Libero e dunque responsabile.

J.L.David, La morte di Marat

Dopo, spesso, specie da quando mi sono stabilito qui, ho cercato in tutti i modi, e applicando a me stesso i ragionamenti più rigorosi della teoria deterministica, di dimostrare al mio intelletto che non potevo agire diversamente da come agii. C’è una vecchia similitudine che tutti li compendia: la bilancia. Ebbene: il paragone non regge, perché il piatto su cui si mette il peso più grave ha necessariamente la meglio sull’altro; ma noi, non siamo una bilancia. Noi ai motivi più imperiosi possiamo anche opporre una resistenza; e difatti, in quella crisi dove la volontà subiva una pressione così forte, restavo pur libero di cedere o no. Sì, libero, e dunque responsabile, lo sentivo chiaramente, con la massima evidenza ancora quando esitavo, quando decidevo il peggio. Ah! bisogna che io scriva anche questo, assolutamente bisogna: eppure, quanta pena mi costa!

Paul Bourget, I nostri atti ci seguono, BUR, Milano

Annunci

I nostri atti ci seguono.

In fondo la vita umana mi appare come una tragedia dove noi siamo tutti quanti attori e che procede verso uno scioglimento in cui i nostri iminimi pensieri avranno avuto la loro parte, purché siano stati sinceri. Ed anche i nostri atti; sicuro: i nostri atti ci seguono.

Ecco il senso vero della parola che il determinismo pretende di distruggere con degli argomenti da anfiteatro anatomico e da laboratorio chimico: la responsabilità. L’evidenza interiore protesta, ed ha ragione.

Paul Bourget, I nostri atti ci seguono, BUR, Milano