Noi siamo ritornati dalla guerra per sbaglio (che non moriamo di nostra spontanea volontà è la sola cosa).

Noi siamo ritornati dalla guerra per sbaglio (che non moriamo di nostra spontanea volontà è la sola cosa).

Lo sbarco in Normandia (Robert Capa)

“(…) Non eravamo solo stanchi e mezzi morti quando siamo ritornati (dalla guerra: n.d.a.), eravamo anche indifferenti. Lo siamo ancora. Non abbiamo perdonato ai nostri padri, così come non perdoniamo alle generazioni più giovani, che ci spingono via prima ancora che noi abbiamo ottenuto il nostro posto. Noi non perdoniamo: dimentichiamo. O meglio ancora: noi non dimentichiamo: non vediamo affatto. Non facciamo caso. Ci è indifferente. Il destino degli uomini, del paese, del mondo, che cosa ce ne importa? Noi non facciamo rivoluzioni, opponiamo resistenza passiva. Non ci indigniamo, non accusiamo, non difendiamo, non aspettiamo proprio nulla, non temiamo proprio nulla – che non moriamo di nostra spontanea volontà è la sola cosa.

Sappiamo che verrà ancora una volta una generazione che sarà come quella dei nostri padri. Ci sarà ancora una volta la guerra. Noi stiamo a guardare il ridicolo atteggiamento di quelli che – come lei – soffrono dello squallore del mondo, di quelli che non sono stati in guerra e dei giovani che soffrono la volontà di migliorare le cose, di cambiarle. Se lo scetticismo non presupponesse anch’esso una partecipazione avrei detto: siamo degli scettici. Ma noi non partecipiamo affatto. Lei deride il pathos. Ma noi non crediamo neppure nella battuta spiritosa. Lei odia la reazione. Noi dubitiamo anche dei risultati della rivoluzione. Che cosa vuol farci? – Noi siamo ritornati per sbaglio.”

 

Joseph Roth, Zipper e suo padre, Adelphi

L’autorizzazione uccide la coscienza.

L’autorizzazione uccide la coscienza.

Non perdetevi tutti in quisquilie! Non venitemi a parlare di politica. So in che cosa consiste la disgrazia del mondo, perché facevo il vetturino. La coscienza, signori miei, la coscienza è stata cancellata. Sostituita dall’autorizzazione. Una volta ogni essere umano, ogni persona aveva la propria coscienza. Era responsabile nei suoi confronti. Anche i miei cavalli avevano la loro coscienza. Oggi, vede, per farle un piccolo esempio preso dal nostro mestiere: fuori dai passaggi pedonali è consentito investire un uomo. Se al confine un doganiere tira giù dal treno uno che viaggia senza documenti o uno con le stampelle e lo perquisisce nel suo ufficio, ebbene in quella guardia non c’è un briciolo di coscienza. Non ha soltanto l’autorizzazione a farlo, ne ha il pieno potere. (..) L’autorizzazione ne uccide la coscienza.

Joseph Roth, Al bistrot dopo mezzanotte, Adelphi

Sembrava che di notte le sedie cavalcassero i tavoli.

Sembrava che di notte le sedie cavalcassero i tavoli.

 

Così terminò il suo discorso – e tutti risero. Perché pensavano che fosse alticcio, e infatti lo era. E inoltre sottrarsi alla verità è tipico degli uomini d’oggi i quali, anch’essi ebbri, dal fatto che tale verità sia stata detta da un ubriaco traggono la speranza che quello stia solo farneticando. I due poliziotti, ben compressi nelle loro uniformi, se ne andarono. L’orologio del Senato batté le due. E la padrona disse:”Ora tutti a dormire”. E incominciò a capovolgere i tavoli e le sedie. Sembrava che di notte le sedie cavalcassero i tavoli.

Joseph Roth, Al bistrot dopo mezzanotte, Adelphi