Non troverai nulla di solido su cui posare (Dov’è la via? Nessuna via!).

Non troverai nulla di solido su cui posare (Dov’è la via? Nessuna via!).

FAUST – Dov’è la via?
MEFISTOFELE – Nessuna via! Verso l’inesplorato inesplorabile. Verso l’inesorato inesorabile. Sei tu disposto? Non chiavistelli da disserrare, non catenacci da tirare; attraverso solitudini ti troverai preso in un vortice. Hai un’idea di ciò che vuol dire solitudine, vuoto? […] Anche se tu attraversassi a nuoto l’oceano, teso lo sguardo su quello sconfinato orizzonte, vedresti pur sempre le onde che inseguon le onde e, pur nel terrore di essere inghiottito, qualcosa scorgerebbero pur sempre le tue pupille. […] Invece nulla vedrai nelle lontananze eternamente vuote, non udrai il suono del tuo passo, Non troverai nulla di solido su cui posare.

Io non ho un io.

Io non ho un io.

Si tratta pur sempre di un’intepretazione: in mancanza di un io, se ne interpretano alcuni, e dopo un po’ si interpreta meglio quello che ti aiuta a cavartela meglio. Se tu mi dicessi che ci sono delle persone, come l’uomo dell’ultimo piano al quale ora minacci di consegnarti, che hanno in realtà un forte senso di se stessi, dovrei dirti che stanno solo facendo la parte di persone con un forte senso di se stesse (..).

Tutto ciò che posso dirti con certezza è che io, per esempio, non un io, e che non voglio o non posso assoggettarmi alla buffonata di un io.

Philip Roth, La controvita, Einaudi