I nostri destini erano giocati, vinti, perduti.

I nostri destini erano giocati, vinti, perduti.

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E’ entrato, incolore nel suo impermeabile beige, gli occhi acuti e teneri, lo spazio tra i denti affascinante di un sorriso infantile. Bacia Suzanne e, da lei presentato, mi tende la mano. Gli offro una Pall Mall, si siede con calma davanti a me. I nostri destini erano giocati, vinti, perduti.

Madeleine Rabereau

Mi stringeva sul suo cuore e mi diceva “grazie”.

Mi stringeva sul suo cuore e mi diceva “grazie”.

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Leo mi stringeva sul suo cuore e mi diceva “grazie”, e mi sussurrava ancora “grazie, grazie” all’orecchio. E io, la testa sul suo collo, gli dicevo “amore mio”, gli ripetevo “amore mio”.
Madeleine Rabereau