sono così triste, non so perchè (Country House).

Copyright Heath Smith

Copyright Heath Smith

(And so the story begins)
City dweller, successful fella
Thought to himself
Oops I’ve got a lot of money
I’m caught in a rat race terminally
I’m a professional cynic
But my heart’s not in it
I’m paying the price of living life at the limit
Caught up in the century’s anxiety
It preys on him, he’s getting thin

Now he lives in a house, a very big house in the country
Watching afternoon repeats
And the food he eats in the country
He takes all manner of pills
And piles up analyst bills in the country
It’s like an animal farm,
Lots of rural charm in the country

Now he’s got morning glory, and life’s a different story
Everything going Jackanory
In touch with his own mortality
He’s reading Balzac, knocking back Prozac,
It’s a helping hand
That makes you feel wonderfully bland
Oh, it’s the century’s remedy for the faint at heart,
A new start

He lives in a house, a very big house in the country
He’s got a fog in his chest
So he needs a lot of rest in the country
He doesn’t drink smoke laugh
He takes herbal baths in the country
Oh, it’s like an animal farm
But you’ll come to no harm in the country

Blow blow me out I am so sad I don’t know why.

Blur, Country House
Traduzione

 

Così ballano con te tirando indietro il mento, e la serata è finita, si torna a casa.

Così ballano con te tirando indietro il mento, e la serata è finita, si torna a casa.

Così il ballo, gli disse, fu la cosa più triste che avesse mai visto. – Devi andarci e sorridere, è tremendo, – disse. – Ci sono questi ragazzi della Guardia Costiera o da dove diavolo vengano, non so: di Annapolis, credo. Hanno stravaganti divise bianche cariche di nastrini e alamari. Immagino siano considerati sufficientemente innocui per ballare con noi. Così ballano con te tirando indietro il mento, e la serata è finita, e si torna a casa.

Philip Roth, Pastorale americana, Einaudi

Che cosa rende buona la tristezza?

Albert Anker

La tristezza è una nota inevitabile e significativa della vita, perché nella vita, in ogni suo momento – e tanto più quanto più è intenso il momento – tu hai la
percezione di qualche cosa che ancora ti manca; la tristezza è un’assenza, sofferta.
Che cosa rende buona la tristezza? Riconoscerla come significativo strumento del disegno di Dio. Il disegno di Dio implica questo: implica che la vita sia sempre, in qualsiasi caso – e tanto più quanto più impegnata, quanto più apparentemente soddisfatta – soggetta alla percezione di qualcosa che manca.

Luigi Giussani, Si può vivere così? Rizzoli

Non c’è bellezza da vedere.

Georges de la Tour

ACENDER AS VELAS

Acender as velas

Já é profissão

Quando não tem samba

Tem desilusão

É mais um coração

Que deixa de bater

Um anjo vai pro céu

Deus me perdoe

Mas vou dizer

O doutor chegou tarde demais

Porque no morro

Não tem automóvel pra subir

Não tem telefone pra chamar

E não tem beleza pra se ver

E a gente morre sem querer morrer

(Zé Kéti)