Il lungo ed evanescente corteo del tempo che non hai sentito.

Il lungo ed evanescente corteo del tempo che non hai sentito.

Tiziano, Il tempo governato dalla prudenza.

Era appoggiato alla scatola dei colletti e io stavo disteso ad ascoltarlo. A sentirlo, cioè, perché non credo che si ascolti mai di proposito una pendola o un orologio. Non occorre. Si può dimenticare quel suono per un pezzo, poi nel tictac di un secondo esso riesce a creare nella mente, tutto intero, il lungo ed evanescente corteo del tempo che non hai sentito. Come diceva il babbo, nei lunghi e solitari raggi della luce potresti scorgere Gesù che cammina. E il buon san Francesco che diceva Sorella Morte, lui che non ebbe mai una sorella.

W.Faulkner, L’urlo e il furore, Einaudi

Chiedono di darsi (la maturità è tempo adoperato).

Gli adulti e gli anziani non chiedono altro che di essere metaforicamente mangiati. Chiedono di darsi, di servire e lasciare qualcosa al momento di morire; qualcosa che serva di alimento all’eterna gioventù del mondo, con il suo ineffabile segreto, la gioventù che, finché dura, non ha passato né futuro, è eterna. Eterna. Per questo a volte i giovani si angosciano, perché si sentono prigionieri dell’eternità della loro gioventù. La maturità, al contrario, è tempo accumulato, tempo adoperato, istante dopo istante, compresa l’eternità della gioventù che si è trasformata in tempo, questo tesoro.

Maria Zambrano, Per l’amore e per la libertà, Marietti 1820

Una radicale alterità.

Francisco Zurbaran, San Bonaventura in preghiera.

Il tempo mi forma alla pazienza ed alla preghiera, la speranza a cui mi obbliga la rimetto a una radicale alterità: infrange il mio orgoglio e mi invita, già da adesso, ad aprirmi agli altri e, soprattutto, all’Altro salvatore. Non dico questo perché sono ebreo, né perché sono cristiano. E’ una constatazione, anzi, è la realtà che è giudeo-cristiana.

Fabrice Hadjadj, Farcela con la morte, Cittadella 2009