I soldi, come le donne, sono occasioni per ciascuno di crescere o di andare alla malora.

I soldi, come le donne, sono occasioni per ciascuno di crescere o di andare alla malora.

Rembrandt , Filemone e Bauci visitati da Giove e Mercurio

I soldi mettono alla prova il carattere di ciascuno, la sua forza morale; a volte le prove sono ardue e i soggetti impreparati, non vale neppure la pena, c’è di meglio, come Filemone e Bauci intesero: a Zeus che gli offriva tutto chiesero di poter morire insieme. Non sono i soldi di per sè a essere buoni o cattivi, sporchi o puliti, santi o dannati, se no saremmo animisti. Siamo noi a esserlo, forti o deboli. I soldi, come le donne, sono occasioni per ciascuno di crescere o di andare alla malora.

Umberto Silva, Il Foglio 12 novembre 2011

Il mio augurio è d’incontrare qualcuno che non sia sua creaturale allucinazione, d’incontrare Altro.

(..)

Considerarlo vittima dei giudici è davvero tentare di degradarlo; se lui non fa che lamentarsi e accusare, è solo perché fa parte della recita; tra sé e sé ride. Anche il famigerato catalogo delle milleuno, sarà vero? A sentire Mozart, Don Giovanni non riesce a farsi nemmeno la serva.

Il Cavaliere esibisce tutte quelle signorine solo per attirare il Convitato di Pietra, a costui sono dedicate; e mostrare come lo scalfariano personaggio strepitando le guarda e commiserandole le ingiuria, è la lezione che il Cavaliere offre a noi tutti. Ama accompagnarsi con qualche ruffiano o stalliere giusto per attirare su di sé gli strali della magistratura. Stanarla e infilzarla in contropiede è il suo sport preferito; ora ci prova in zona Cesarini, quella che più lo eccita. Fottere non lo diverte quanto sfottere. Ultimamente ha una faccia severa, ma solo perché fa da saracinesca a un riso tuttora irrefrenabile.

Così in eterno? Il mio augurio al Cavaliere è d’incontrare qualcuno che non sia una sua creaturale allucinazione, d’incontrare Altro, e di percepirlo come indistruttibile, non manipolabile, non gonfio e non gonfiabile. Sentirà un sollievo, e lo ringrazierà.

Umberto Silva

Cristo è per tutti gli uomini.

Jan Van Eyck, Adamo (particolare), Pala di Altare, Gand

Questo è l’esercizio della nostra resurrezione: preferire essere assassinati piuttosto che perdere il nostro cuore. Tale è la testimonianza per la bellezza, preferire essere stritolato, sfigurato, tagliato a pezzi, piuttosto che rinnegare la gloria a cui tutti sono chiamati, anche i più piccoli, anche i più nemici, anche colui che mi fa a pezzi. Come ce lo ridice Giussani, Cristo non è solo per i cristiani, non è per i cristiani, è per tutti gli uomini. È il salvatore del marxista, del berlusconiano e perfino del democristiano.

Così il cristianesimo non è soltanto per la parrocchia, ma per tutto ciò che ci circonda, perché tutto sussiste in Lui. Ed è anche questa la resurrezione, non soltanto preferire di esser ucciso piuttosto che rinnegare il nostro desiderio più profondo, ma anche non credere che la resurrezione sia per domani e solo per i fedeli della parrocchia, ma che essa inizia già da oggi e per tutti. Il nostro lavoro non ha senso a meno che non sia ordinato al lavoro per resuscitare (..).

Fabrice Hadjadj, 28 agosto 2010, Meeting di Rimini