Assunzione di Maria Vergine.

Assunzione di Maria Vergine.

Nostra Signora dell'Assunzione, Andrea del Castagno

(..) può l’uomo cooperare con Dio nell’opera della salvezza? Il che non sarebbe un «dividere» la grazia di Cristo, ma una realizzazione diversa della stessa
opera di grazia. La Chiesa Cattolica risponde affermativamente anche a questo secondo problema; e non teme, esaltando i meriti di Maria, di favorire una devozione che diminuisca la gloria unica dei meriti di Cristo. Anzi, essa intende, glorificando Maria, rendere in ultima analisi un più completo omaggio a quell’unica Redenzione di Cristo che dal peccato ha saputo trarre un Essere così benedetto.

Luigi Giussani, Porta la speranza. Primi scritti. Marietti 1820

La domanda è come essere disponibili.

Come si fa a diventare disponibili ogni giorno a riconoscere, nella diversità che il reale mi porta, la novità che non mi fa obiezione?
La domanda è come essere disponibili. Sei disponibile alla novità che ogni giorno ti porta, se sei disponibile alla verità, vale a dire se ami, se cerchi il Signore. Quando commento l’Angelus devo sempre richiamare questa cosa: immaginiamoci la Madonna per la quale ogni giorno, quando si svegliava, era il desiderio di capire di più quel che aveva dentro o davanti.

!5 settembre, Beata Vergine Addolorata

Veder morire un figlio è per una madre il dolore più grande che ci sia, non vi sono parole che possano consolare, chi naturalmente aspettando di poter morire dopo aver generato, allevato ed educato, l’erede e il continuatore della sua umanità, vede invece morire il figlio mentre lei resta ancora in vita, quel figlio al quale avrebbe voluto ridare altre cento volte la vita e magari sostituirsi ad esso nel morire.

I milioni di madri che nel tempo hanno subito questo immenso dolore, a lei si sono rivolte per trovare sostegno e consolazione, perché Maria ha visto morire il Figlio in modo atroce, consapevole della sua innocenza, soffrendo per la cattiveria, incomprensione, malvagità, scatenate contro di lui, personificazione della Bontà infinita.

Ma non fu solo per la repentina condanna a morte, il dolore provato da Maria fu l’epilogo di un lungo soffrire, in silenzio e senza sfogo, conservato nel suo cuore, iniziato da quella profezia del vecchio Simeone pronunziata durante la Presentazione di Gesù al Tempio: “E anche a te una spada trapasserà l’anima”.

Quindi anche tutti coloro che soffrono nella propria carne e nel proprio animo, le pene derivanti da malattie, disabilità, ingiustizia, povertà, persecuzione, violenza fisica e mentale, perdita di persone care, tradimenti, mancanza di sicurezza, solitudine, ecc. guardano a Maria, consolatrice di tutti i dolori; perché avendo sofferto tanto già prima della Passione di Cristo, può essere il faro a cui guardare nel sopportare le nostre sofferenze ed essere comprensivi di quelle dei nostri fratelli, compagni di viaggio in questo nostro pellegrinare terreno.

A.Borrelli

15 agosto, Assunzione di Maria Vergine (per i pagani, Ferragosto).

Maria compare per l’ultima volta negli scritti del Nuovo Testamento nel primo capitolo degli Atti: Ella è in mezzo agli apostoli, in orazione nel cenacolo, in attesa della discesa dello Spirito Santo. Alla concisione dei testi ispirati, fa riscontro l’abbondanza di notizie sulla Madonna negli scritti apocrifi, soprattutto il Protovangelo di Giacomo e la Narrazione di S. Giovanni il teologo sulla dormizione della santa Madre di Dio. Il termine “dormizione” è il più antico che si riferisca alla conclusione della vita terrena di Maria. Questa celebrazione venne decretata per l’Oriente nel VII secolo con un decreto dell’imperatore bizantino Maurizio. Nello stesso secolo la festa della Dormizione viene introdotta anche a Roma da un papa orientale, Sergio I. Ma trascorse un altro secolo prima che il termine “dormizione” cedesse il posto a quello più esplicito di “assunzione”.

La definizione dogmatica, pronunciata da Pio XII nel 1950, dichiarando che Maria non dovette attendere, al pari delle altre creature, la fine dei tempi per fruire anche della redenzione corporea, ha voluto mettere in rilievo il carattere unico della sua santificazione personale, poiché il peccato non ha mai offuscato, neppure per un solo istante, la limpidezza della sua anima. L’unione definitiva, spirituale e corporea, dell’uomo con il Cristo glorioso, è la fase finale ed eterna della redenzione. Così i beati, che già godono della visione beatifica, sono in certo senso in attesa del compimento della redenzione, che in Maria era già avvenuta con la singolare grazia della preservazione dal peccato.

Alla luce di questa dottrina, che ha il suo fondamento nella Sacra Scrittura, nel cosiddetto “Protoevangelo”, contenente il primo annunzio della salvezza messianica dato da Dio ai nostri progenitori dopo la colpa, Maria viene presentata come nuova Eva, strettamente unita al nuovo Adamo, Gesù. Gesù e Maria sono infatti associati nel dolore e nell’amore per riparare la colpa dei nostri progenitori. Maria è dunque non solo madre del Redentore, ma anche sua cooperatrice, a lui strettamente unita nella lotta e nella decisiva vittoria. Quest’intima unione richiede che anche Maria trionfi, al pari di Gesù, non soltanto sul peccato, ma anche sulla morte, i due nemici del genere umano. E come la redenzione di Cristo ha la sua conclusione con la risurrezione del corpo, anche la vittoria di Maria sul peccato, con la Immacolata Concezione, doveva essere completa con la vittoria sulla morte mediante la glorificazione del corpo, con l’assunzione, poiché la pienezza della salvezza cristiana è la partecipazione del corpo alla gloria celeste.

Piero Bargellini

Una donna come tante?

Cima da Conegliano, Madonna col Bambino

Cuore immacolato di Maria, sii la salvezza dell’anima mia e frena le mie parole, non farmi scrivere quello che penso di quei senesi che hanno scelto di farti dipingere da un maomettano. La tua immagine sul drappellone del prossimo palio sarà firmata da uno sciita libanese che ha impunemente dichiarato: “Non sarà una divinità ma una donna comune, una madre affettuosa come tante”. Ho capito bene? Una donna come tante? Perché, le altre madri sono forse immacolate? Fra pochi giorni il sindaco Cenni benedirà questa aggressione teologica in forma di pittura e sarà un’altra spina conficcata nel tuo cuore. Ma io che cosa posso farci, a parte non guardare il palio profanato? Tu invece, che hai già schiacciato la testa del serpente, potresti considerare le testoline di questi sacrileghi.

Camillo Langone, Il Foglio, 12 giugno 2010

Buona Pasqua

Eugène Burnand, Pietro e Giovanni accorrono al sepolcro la mattina della Resurrezione

Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand’era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: “Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!”. Uscì allora Simon Pietro insieme all’altro discepolo, e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Chinatosi, vide le bende per terra, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra, e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.

Giovanni, 20, 1-8