Il culo di pietra.

Il culo di pietra.

Giovanni Giacometti, Val Bregaglia, 1912

Star seduti il meno possibile; non fidarsi dei pensieri che non sono nati all’aria aperta e in movimento – che non sono una festa anche per i muscoli. Tutti i pregiudizi vengono dagli intestini. Il culo di pietra è il vero peccato contro lo Spirito Santo.

F.Nietzsche, Ecce homo.

Annunci

Per rinunciare a Dio l’uomo rinuncia a se stesso.

«Un giorno il viandante chiuse la porta dietro di sé e pianse. Poi disse: questo ardente desiderio del vero, del reale, del non apparente, del certo, come lo odio…» (F.Nietzsche). Questa è la scelta che ha fatto l’uomo contemporaneo: chiudere la porta alla speranza, all’impeto ideale che gli alita alle spalle, acquattato in fondo al suo cuore, trasmessogli da sua madre e da tutto ciò che lo anticipa nella storia: questo evidente desiderio del vero, del reale, del certo. L’uomo moderno se ne sente perseguitato come da un aguzzino «tetro e appassionato», e ad un tempo ammette di essere costituito dal desiderio della verità, mentre si ribella alla natura del proprio cuore che è profezia di Dio. Solo qui si rivela la cattiveria dell’uomo. Dante, del resto, già aveva indiziato quest’ultimo problema umano con la figura di Capaneo. L’uomo cristiano conosce questa tentazione: Tu o Dio mi leghi qui e non posso sfuggire, ma non puoi impedirmi di bestemmiarti e io ti bestemmio. Ed è così che per rinunciare a Dio l’uomo rinuncia a se stesso. Quel desiderio del vero, quale aguzzino, non gli permette di riposare. Per sottrarsi alle esigenze del cuore, quanti strappi, quante amarezze! «Ma poiché l’uomo deve muovere oltre il piede stanco e ferito» – come continua Nietzsche – allora egli rivolge indietro, alle cose belle e adeguate alla sua esigenza che non hanno saputo trattenerlo, uno sguardo di odio feroce. In questa irosa volontà di strapparsi alle domande che lo rimanderebbero a Dio, egli è pieno di livore perché quelle esigenze del cuore non l’hanno costretto a rimanere. Egli così odia la propria libertà, la odia mentre la usa.

Luigi Giussani, Il senso di Dio e l’uomo moderno, BUR