Le uova sono “cose attestate dai sensi, che vengono da Dio”.

Le uova sono “cose attestate dai sensi, che vengono da Dio”.

“La filosofia di San Tommaso si basa sull’universale convinzione comune che le uova sono uova”, aveva scritto Chesterton. Se per l’hegeliano l’uovo è in realtà una gallina in quanto parte del processo continuo del divenire, se per il berkeleyano le uova in camicia esistono solo come esiste un sogno, se il pragmatico s’interessa solo di uova strapazzate, per il tomista le uova sono “cose attestate dai sensi, che vengono da Dio”. E McLuhan in tutta la sua opera non ha parlato d’altro che di sensi, di percezione e consapevolezza del mondo, del corpo umano e delle tecnologie che ne sono l’estensione: la clava estende il braccio, la ruota il piede, la parola il pensiero, gli abiti la pelle, fino alle tecnologie elettriche ed elettroniche che estendono il sistema nervoso centrale trasformando la terra in un cervello palpitante percorso da impulsi che guizzano in ogni direzione. Ogni nuova tecnologia cambia il nostro modo di essere al mondo e di percepirlo: “il medium è il messaggio”, recita la sua formula arcinota.

Guido Vitiello, Il Foglio

Solo l’avventuriero la scopre.

Caspar David Friedrich, Chalk Cliffs on Rügen

La vita, diceva Chesterton, ‘è la più bella delle avventure, ma solo l’avventuriero lo scopre’: questo significa che non bisogna avere paura di vivere la relazione, di mettersi in gioco, di mettere in discussione se stessi, il proprio carattere, i propri difetti. Amare significa stare nella realtà, con la sua bellezza, con le sue difficoltà, come l’avventuriero che non si ferma dinanzi al primo ostacolo, che non pretende di raggiungere la cima della montagna attraverso una strada pianeggiante, che sa che le cose più belle si raggiungono e si mantengono con l’impegno, la fatica. Una fatica santificante, che edifica, che costruisce, che dà gioia.

Francesco Agnoli, Il Foglio, 15 gennaio 2010