Ciò che si vede è l’inconcepibile (le stelle sono indispensabili).

Ciò che si vede è l’inconcepibile (le stelle sono indispensabili).

Via_Lattea

Ciò che si vede è l’inconcepibile: il colossale spettacolo della mancanza di antagonismo. Ciò che si vede con i propri occhi è il grande cervello del tempo, una galassia di fuoco non acceso da mano umana.

Le stelle sono indispensabili.

Philip Roth, Ho sposato un comunista, Einaudi

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Le stelle date per me, solo per me. Perché? (Estrelas).

Le stelle date per me, solo per me. Perché? (Estrelas).
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Estrelas

Estrelas
Para mim
Para mim
Estrelas
São para mim
Estrelas para mim
Estrelas
Estrelas
Para quê?
Para quê?
Para quê?
Estrelas para mim
Só para mim
Para mim
Para mim
Para mim
E a treva entre as estrelas
Só para mim

Adriana Calcanhotto

La Storia più grande è il Destino che si svela a poco a poco (La notte che ho visto le stelle).

La Storia più grande è il Destino che si svela a poco a poco (La notte che ho visto le stelle).

spetto che passi la notte,
notte lunga da passare
e sento il mio cuore che batte
e non smette di sognare…

Vorrei ritornare bambino nella casa di mio padre,
le storie davanti al camino e la voce di mia madre…

La notte che ho visto le stelle non volevo più dormire,
volevo salire là in alto per vedere…
e per capire

Ascolto il silenzio dei campi
dove sta dormendo il grano,
il giorno fu pieno di lampi,
ma ora il tuono è già lontano…

Vorrei ritornare bambino nella casa di mio padre,
le storie davanti al camino e la voce di mia madre…

La notte che ho visto le stelle non volevo più dormire,
volevo salire là in alto per vedere…
e per capire

La luna nasconde i suoi occhi
come donna innamorata,
il fiume l’aspetta nell’acqua
ed una notte l’ha baciata…

Vorrei ritornare bambino e guardare ancora il fuoco,
la storia più grande è il Destino che si svela a poco a poco:
la notte che ho visto le stelle non volevo più dormire,
volevo salire là in alto per vedere…
e per capire

Claudio Chieffo

Il mondo ancora una volta ricomparve.

Doveva essere rimasto inginocchiato a lungo perché il cielo a est era diventato grigio e le stelle finalmente affondavano nel lago pallido fino a diventare cenere e gli uccelli incominciarono a chiamare dalla riva lontana e il mondo ancora una volta ricomparve.

Cormac McCarthy, Oltre il confine, Einaudi

Avevano visto lei (due ruscelli d’argento da un’unica sorgente).

Edward Hopper, Rooms tourist

La musica continuava a battere sulle foglie giovani, a entrare nell’oscurità, sotto la muta cacofonia dorata delle stelle.

La luce della incasellatura della veranda si perdeva, la casa si ergeva enorme contro il cielo: una roccia contro la quale gli alberi si frangevano, e frangendosi si arrestavano per sempre; e le stelle erano dorati unicorni che nitrivano, non uditi, attraverso azzurre praterie, sdegnandole con zoccoli acuti e scintillanti come il ghiaccio. Il cielo, così remoto, così triste, sdegnato dagli unicorni d’oro che, nitrendo senza alcun suono dal crepuscolo all’alba, avevano visto loro, avevano visto lei – il suo teso corpo supino e nudo come un’esile polla che dolcemente si divideva: due ruscelli d’argento da un’unica sorgente…

W.Faulkner, La paga dei soldati, Adelphi

Come un grande aquilone elettrico (Stelle).

Firmamento

Come un grande aquilone elettrico (Stelle).

“Avanzavano, e le stelle si infittivano e tracciavano archi nel firmamento e andavano a morire dietro le montagne nere come l’inchiostro. Finirono per conoscere bene il cielo di notte. Occhi dell’occidente, che scorgevano costruzioni più geometriche dei nomi loro attribuiti dagli antichi. Incatenati alla stella polare, giravano con l’Orsa mentre Orione sorgeva a sudovest come un grande aquilone elettrico.”

Cormac McCarthy, Meridiano di sangue, Einaudi, Torino 1996