Le uova sono “cose attestate dai sensi, che vengono da Dio”.

Le uova sono “cose attestate dai sensi, che vengono da Dio”.

“La filosofia di San Tommaso si basa sull’universale convinzione comune che le uova sono uova”, aveva scritto Chesterton. Se per l’hegeliano l’uovo è in realtà una gallina in quanto parte del processo continuo del divenire, se per il berkeleyano le uova in camicia esistono solo come esiste un sogno, se il pragmatico s’interessa solo di uova strapazzate, per il tomista le uova sono “cose attestate dai sensi, che vengono da Dio”. E McLuhan in tutta la sua opera non ha parlato d’altro che di sensi, di percezione e consapevolezza del mondo, del corpo umano e delle tecnologie che ne sono l’estensione: la clava estende il braccio, la ruota il piede, la parola il pensiero, gli abiti la pelle, fino alle tecnologie elettriche ed elettroniche che estendono il sistema nervoso centrale trasformando la terra in un cervello palpitante percorso da impulsi che guizzano in ogni direzione. Ogni nuova tecnologia cambia il nostro modo di essere al mondo e di percepirlo: “il medium è il messaggio”, recita la sua formula arcinota.

Guido Vitiello, Il Foglio

Nell’affetto che principalmente la sostiene.

Caravaggio, Martirio di San Pietro


La vita dell’uomo consiste nell’affetto che principalmente la sostiene, nel quale trova la maggiore soddisfazione.

San Tommaso d’Aquino

Prestet fide supplementum.

Tantum ergo sacramentum
veneremur cernui,
et antiquum documentum
novo cedat ritui;
præstet fides supplementum
sensuum defectui.
Genitori Genitoque
laus et iubilatio,
salus, honor, virtus quoque
sit et benedictio;
Procedenti ab utroque
compar sit laudatio. Amen.
San Tommaso d’Aquino

Traduzione
Adoriamo, dunque, prostrati
un sì gran sacramento;
l’antica legge
ceda alla nuova,
e la fede supplisca
al difetto dei nostri sensi.
Gloria e lode,
salute, onore,
potenza e benedizione
al Padre e al Figlio:
pari lode sia allo Spirito Santo,
che procede da entrambi.
Amen.

Resistere richiede una forza maggiore che attaccare.

1.Colui che attacca assume il ruolo del più forte; colui che resiste è quindi il più debole che resiste al più forte, cosa che è sempre la più difficile,

2.Per colui che attacca il pericolo sembra lontano, mentre è presente per colui che subisce l’attacco, ed è più difficile non vacillare per eventi presenti che non per venti futuri.

3.Resistere può avare una durata temporale; viceversa, attaccare può essere l’effetto di un impulso improvviso. Ed è più arduo restare a lungo irremovibile che lasciarsi andare subitaneamente a qualcosa di difficile. Ciò fa dire ad Aristotele che “alcuni volano incontro ai pericoli e si tirano indietro quando si trovano in mezzo; gli uomini forti sono tutto il contrario.”

San Tommaso d’Aquino, Summa theologiae, II-II, 123, art.6, ad primum.