Il mondo puritano non ha fatto altro che sostituire il sapone al confessionale.

Il mondo puritano non ha fatto altro che sostituire il sapone al confessionale.

Perché tutto questo isterismo da raduno religioso a proposito dell’igiene personale?”. La risposta, fulminante, cadeva due pagine dopo: “Il mondo puritano non ha fatto altro che sostituire il sapone al confessionale”.

Guido Vitiello, Il Foglio

 

Kamasutra intellettuale.

Kamasutra intellettuale.

Il caso vuole che quello stesso numero di Playboy ospitasse anche una sterminata intervista a Herbert Marshall McLuhan, l’uomo che più di ogni altro era riuscito a rendere intellettualmente sexy, se così si può dire, i prodotti dell’industria culturale – e che ne era stato ricambiato dal mensile per soli uomini con la consacrazione a “high priest of popcult”. Il Sessantotto, il conservatore McLuhan proprio non lo aveva fatto. E il Sessantanove? Qui dipende dai punti di vista e dalle cabale. Sappiamo che morì a 69 anni, nel dicembre del 1980, e il suo biografo Philip Marchand ci informa che per decidere se un libro meritasse o meno di esser letto aveva la curiosa abitudine di ispezionarne una sola pagina, la 69 appunto. Se però vogliamo considerare il sessantanove come una traduzione, in termini di ginnastica erotica, dell’antico principio ermetico secondo cui “ciò che sta in alto è come ciò che sta in basso, e ciò che sta in basso è come ciò che sta in alto”, allora possiamo sostenere (con rispetto parlando) che l’impresa di McLuhan è stata una spettacolare e acrobatica mossa da Kamasutra intellettuale, un ricongiungimento tra l’alto e il basso della cultura, tra le strisce dei Peanuts e il “Finnegans Wake” di Joyce.

Guido Vitiello, Il Foglio