Qualche gesto sconveniente mani sul proibito (fosse vero).

Qualche gesto sconveniente mani sul proibito (fosse vero).
Questo nome questo gesto questa cortesia
Questo passo questo dire
Questa tua mania
Con la gonna che si muove
Ma senza parole
L’ombra scende in basso
Dove cambierai colore
Fosse vero
Fosse vero
Fosse vero.
Fosse vero
Fosse vero
Fosse vero.
Qualche gesto sconveniente un indecente invito
Ed un niente di rispetto scandali di un dito
E un po’ un tensione tra una gatta ed un candore quel segnale passo ed uso l’ombra del volgare
Fosse vero
Fosse vero
Fosse vero
Fosse vero
Fosse vero
Fosse vero
Ma scegli un trucco di qualità
Un invenzione da penetrare
Le cose a posto tra me e te
Son posizioni da evitare
Ma metti un gioco di qualità
Tra le focine di un’attività
Qualche sentiero da stuzzicare
Coi proverò
Cosi ti parlo di qualità
L’aria che serve a tenermi su
Mentre ti muovi la voglia di
Mandarmi giu.
Qualche gesto sconveniente mani sul proibito ed un niente di rispetto scandali di un dito
Una forma che si muove dietro le veline
Gli occhi fanno i bagni a galla sulle cartoline
Fossi vera
Fossi vera
Fossi vera
Fossi vera
Fossi vera
Fossi vera
Carella-Panella

Il mondo puritano non ha fatto altro che sostituire il sapone al confessionale.

Il mondo puritano non ha fatto altro che sostituire il sapone al confessionale.

Perché tutto questo isterismo da raduno religioso a proposito dell’igiene personale?”. La risposta, fulminante, cadeva due pagine dopo: “Il mondo puritano non ha fatto altro che sostituire il sapone al confessionale”.

Guido Vitiello, Il Foglio

 

Kamasutra intellettuale.

Kamasutra intellettuale.

Il caso vuole che quello stesso numero di Playboy ospitasse anche una sterminata intervista a Herbert Marshall McLuhan, l’uomo che più di ogni altro era riuscito a rendere intellettualmente sexy, se così si può dire, i prodotti dell’industria culturale – e che ne era stato ricambiato dal mensile per soli uomini con la consacrazione a “high priest of popcult”. Il Sessantotto, il conservatore McLuhan proprio non lo aveva fatto. E il Sessantanove? Qui dipende dai punti di vista e dalle cabale. Sappiamo che morì a 69 anni, nel dicembre del 1980, e il suo biografo Philip Marchand ci informa che per decidere se un libro meritasse o meno di esser letto aveva la curiosa abitudine di ispezionarne una sola pagina, la 69 appunto. Se però vogliamo considerare il sessantanove come una traduzione, in termini di ginnastica erotica, dell’antico principio ermetico secondo cui “ciò che sta in alto è come ciò che sta in basso, e ciò che sta in basso è come ciò che sta in alto”, allora possiamo sostenere (con rispetto parlando) che l’impresa di McLuhan è stata una spettacolare e acrobatica mossa da Kamasutra intellettuale, un ricongiungimento tra l’alto e il basso della cultura, tra le strisce dei Peanuts e il “Finnegans Wake” di Joyce.

Guido Vitiello, Il Foglio