Let me be your country man (Country Girl).

Let me be your country man (Country Girl).

Bo Bartlett

Winding paths
through tables and glass
First fall was new
Now watch the summer pass
So close to you.

Too late to keep the change,
Too late to pay,
No time to stay the same
Too young to leave.

No pass out sign on the door
set me thinking
Are waitresses paying the price
of their winking?
While stars sit in bars and decide
what their drinking,
They drop by to die ‘cause it’s
faster than sinking.

Too late to keep the change,
Too late to pay,
No time to stay the same
Too late to keep the change,
Too late to pay,
No time to stay the same
Too young to leave.

Find out that now was the answer
To answers that you gave later
She did the things
that we both did before, now,
But who forgave her.

If I could stand to see her crying
I would tell her not to care.
When she learns of all your lyin’
Will she join you there?

Country girl I think you’re pretty,
Got to make you understand,
Have no lovers in the city,
Let me be your country man.
Got to make you understand.

Crosby, Stills, Nash and Young

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Un’occhiata chiaramente tempestosamente inoppugnabilmente diceva tu sei innamorata di me.

Un’occhiata chiaramente tempestosamente inoppugnabilmente diceva tu sei innamorata di me.

liù

ieri mattina passava (..) e l’ho guardato. si è fermato fingendo di allacciarsi una scarpa e ha risposto al mio sguardo. con un occhiata chiaramente tempestosamente inoppugnabilmente diceva tu sei innamorata di me

Werther

Diceva proprio così?

liù

senza ombra di dubbio

Umberto Silva, Nessuno dorme, il notes magico

Mi sono dannata l’anima per quell’uomo (il fegato di essere innamorata).

Mi sono dannata l’anima per quell’uomo (il fegato di essere innamorata).

“Mi sono dannata l’anima per quell’uomo” bisbigliò la donna con la sua calma voce spassionata, le labbra che si muovevano appena. Era come se ripetesse una ricetta per il pane. “Ho fatto i turni di notte a servire ai tavoli per poterlo vedere la domenica in prigione. Ho vissuto per due anni in una stanza sola, facendomi da mangiare su un fornello a gas, perché glielo avevo promesso. Gli ho mentito e ho fatto dei soldi per tirarlo fuori di prigione, e quando gli ho detto come li avevo fatti mi ha preso a botte. E adesso dovevi arrivare qui dove nessuno ti vuole. Nessuno ti ha chiesto di venire. Non gliene frega nulla a nessuno se hai paura o no. Paura? Tu non hai neanche il fegato di avere davvero paura, come non ce l’hai di essere innamorata.

W.Faulkner, Santuario, Adelphi

Innamorarsi è da cameriere (Gianni Agnelli)

Innamorarsi è da cameriere (Gianni Agnelli)

La cameriera è un catalizzatore di pulsioni che trovano sfogo tanto nell’esibizionismo spicciolo quanto nel grande assalto a scopo di dominio e sopraffazione. Don MacLeod e sua moglie Debra sono una fra le tante coppie che ha scoperto quanto il travestimento da pornocameriera faccia ritrovare gli appetiti perduti; e sono stati così felici della scoperta che ci hanno scritto un libro, intitolato appunto “The French Maid”, per mettere il mondo a parte dei loro segreti.

Mattia Ferraresi, Il Foglio

Tu·ssai veramente Che·ttu mi se’ intra·lle man caduto (Il Fiore II).

Tu·ssai veramente Che·ttu mi se’ intra·lle man caduto (Il Fiore II).


Sentendomi ismagato malamente
Del molto sangue ch’io avea perduto,
E non sapea dove trovar aiuto,
Lo Dio d’Amor sì venne a me presente,
E dissemi: «Tu·ssai veramente
Che·ttu mi se’ intra·lle man caduto
Per le saette di ch’i’ t’ò feruto,
Sì ch’e’ convien che·ttu mi sie ubidente».
Ed i’ risposi: «I’ sì son tutto presto
Di farvi pura e fina fedeltate,
Più ch’asses[s]ino a·Veglio o a Dio il Presto».
E quelli allor mi puose, in veritate,
La sua boc[c]a a la mia, sanz’altro aresto,
E disse: «Pensa di farmi lealtate».

Dante Alighieri, Il Fiore

Tu devi partire dal fatto che hai le farfalle nello stomaco per questo qua.

Tu devi partire dal fatto che hai le farfalle nello stomaco per questo qua.


(..) la cosa che più mi impressiona è che uno smette di avere paura della realtà. Mi ha impressionato (lo dico in negativo però…) una mia amica l’altro giorno che mi diceva: «Guarda, volevo dirti questa cosa, che forse, in qualche modo, credo di avere una preferenza per quel tale ragazzo», e io le ho detto: «Ma scusa, ma che “mezze cartucce” siamo diventati? Sei innamorata o no?». «Mah, forse…». «Sì o no?». Non si dà il nome giusto alle cose. E la risposta che lei mi ha dato mi ha fatto capire qual è il punto: «Beh, c’è un’alta probabilità di rischio…». E io: «Di rischio di cosa?». «Che non vada come voglio io». Mi è venuto in mente quanto siamo legati all’esito e, soprattutto, che ci perdiamo il meglio perché questa qua dopo è partita dicendo: «No, tranquillo, io mi sto già chiedendo Chi e perché me l’ha dato». «Ma cosa stai dicendo?!», le ho detto. E poi l’ho sfidata: «Guarda che è umano, tu devi partire dal fatto che hai le farfalle nello stomaco per questo qua. Il punto è che allora, quando ti accorgi che hai addosso una cosa così, che non riesci a strapparti di dosso, ti puoi chiedere: “Ma chi mi sta dando questa cosa qua?”», perché se no ci perdiamo veramente il meglio di tutto.

Julián Carrón, Tracce n.3, marzo 2011

Non dovresti spassartela da solo.


Lei teneva le mani appoggiate in cima a un paletto e il mento posato sulle mani, e lui non l’aveva vista finché non aveva parlato. Sembrava che fosse lì da giorni, con incalcolabile pazienza, in attesa che lui passasse.
(..)
Che fai? gli chiese.
Vado a spasso, rispose.
Vai a spasso?
Già. Tutto qui.
Lei spostò un sasso con la punta della scarpa. Con chi vai a spasso?
Be’, con nessuno. Da solo.
Le punte dei suoi seni erano stampate sulla stoffa come monete. Lo guardava guardare. Non dovresti spassartela da solo, gli disse, con un accenno di sorriso agli angoli della bocca e gli occhi socchiusi con malizia.
Cormac McCarthy, Il guardiano del frutteto, Einaudi