Cercando la felicità in un doppio click.

Cercando la felicità in un doppio click.

Alberto Savinio

Questo post-umanesimo può prendere tre forme che si oppongono tra loro, cosicché, quando si denuncia l’errore dell’una, si sia spinti a cadere nell’errore dell’altra. Il demonio procede sempre così. Conosce la verità, non è intrappolato dagli errori che propone alla nostra stupidità ed ecco perché continua ad inventare errori contrari tra loro, eccita gli avversari nei due o tre campi opposti, gioca su tutti i lati del tavolo della scopa. Una volta erano il comunismo ed il capitalismo che si affrontavano e si confortavano, denunciandosi a vicenda. Oggi sono tre altre cose che potremmo chiamare: il tecnicismo, l’ecologismo, il fondamentalismo.

Ci sono difatti tre modi di abbandonare l’Uomo: o si va verso il superuomo, ed avete il tecnicismo; o si pretende di tornare alla natura, ed avete l’ecologismo; o si predica il dissolversi in Dio, ed avete il fondamentalismo. Questi tre modi di abbandonare l’uomo sono anche tre modi di abbandonare la Storia, cioè il tempo lungo, la durata della vera cultura e della vera politica: o si precipita verso l’istantaneo della macchina, ed è ciò che fa il tecnicista cercando la felicità in un doppio-click; o si regredisce verso i cicli della natura, ed è ciò che fa l’ecologista che brama la gioia delle scimmie arboricole; o si cerca l’estasi nell’aldilà degli eletti, ed è ciò che fa il fondamentalista sottomettendosi ad un divino disincarnato ed irrazionale.

Fabrice Hadjadj, Meeting di Rimini, 25 agosto 2011

Gli epigoni di Malthus

(Dapprima) “una ricerca della London School of Economics, commissionata dall’Optimum population trust, un’associazione  per il controllo demografico. Poi è arrivato lo  studio dell’Università dell’Oregon: contro il riscaldamento globale non c’è niente che funzioni come non fare figli.

Non è una barzelletta, ma la solita filosofia antinatalista, che esorta a non crescere e a non moltiplicarsi, stavolta in nome della lotta al riscaldamento globale. Fenomeno che attende tuttora conferma scientifica (quantomeno la conferma che sia legato alle attività umane) ma spauracchio utilissimo a mettere nuova legna sull’eterno fuoco malthusiano del “meno è meglio”, se si tratta di nuove nascite.
E se il professor Thomas Wire, autore della ricerca inglese, calcola che ogni sette dollari spesi in contraccezione (preservativi e pillola) le mancate nascite consentono il risparmio di una tonnellata di anidride carbonica, lo studio dell’Università dell’Oregon, ripreso sul sito del New York Times, non lascia possibili vie d’uscita: non si illuda, l’americana media, di comportarsi in modo ecologicamente corretto soltanto perché ricicla tutto il riciclabile, usa combustibile verde per la propria automobile, punta su elettrodomestici e lampadine a risparmio energetico e cambia le finestre piene di spifferi con infissi a tenuta stagna. Patetiche sciocchezze: se quella stessa donna si ostina a volere due figli invece di uno, l’eredità di anidride carbonica che lascerà al pianeta tartassato varrà quaranta volte il modesto risparmio di CO2 realizzato con quei comportamenti ritenuti virtuosi.
Non più o non soltanto divoratori di energia e di risorse, come nelle proiezioni catastrofiste degli anni Sessanta, ma emettitori di miasmi che soffocano la Terra, mefitici produttori di anidride carbonica e primi colpevoli del temibile riscaldamento climatico: questo e nient’altro sono gli esseri umani, nela lungimirante prospettiva degli studiosi della London School of Economics e dell’Università dell’Oregon.
Converrà tenerlo a mente, quando si incontrerà una donna incinta sull’autobus. Invece di darle il posto a sedere, meglio uno sgambetto.