E gli occhi un cuore che non basta agli occhi (Santa Lucia).

 E gli occhi un cuore che non basta agli occhi (Santa Lucia).
 G_Vecchi

Santa Lucia, per tutti quelli che hanno occhi
e gli occhi e un cuore che non basta agli occhi
e per la tranquillità di chi va per mare
e per ogni lacrima sul tuo vestito,
per chi non ha capito.

Santa Lucia per chi beve di notte
e di notte muore e di notte legge
e cade sul suo ultimo metro,
per gli amici che vanno e ritornano indietro
e hanno perduto l’anima e le ali.

Per chi vive all’incrocio dei venti
ed è bruciato vivo,
per le persone facili che non hanno dubbi mai,
per la nostra corona di stelle e di spine,
per la nostra paura del buio e della fantasia.

Santa Lucia, il violino dei poveri è una barca sfondata
e un ragazzino al secondo piano che canta,
ride e stona perchè vada lontano,
fa che gli sia dolce anche la pioggia nelle scarpe.

Francesco De Gregori

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È per te il 13 dicembre.

È per te il 13 dicembre.

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È per te che sono verdi gli alberi
e rosa i fiocchi in maternità
è per te che il sole brucia a luglio
è per te tutta questa città
è per te che sono bianchi i muri
e la colomba vola
è per te il 13 dicembre
è per te la campanella a scuola
è per te ogni cosa che c’è ninna na ninna e…
è per te ogni cosa che c’è ninna na ninna e…
è per te che a volte piove a giugno
è per te il sorriso degli umani
è per te un’aranciata fresca
è per te lo scodinzolo dei cani
è per te il colore delle foglie
la forma strana della nuvole
è per te il succo delle mele
è per te il rosso delle fragole
è per te ogni cosa che c’è ninna na ninna e…
è per te ogni cosa che c’è ninna na ninna e…
è per te il profumo delle stelle
è per te il miele e la farina
è per te il sabato nel centro
le otto di mattina
è per te la voce dei cantanti
la penna dei poeti
è per te una maglietta a righe
è per te la chiave dei segreti
è per te ogni cosa che c’è ninna na ninna e…
è per te ogni cosa che c’è ninna na ninna e…
è per te il dubbio e la certezza
la forza e la dolcezza
è per te che il mare sa di sale
è per te la notte di natale
è per te ogni cosa che c’è ninna na ninna e…
è per te ogni cosa che c’è ninna na ninna e…
è per te ogni cosa che c’è ninna na ninna e…
è per te ogni cosa che c’è ninna na ninna e…
naanananaa….
naanananaa….
naanananaa….
naanananaa….

Jovanotti

Santa Lucia

Santa Lucia

Santa Lucia è venerata in modo particolare a Forlì.

Una chiesa a lei dedicata è collocata in Corso della Repubblica, la via che da Piazza Saffi conduce al Piazzale della Vittoria e che il giorno 13 dicembre di ogni anno viene letteralmente occupata dalle bancarelle guarnite da montagne di torrone. All’inizio del 900 esse offrivano solamente castagne secche, ciambelline e piadina dolcificata ed erano la meta dei contadini che affluivano dalle campagne di San Martino in Strada al Ronco, da Pievequinta, da San Giorgio e da paesini ancora più lontani.

Chiesa di Santa Lucia, Forlì, interno.

Scrive Carla Stagnani nel suo libro intitolato Sui sentieri della tradizione: “Le castagne dovevano essere portate dal garzone all’amante per poi essere mangiate insieme. Dovevano essere abbondanti, per soddisfare anche la famiglia della fanciulla, anzi, ne dovevano rimanere, altrimenti il ragazzo sarebbe stato tacciato come “avaro”, un “innamorato da poco”.

Le ragazze a loro volta regalavano all’amico del cuore una piadina dolce. Infine, in contraccambio, Lui a Natale avrebbe donato a Lei del pan pepato, possibilmente di quello che veniva confezionato a Siena. Fino a quando ho vissuto io a Forlì, ed anche dopo, l’usanza che ho appreso, e tramandato, era quella di regalare il torrone alle ragazze: o meglio, alla ragazza, quella per eccellenza. Il dono alla propria donna: non ho mai smesso di farlo fino a 3 anni fa. Numerose le credenze legate a Santa Lucia. Prime di tutte quella riguardante la notte della vigilia del martirio. Infatti, essendo ritenuta la più lunga dell’anno, le giovani avrebbero avuto il tempo di confezionarsi una camicia. Ecco quindi il perché di questo detto:

Par Santa Lòzia un cul d’gocia

Per Santa Lucia/ una cruna d’ago

volendo anche significare che i giorni incominciavano a crescere, ma di pochissimo, quanto una cruna d’ago.

Il 13 dicembre si facevano anche le osservazioni meteorologiche per tutto l’anno, seguendo le variazioni climatiche dei dodici giorni che separavano tale data dal Natale; inoltrequel giorno i contadini non lavoravano coi buoi ritenendolo un peccato: questa credenza si riallaccia ai giorni sacrificali dell’antica Roma.

Due proverbi:

È dè d’Santa Luzì è dé é cor vi

Per Santa Lucia il giorno corre via

Per Sènta Luzia l’imbienca la via

Per Santa Lucia si imbianca la via