Quello di cui la morte non potrà mai essere accusata.

Quello di cui la morte non potrà mai essere accusata è di aver dimenticato a tempo indeterminato nel mondo qualche vecchio, solo per invecchiare sempre di più, senza alcun merito o altro motivo visibile“. (J.Saramago)

Josè Saramago, premio Nobel per la letteratura, scomparso ieri.

Saramago è stato dunque un uomo e un intellettuale di nessuna ammissione metafisica, fino all’ultimo inchiodato in una sua pervicace fiducia nel materialismo storico, alias marxismo. Lucidamente autocollocatosi dalla parte della zizzania nell’evangelico campo di grano, si dichiarava insonne al solo pensiero delle crociate, o dell’inquisizione, dimenticando il ricordo dei gulag, delle “purghe”, dei genocidi, dei samizdat culturali e religiosi.

Claudio Toscani, Osservatore Romano 19 giugno 2010

La purezza non esiste nel reale.

Vincent Van Gogh, Giardino con fiori

La purezza non esiste nel reale ma, come ogni allucinazione che si fa ideologia, reca sciagure esse sì molto concrete. Esistono innocui puristi all’acqua di rosa, ipocondriaci che si lavano le mani dieci volte al giorno e che si curano solo con acqua zuccherata, e ferocissimi purificatori, costretti da un indomabile odio ad annientare tutto ciò che vive. Tra costoro il primato spetta in condominio ai comunisti e ai nazisti: entrambi non tolleravano la differenza e si compattavano nell’identitarismo, rispettivamente il culto della classe e della razza, entità presunte omogenee. Solo presunte: le anime non sono fatte in serie, Dio a ciascun umano ha donato un suo particolare destino. Nessun segno della Croce è uguale all’altro e la parola d’ordine s’infrange nel lapsus.
Vano militarizzarsi nel passo dell’oca o nei luoghi comuni, nella normalità e nell’idiozia: per quanto s’indulga alla mortificazione, come sottrarsi a un godimento che, come ben mostra “Santa Teresa” del Bernini, irride ogni appassionata rinuncia?

Umberto Silva, Il Foglio, 27 febbraio 2010

Minareti 1.

Niente è più lontano da ogni dialogo e tolleranza interculturale di quell’ectoplasma ideologico e giuridico che chiamiamo “multiculturalismo”.

“Il rispetto dell’altro -ricorda Rigotti nel suo libro Conoscenza e significatoè possibile solo a condizione che non trascuriamo noi stessi e apprezziamo la nostra origine culturale.”

Imparino la lezione i signori di Strasburgo e gli Zagrebelsky de noantri. Chi legifera, sentenzia e istruisce gli europei a gettare al vento le proprie radici cristiane., sia pronto a raccogliere la tempesta di cui il voto svizzero sembra solo essere una primizia.

Luigi Amicone, Tempi, 3 dicembre 2009

Stato Etico

(..) L’ attenzione (critica) verso il nuovo insegnamento di «Cittadinanza e Costituzione» non dipende dall’ammontare di ore, più o meno alto, ad esso dedicate, bensì dal valore altamente sintomatico che a mio giudizio la sua introduzione nel nostro ordinamento scolastico riveste. Sintomatico di che cosa? Della trasformazione strisciante che da anni, come ho scritto, investe la scuola italiana: da luogo di apprendimento di contenuti disciplinari e di esperienza in prima persona dei connessi valori e forme culturali – dove essenzialmente per questa via si realizza la formazione della personalità morale e civile dei discepoli – ad agenzia educativa dedita alla prescrittiva somministrazione diretta di tavole di valori (l’ educazione stradale, alimentare, affettiva, adesso l’ educazione alla «cittadinanza» e alla «Costituzione») meccanicamente desunte da un dover essere civico-ideologico.

 

Ernesto Galli Della Loggia Corriere della Sera, 13 novembre 2009