Oh, le prime luci del giorno mentre la contemplavo!

Oh, le prime luci del giorno mentre la contemplavo!

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Dalla sua bocca spuntò la parola che io non osavo pronunciare. Oh, quelle notti, tiepide tenebre condivise, l’amore che fluisce nell’ombra come un fiume segreto! Oh, quel momento di estasi in cui ciascuno è entrambi, l’innocenza e il candore di quell’estasi, l’unione in cui ci perdevamo per poi perderci nel sonno! Oh, le prime luci del giorno mentre la contemplavo!

Jorge Luis Borges, Il libro di sabbia

Niente mi faceva stare peggio.

Niente mi faceva stare peggio.

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Ho notato che i viaggi di ritorno durano meno di quelli di andata, ma quella traversata dell’Atlantico, carica di ricordi e angosce, mi parve molto lunga.

Niente mi faceva stare peggio del pensiero che, parallelamente alla mia vita, Beatrice avrebbe vissuto la sua, minuto per minuto e notte dopo notte.

Jorge Luis Borges, Il libro di sabbia

I luoghi dove la tenerezza si diffonde e sono solo e con me stesso (Dintorni).

I luoghi dove la tenerezza si diffonde e sono solo e con me stesso (Dintorni).

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I patios così certi e antichi

i patios che hanno fondamenta nella terra e nel cielo.

Le finestre con grate

dalle quali la strada ha l’aria familiare di una lampada.

Le alcove profonde

dove il mogano avvampa in quieta fiamma

e lo specchio dai deboli bagliori

è come una tranquillità nell’ombra.

Gli oscuri crocevia trafitti

da quattro lontananze senza fine

in sobborghi di silenzio.

Ho nominato i luoghi

dove la tenerezza si diffonde

e sono solo e con me stesso.

Jorge Luis Borges, Fervore di Buenos Aires, Adelphi

Come svaniscono i sogni quando scopriamo di sognare (Afterglow).

Come svaniscono i sogni quando scopriamo di sognare (Afterglow).

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E’ sempre emozionante il tramonto,

indigente o sgargiante che sia,

ma ancora più emoziona

quel bagliore finale e disperato

che arrugginisce la pianura

quando l’estremo sole si inabissa.

Fa male sostenere quella luce tesa e diversa,

quell’illusione che impone allo spazio

l’unanime timore della tenebra

e che a un tratto svanisce

quando ne percepiamo la fallacia,

quando svaniscono i sogni

quando scopriamo di sognare.

Jorge Luis Borges

Assenza

Assenza

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Dovrò rialzare la vasta vita
che ancora adesso è il tuo specchio:
ogni mattina dovrò ricostruirla.
Da quando ti allontanasti,
quanti luoghi sono diventati vani
e senza senso, uguali
a lumi nel giorno.
Sere che furono nicchia della tua immagine,
musiche in cui sempre mi attendevi,
parole di quel tempo,
io dovrò frantumarle con le mie mani.
In quale profondità nasconderò la mia anima
perchè non veda la tua assenza
che come un sole terribile, senza occaso,
brilla definitiva e spietata?
La tua assenza mi circonda
come la corda la gola
il mare chi sprofonda.

Jorge Luis Borges, Fervore di Buenos Aires

E il tuo ricordo è come brace viva che non lascio cadere anche se mi brucia le mani (Città).

E il tuo ricordo è come brace viva che non lascio cadere anche se mi brucia le mani (Città).

Copyright Eric Serafini

Copyright Eric Serafini

Insegne luminose strattonano la stanchezza.
Volgari schiamazzi
saccheggiano la quiete dell’anima.
Colori impetuosi
scalano le attonite facciate.
Dalle piazze rotte
traboccano copiose le distanze.
Il tramonto abbattuto
che si rannicchia oltre i sobborghi
è beffa d’ombre rovinate.
Io percorro la strede svigorito
dall’insolenza delle luci false
e il tuo ricordo è come brace viva
che non lascio cadere
anche se mi brucia le mani.

Jorge Luis Borges, Fervore di Buenos Aires

(Un patio).

L’eternità è in attesa a un crocicchio di stelle (Un patio).

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La sera ha ormai spossato

i due o tre colori del patio.

Stanotte il disco chiaro della luna

non domina lo spazio.

Patio, cielo tra sponde.

Il patio è il declivio

per cui si spande il cielo nella casa.

Serena,

l’eternità è in attesa a un crocicchio di stelle.

E’ delizioso vivere nell’amicizia oscura

di un atrio, di una pergola e di un pozzo.

Jorge Luis Borges

Quella d’ogni giardino e d’ogni sera (La rosa).

Quella d’ogni giardino e d’ogni sera (La rosa).

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La rosa,

l’immarcescibile rosa che non canto,

quella che è peso e fragranza,

quella del buio giardino a notte alta,

quella d’ogni giardino e d’ogni sera,

la rosa che per arte d’alchimia

nasce di nuovo dalla tenue cenere,

la rosa dei persiani e dell’Ariosto,

quella ch’è sempre sola,

quella che è sempre la rosa delle rose,

il giovane fiore platonico,

l’ardente e cieca rosa che non canto,

la rosa irraggiungibile.

Jorge Luis Borges

Se avessi un’altra volta la vita davanti (Istanti).

Se avessi un’altra volta la vita davanti (Istanti).

Se io potessi vivere un’altra volta la mia vita
nella prossima cercherei di fare più errori
non cercherei di essere tanto perfetto,
mi negherei di più,
sarei meno serio di quanto sono stato,
difatti prenderei pochissime cose sul serio.
Sarei meno igienico,
correrei più rischi,
farei più viaggi,
guarderei più tramonti,
salirei più montagne,
nuoterei più fiumi,
andrei in posti dove mai sono andato,
mangerei più gelati e meno fave,
avrei più problemi reali e meno immaginari.
Io sono stato una di quelle persone che ha vissuto sensatamente
e precisamente ogni minuto della sua vita;
certo che ho avuto momenti di gioia
ma se potessi tornare indietro cercherei di avere soltanto buoni momenti.
Nel caso non lo sappiate, di quello è fatta la vita,
solo di momenti, non ti perdere l’oggi.
Io ero uno di quelli che mai andava in nessun posto senza un termometro,
una borsa d’acqua calda, un ombrello e un paracadute;
se potessi vivere di nuovo comincerei ad andare scalzo all’inizio della primavera
e continuerei così fino alla fine dell’autunno.
Farei più giri nella carrozzella,
guarderei più albe e giocherei di più con i bambini,
se avessi un’altra volta la vita davanti.
Ma guardate, ho 85 anni e so che sto morendo.

Jorge Luis Borges