Aderire all’unico segno attraverso cui seguire l’ignoto.

Aderire all’unico segno attraverso cui seguire l’ignoto.

©P.B.

Ma “la ragione non tollera, impaziente, di aderire all’unico segno attraverso cui seguire

l’Ignoto, segno così ottuso, così cupo, così non trasparente, così apparentemente casuale, come

è il susseguirsi delle circostanze: è come sentirsi in balia di un fiume che ti trascina in qua e in là

In queste settimane ciascuno potrà vedere quale posizione prevale in sé: se una disponibilità ad aderire al segno del Mistero,

a seguire la provocazione della realtà, oppure il lasciarsi trascinare da qualunque “soluzione”, proposta, spiegazione, pur di

distrarsi da quella provocazione, evitare quella vertigine.

Ciascuno di noi potrà poi verificare la reale consistenza delle “soluzioni” in cui ha cercato rifugio.

Julián Carrón, Lettera alla Fraternità di Comunione e Liberazione, marzo 2020

E dir “sì” a ogni istante senza vedere niente (una posizione vertiginosa).

E dir “sì” a ogni istante senza vedere niente (una posizione vertiginosa).

©A.B.

L’uomo, la vita razionale dell’uomo dovrebbe essere sospesa all’istante, sospesa in ogni istante a questo segno apparentemente così volubile, così casuale che sono le circostanze attraverso le quali l’ignoto “signore” mi trascina, mi provoca al suo disegno. E dir “sì” a ogni istante senza vedere niente, semplicemente aderendo alla pressione delle occasioni. È una posizione vertiginosa.

Luigi Giussani, Il senso religioso, BUR

Il più direttamente umano dei flagelli, che è la perdita del gusto di vivere (né la fame, né la peste).

Il più direttamente umano dei flagelli, che è la perdita del gusto di vivere (né la fame, né la peste).

“Il pericolo maggiore che possa temere l’umanità non è una catastrofe che venga dal di fuori, non è né la fame né la peste, è invece quella malattia spirituale, la più terribile, perché il più direttamente umano dei flagelli, che è la perdita del gusto di vivere.”

Teilhard de Chardin citato da Mons.Luigi Giussani ne Il senso Religioso, Rizzoli 2010.

La natura dell’uomo è rapporto con l’Infinito (#Meeting 2012).

La natura dell’uomo è rapporto con l’Infinito (#Meeting 2012).

Infatti, a mio avviso, solo due tipi di uomini salvano interamente la statura dell’es-sere umano: l’anarchico e l’autenticamente religioso. La natura dell’uomo è rapporto con l’infinito: l’anarchico è l’affermazione di sé all’infinito e l’uomo autenticamente religioso è l’accettazione dell’infinito come significato di sé.

Luigi Giussani, Il senso religioso, BUR

Non poteva esserci il cuore, se non c’era il traguardo del cuore: la felicità (Spirto gentil).

Non poteva esserci il cuore, se non c’era il traguardo del cuore: la felicità (Spirto gentil).

Gaetano Previati

Quando il bravissimo tenore intonò “Spirto gentil, ne’ sogni miei…” al vibrare della primissima nota io ho intuito, con struggimento, che quello che si chiama “Dio” – vale a dire il Destino inevitabile per cui un uomo nasce – è il termine dell’esigenza di felicità, è quella felicità di cui il cuore è insopprimibile esigenza.

Appena udito “Spirto gentil”, in quel preciso istante della mia vita, per la prima volta io capii che Dio c’era, e quindi che non poteva esserci niente, se non c’era il significato; che non poteva esserci il cuore, se non c’era il traguardo del cuore: la felicità.

Luigi Giussani, Spirto gentil, BUR