Ho un’anima insaziata (Ai vida).

Ho un’anima insaziata (Ai vida).

Copyright Garry Winogrand

Copyright Garry Winogrand

Porque é longa a minha sede

Trago a alma insaciada

Uma voz sem tom nem tempo

Age oculta, p’la calada

 

Sou a solidão do tempo

Quando o nevoeiro cerra

Sou a estranha flor ao vento

No esquecimento da terra

 

Num intenso gesto de alma, sou

Esta pena de me achar tão só

Tanto e tão pouco

Ai vida!

 

Porque é longa a minha sede

Busco a fonte desejada

Uma voz sem tom nem tempo

Que se oculta em mim, calada

Jorge Fernando

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È per te il 13 dicembre.

È per te il 13 dicembre.

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È per te che sono verdi gli alberi
e rosa i fiocchi in maternità
è per te che il sole brucia a luglio
è per te tutta questa città
è per te che sono bianchi i muri
e la colomba vola
è per te il 13 dicembre
è per te la campanella a scuola
è per te ogni cosa che c’è ninna na ninna e…
è per te ogni cosa che c’è ninna na ninna e…
è per te che a volte piove a giugno
è per te il sorriso degli umani
è per te un’aranciata fresca
è per te lo scodinzolo dei cani
è per te il colore delle foglie
la forma strana della nuvole
è per te il succo delle mele
è per te il rosso delle fragole
è per te ogni cosa che c’è ninna na ninna e…
è per te ogni cosa che c’è ninna na ninna e…
è per te il profumo delle stelle
è per te il miele e la farina
è per te il sabato nel centro
le otto di mattina
è per te la voce dei cantanti
la penna dei poeti
è per te una maglietta a righe
è per te la chiave dei segreti
è per te ogni cosa che c’è ninna na ninna e…
è per te ogni cosa che c’è ninna na ninna e…
è per te il dubbio e la certezza
la forza e la dolcezza
è per te che il mare sa di sale
è per te la notte di natale
è per te ogni cosa che c’è ninna na ninna e…
è per te ogni cosa che c’è ninna na ninna e…
è per te ogni cosa che c’è ninna na ninna e…
è per te ogni cosa che c’è ninna na ninna e…
naanananaa….
naanananaa….
naanananaa….
naanananaa….

Jovanotti

Io appartengo all’essere e non lo so dire.

Io appartengo all’essere e non lo so dire.

 

Copyright by Hans Pollner

Copyright by Hans Pollner

Io sono spaccata, io sono nel passato prossimo, io sono sempre cinque minuti fa, il mio dire è fallimentare, io non sono mai tutta, mai tutta, io appartengo all’essere e non lo so dire, non lo so dire,

io appartengo e non lo so dire io sono senza aggettivi, io sono senza predicati, io indebolisco la sintassi, io consumo le parole, io non ho parole pregnanti, io non ho parole cangianti, io non ho parole mutevoli, non ho parole perturbanti,

io non ho abbastanza parole, le parole mi si consumano, io non ho parole che svelino, io non ho parole che puliscano, io non ho parole che riposino, io non ho mai parole abbastanza, mai abbastanza parole, mai abbastanza parole

ho solo parole correnti, ho solo parole di serie, ho solo parole fallimentari, ho solo parole deludenti, ho solo parole che mi deludono, le mie parole mi deludono, sempre mi deludono, sempre mi deludono, sempre mi mancano io non sono mai tutta, mai tutta, io appartengo all’essere e non lo so dire, non lo so dire, io appartengo e non lo so dire, non lo so dire, io appartengo all’essere, all’essere e non lo so dire.
Mariangela Gualtieri
(da Fuoco centrale e altre poesie per il teatro, Einaudi, 2003)

Thanks to R.L.

Ciò che si vede è l’inconcepibile (le stelle sono indispensabili).

Ciò che si vede è l’inconcepibile (le stelle sono indispensabili).

Via_Lattea

Ciò che si vede è l’inconcepibile: il colossale spettacolo della mancanza di antagonismo. Ciò che si vede con i propri occhi è il grande cervello del tempo, una galassia di fuoco non acceso da mano umana.

