Quella finalità irrinunciabile.

Francisco De Zurbaran

Francisco De Zurbaran


L’attenzione, dunque, si dà in circoli che descrivono una differente ampiezza. Se l’attenzione potesse materializzarsi, si potrebbe vedere come in alcuni casi esplora un ampio orizzonte, come in altri si avvicina fino al confine stesso dell’orizzonte, nel momento in cui sembra ormai non averlo più, e ci si perde. In altri casi circonda un brandello, un punto della realtà come se si trattasse di farsi spazio in una piazzaforte. E, in verità, è proprio così.
Giacchè l’essenza dell’attenzione è captare, assorbire, prendere possesso avvicinandosi a questo immenso, illimitato continente che è la realtà. Dal momento che la realtà è una -non possiamo smettere di crederlo- e multipla, l’attenzione, per essere seguita da vicino, deve farsi multipla. L’attenzione dalle molteplici forme si fa irriconoscibile e può persino passare per la disattenzione più totale.
Ma l’attenzione, circondando la realtà, va a conquistarla per questa strana creatura che è l’essere umano da cui è comandata e da cui nasce. Così ci saranno tante forme essenziali di attenzione quanti sono i piani che che formano la psiche e la persona. Studiare l’attenzione nelle sue diverse forme porta contemporaneamente a studiare la struttura dell’essere umano e la struttura di come, davanti a lui, appare la realtà (..).
La presunta unità di tutte queste diverse forme di attenzione è la stessa cosa, naturalmente, della supposta intimità sostanziale di tutti i piani che compongono la struttura dell’essere umano: la necessità di avere un tema che avvolge la finalità.
Quella finalità irrinunciabile che richiede una volta e un’altra ancora e sempre l’invincibile speranza.

Maria Zambrano, Per l’amore e per la libertà, Marietti 1820