Io non ho mai scritto e nessuno ha mai amato (Sonetto 116).

Io non ho mai scritto e nessuno ha mai amato (Sonetto 116).

Copyright Yasmine Chatila

Copyright Yasmine Chatila

Non sia mai ch’io ponga impedimenti all’unione di anime fedeli;

Amore non è Amore se muta quando scopre un mutamento o tende a  svanire quando l’altro s’allontana.

Oh no! Amore è un faro sempre fisso che sovrasta la tempesta e non vacilla mai;

è la stella-guida di ogni sperduta barca, il cui valore è sconosciuto, benché nota la  distanza.

Amore non è soggetto al Tempo, pur se rosee labbra e gote dovran cadere sotto la sua curva lama;

Amore non muta in poche ore o settimane, ma impavido resiste al giorno estremo del giudizio:

se questo è errore  e mi sarà provato, io non ho mai scritto,  e nessuno ha mai amato.

 

William Shakespeare

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Non siamo neppure padroni di noi stessi.

Non siamo neppure padroni di noi stessi.

F.Hayez, Liegende Odaliske - F.Hayez / Reclining Odalisque / 1839 - F. Hayez, Odalisque allongee

Olivia
Non so neppur io quel che faccio. Temo che gli occhi siano stati cattivi consiglieri. Oh, fato, dispiega il tuo potere. Non siamo neppure padroni di noi stessi. Quel che è scritto si compia: così sia.

William Shakespeare, La dodicesima notte.

Affrontatela, attaccatela, corteggiatela, assalitela.

Affrontatela, attaccatela, corteggiatela, assalitela.

rinaldo-and-armida

Sir Andrew
Dio ti benedica, topolina.

Maria
Altrettanto a voi, signore.

Sir Toby
Abbordate, Sir Andrew, abbordate!

Sir Andrew
Chi è costei?

Sir Toby
La dama di compagnia di mia nipote.

Sir Andrew
Buona Madama Abbordaggio, non mi dispiacerebbe conoscervi meglio.

Maria
Mi chiamo Maria, signore.

Sir Andrew
Buona Madama Maria Abbordaggio…

Sir Toby
Vi sbagliate di grosso, amico. «Abbordate» significa affrontatela, attaccatela, corteggiatela, assalitela.

Sir Andrew
In fede mia, non oserei mai intraprenderla in compagnia di tutta quella gente. È questo il senso di «abbordate»?

Maria
Arrivederci, signori.

William Shakespeare, La dodicesima notte.

Finisce come una nota melanconica (Ancora quell’accordo!).

Finisce come una nota melanconica (Ancora quell’accordo!).

Francesco-Hayez-Meditazione-sulla-storia-d-Italia

Duca d’Illiria
Se la musica è l’alimento dell’amore, seguitate a suonare, datemene senza risparmio, così che, ormai sazio, il mio appetito se ne ammali, e muoia. Ancora quell’accordo! Finisce su una nota melanconica. Giungeva alle mie orecchie come dolce brezza che alita su un banco di violette, carpendone il profumo e diffondendolo. Basta! Non più. Non è più così dolce. Oh, spirito d’amore, quanto sei vivo e fresco! Sebbene tu sia immenso, come il mare, niente può penetrare in te, neppure il sentimento più potente e sublime, senza svilirsi e deprezzarsi, in un istante. Così multiforme si presenta amore, da esser, lui solo, il trionfo della fantasia.

William Shakespeare, La dodicesima notte

Non ha armonia il canto del rosignolo.

Non ha armonia il canto del rosignolo.

E perché non la morte, piuttosto che una vivente tortura?
Morire è come esser messi al bando di se medesimi. Silvia è un altro me: bandirmi da lei è esiliar me da me stesso: mortale esilio! Qual luce è luce, se non per veder Silvia? Qual gioia è gioia, se Silvia non mi è vicina? O se non altro poter pensare che mi è vicina, e godere almeno il riflesso della perfezione? Se una notte Silvia non mi è vicina, non ha armonia il canto del rosignolo; se un giorno non contemplo Silvia, quel giorno non esiste per me. Ella è l’essenza stessa di me ed io non sono, se quel suo dolce influsso non mi riscalda, non m’illumina, non mi carezza, non mi alimenta. Col sottrarmi alla condanna mortale non eviterei di morire: se mi attardo qui non vado incontro che alla morte, ma se fuggo di qui fuggo lontano dalla vita.

William Shakespeare, I due gentiluomini di Verona