Il cielo è triste e bello come un grande altare (Armonia della sera).

Il cielo è triste e bello come un grande altare (Armonia della sera).

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Ecco venire il tempo in cui fremente sullo stelo
ogni fiore svapora come un incensiere,
i suoni e i profumi girano  nell’aria della sera,
valzer malinconico e languida vertigine!
Ogni fiore svapora come un incensiere;
il violino freme come un cuore straziato;
valzer malinconico e languida vertigine!
Il cielo è triste e bello come un grande altare.
Il violino freme come un cuore straziato,
un cuore tenero che odia il nulla vasto e nero!
Il cielo  è triste e bello come un grande altare
il sole è annegato nel suo sangue che coagula.
Un cuore tenero che odia il nulla vasto e nero,
raccoglie ogni vestigia del luminoso passato!
Il sole è annegato nel suo sangue che coagula..
Il tuo ricordo brilla in me come un ostensorio!

Charles Baudelaire, Les fleurs du mal

 

Ero un fuoco di gioia (Festa).

Ero un fuoco di gioia (Festa).

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E i bicchieri erano vuoti
e la bottiglia in pezzi
E il letto spalancato
e la porta sprangata
E tutte le stelle di vetro
della bellezza e della gioia
risplendevano nella polvere
della camera spazzata male
Ed io ero ubriaco morto
Ero un fuoco di gioia
E tu ubriaca viva
Nuda nelle mie braccia.

Jacques Prévert

Per ricordarmi queste cose mentre ti stringo fra le braccia (Tre fiammiferi accesi).

Per ricordarmi queste cose mentre ti stringo fra le braccia (Tre fiammiferi accesi).

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Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte
Il primo per vederti tutto il viso
Il secondo per vederti gli occhi
L’ultimo per vedere la tua bocca
E tutto il buio per ricordarmi queste cose
Mentre ti stringo fra le braccia.

Jacques Prévert

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/poesie/poesie-d-autore/poesia-130358?f=a:1295>

Tendici la mano e salvaci (Questo amore).

Tendici la mano e salvaci (Questo amore).

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Questo amore
Così violento
Così fragile
Così tenero
Così disperato
Questo amore
Bello come il giorno
E cattivo come il tempo
Quando il tempo è cattivo
Questo amore così vero
Questo amore cosí bello
Così felice
Così gaio
E così beffardo
Tremante di paura come un bambino al buio
E così sicuro di sé
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
Questo amore che impauriva gli altri
Che li faceva parlare
Che li faceva impallidire
Questo amore spiato
Perché noi lo spiavamo
Perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Perché noi l’abbiamo perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Questo amore tutto intero
Ancora così vivo
E tutto soleggiato
E’ tuo
E’ mio
E’ stato quel che è stato
Questa cosa sempre nuova
E che non è mai cambiata
Vera come una pianta
Tremante come un uccello
Calda e viva come l’estate
Noi possiamo tutti e due
Andare e ritornare
Noi possiamo dimenticare
E quindi riaddormentarci
Risvegliarci soffrire invecchiare
Addormentarci ancora
Sognare la morte
Svegliarci sorridere e ridere
E ringiovanire
il nostro amore è là
Testardo come un asino
Vivo come il desiderio
Crudele come la memoria
Sciocco come i rimpianti
Tenero come il ricordo
Freddo come il marmo
Bello come il giorno
Fragile come un bambino
Ci guarda sorridendo
E ci parla senza dir nulla
E io tremante l’ascolto
E grido
Grido per te
Grido per me
Ti supplico
Per te per me per tutti coloro che si amano
E che si sono amati
Sì io gli grido
Per te per me e per tutti gli altri
Che non conosco
Fermati là
Là dove sei
Là dove sei stato altre volte
Fermati
Non muoverti
Non andartene
Noi che siamo amati
Noi ti abbiamo dimenticato
Tu non dimenticarci
Non avevamo che te sulla terra
Non lasciarci diventare gelidi
Anche se molto lontano sempre
E non importa dove
Dacci un segno di vita
Molto più tardi ai margini di un bosco
Nella foresta della memoria
Alzati subito
Tendici la mano
E salvaci.

Jacques Prévert

Même quand mes forces m’abandonnent, même là, je te veux, je te veux, je te veux, tellement fort.

Même quand mes forces m’abandonnent, même là, je te veux, je te veux, je te veux, tellement fort.

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(…)

Il faudra que je lui explique
Pourquoi
Si j’apprécie tout ce qu’elle me donne
Si elle me connaît mieux que personne
Même quand mes forces m’abandonnent
Même là,
Je te veux…
Je te veux…
Je te veux…
Tellement fort

Il faut des mots de passe (Répondez-moi).

Il faut des mots de passe (Répondez-moi ).

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Je vis dans une maison sans balcon, sans toiture
Où y’a même pas d’abeilles sur les pots de confiture
Y’a même pas d’oiseaux, même pas la nature
C’est même pas une maison

J’ai laissé en passant quelques mots sur le mur
Du couloir qui descend au parking des voitures
Quelques mots pour les grands
Même pas des injures
Si quelqu’un les entend

Répondez-moi
Répondez-moi

Mon coeur a peur d’être emmuré entre vos tours de glace
Condamné au bruit des camions qui passent
Lui qui rêvait de champs d’étoiles, de colliers de jonquilles
Pour accrocher aux épaules des filles

Mais le matin vous entraîne en courant vers vos habitudes
Et le soir, votre forêt d’antennes est branchée sur la solitude
Et que brille la lune pleine
Que souffle le vent du sud
Vous, vous n’entendez pas

Et moi, je vois passer vos chiens superbes aux yeux de glace
Portés sur des coussins que les maîtres embrassent
Pour s’effleurer la main, il faut des mots de passe
Pour s’effleurer la main

Répondez-moi
Répondez-moi

Mon coeur a peur de s’enliser dans aussi peu d’espace
Condamné au bruit des camions qui passent
Lui qui rêvait de champs d’étoiles et de pluie de jonquilles
Pour s’abriter aux épaules des filles

Mais la dernière des fées cherche sa baguette magique
Mon ami, le ruisseau dort dans une bouteille en plastique
Les saisons se sont arrêtées aux pieds des arbres synthétiques
Il n’y a plus que moi

Et moi, je vis dans ma maison sans balcon, sans toiture
Où y’a même pas d’abeilles sur les pots de confiture
Y’a même pas d’oiseaux, même pas dans la nature
C’est même pas une maison.

Francis Cabrel

Perché, ogni volta, quella che vivo è un’esperienza umana.

Perché, ogni volta, quella che vivo è un’esperienza umana.

“C’è una cosa” aveva detto Pardon “che non riesco a capire. Lei è l’esatto contrario di un giustiziere. Si direbbe perfino che quando arresta un colpevole lo faccia a malincuore”.

“Sì, a volte succede”.

“Eppure si prende a cuore le sue inchieste come se la toccassero personalmente…”.

Al che Maigret, con molta semplicità, aveva risposto:

“Perché, ogni volta, quella che vivo è un’esperienza umana. Quando la chiamano al capezzale di un malato che pure non conosce affatto, non ne fa anche lei una faccenda personale? Non lotta contro la morte come se il paziente fosse una persona cara?”.

Georges Simenon, Maigret e il signor Charles, Adelphi