11 settembre.

“L’islam ha demograficamente in mano il futuro dell’Europa. Tutti gli anni gli italiani diminuiscono di 130 mila. Ma aumentiamo di 100 mila immigrati, che sono in gran parte musulmani. In Europa inoltre c’è un vuoto religioso enorme che viene riempito dall’islam. I musulmani hanno una forte fede religiosa e pregano addirittura in pubblico”.

Piero Gheddo, intervistato da Giulio Meotti, Il Foglio 10 settembre 2010

L’importazione della malinconia.

Dall’Europa Hopper importa in America la malinconia. Quegli americani integri, tutti di un pezzo, i pionieri, i mercanti, i finanzieri, i soldati, tutti i newman con le loro newwoman capiranno che anche a loro manca qualcosa. Che in ognuno di noi c’è un fuori – e questo gli americani lo sanno bene e quel fuori lo fanno funzionare a perfezione – ma c’è anche un dentro. E non sarebbe ancora niente se al fuori non mancasse il dentro e al dentro non mancasse il fuori. Così come lo manifesta un uomo, anzi meglio una donna con tutto il suo strano carattere e il suo strano desiderio, che guarda dall’interno verso il fuori attraverso una finestra (“Morning in a city”, “Eleven a.m.”, “Morning Sun”) o, stando dentro, è guardata da una finestra (“Apartment Houses”). Oppure, una coppia (“Nighthawks”), oppure nessuno, una stanza vuota (“Sun in an empty room”), un interno solitario (“Rooms for tourists”): basta che ci sia una finestra, una vetrata, insomma una separazione…

Hopper patì la separazione dall’Europa: “Tutto mi sembrava terribilmente rozzo e acerbo quando sono tornato. Mi ci sono voluti dieci anni per rimettermi dall’Europa”. Con la sua pittura raccontò anche l’Europa perduta, la perdita dell’Europa che l’America avrebbe sperimentato nel Ventesimo secolo.

Elisabetta Rasy, Il Foglio 20 marzo 2010