Le stelle sono indispensabili.

Philip Roth, Ho sposato un comunista, Einaudi

Soffia, spegnimi, sono così triste, non so perchè (Country House).

Soffia, spegnimi, sono così triste, non so perchè (Country House).

Copyright Heath Smith

Copyright Heath Smith

(And so the story begins)
City dweller, successful fella
Thought to himself
Oops I’ve got a lot of money
I’m caught in a rat race terminally
I’m a professional cynic
But my heart’s not in it
I’m paying the price of living life at the limit
Caught up in the century’s anxiety
It preys on him, he’s getting thin

Now he lives in a house, a very big house in the country
Watching afternoon repeats
And the food he eats in the country
He takes all manner of pills
And piles up analyst bills in the country
It’s like an animal farm,
Lots of rural charm in the country

Now he’s got morning glory, and life’s a different story
Everything going Jackanory
In touch with his own mortality
He’s reading Balzac, knocking back Prozac,
It’s a helping hand
That makes you feel wonderfully bland
Oh, it’s the century’s remedy for the faint at heart,
A new start

He lives in a house, a very big house in the country
He’s got a fog in his chest
So he needs a lot of rest in the country
He doesn’t drink smoke laugh
He takes herbal baths in the country
Oh, it’s like an animal farm
But you’ll come to no harm in the country

Blow blow me out I am so sad I don’t know why.

Blur, Country House
Traduzione

 

Oh sorriso, verso dove?

Oh sorriso, verso dove?

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(…) Perché noi, ove affetto ci prende, dileguiamo; ah, noi

espiriamo noi stessi, e via; di brace in brace

manda il legno di noi sempre più debole odore.

Uno potrebbe dirci: sì, tu mi vieni nel sangue

questa stanza, la primavera, si riempie di te…

Che serve, non ci può trattenere, noi scompariamo

in lui e attorno a lui. E loro, le belle, oh,

chi le trattiene? Senza cessare s’alza quella luce

sul loro volto e va via. Come rugiada

dall’erba di mattina si leva il Nostro da noi,

come il calore da un cibo bollente. Oh sorriso, verso dove?

 

 

 

E piove in petto una dolcezza inquieta (I limoni).

E piove in petto una dolcezza inquieta (I limoni).
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Ascoltami, i poeti laureati
si muovono soltanto fra le piante
dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti.
lo, per me, amo le strade che riescono agli erbosi
fossi dove in pozzanghere
mezzo seccate agguantano i ragazzi
qualche sparuta anguilla:
le viuzze che seguono i ciglioni,
discendono tra i ciuffi delle canne
e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.

Meglio se le gazzarre degli uccelli
si spengono inghiottite dall’azzurro:
più chiaro si ascolta il sussurro
dei rami amici nell’aria che quasi non si muove,
e i sensi di quest’odore
che non sa staccarsi da terra
e piove in petto una dolcezza inquieta.
Qui delle divertite passioni
per miracolo tace la guerra,
qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza
ed è l’odore dei limoni.

Vedi, in questi silenzi in cui le cose
s’abbandonano e sembrano vicine
a tradire il loro ultimo segreto,
talora ci si aspetta
di scoprire uno sbaglio di Natura,
il punto morto del mondo, l’anello che non tiene,
il filo da disbrogliare che finalmente ci metta
nel mezzo di una verità.
Lo sguardo fruga d’intorno,
la mente indaga accorda disunisce
nel profumo che dilaga
quando il giorno piú languisce.
Sono i silenzi in cui si vede
in ogni ombra umana che si allontana
qualche disturbata Divinità.

Ma l’illusione manca e ci riporta il tempo
nelle città rumorose dove l’azzurro si mostra
soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase.
La pioggia stanca la terra, di poi; s’affolta
il tedio dell’inverno sulle case,
la luce si fa avara – amara l’anima.
Quando un giorno da un malchiuso portone
tra gli alberi di una corte
ci si mostrano i gialli dei limoni;
e il gelo dei cuore si sfa,
e in petto ci scrosciano
le loro canzoni
le trombe d’oro della solarità.

Eugenio Montale