E non so nemmeno cosa potrebbe fare uno, per meritarsela.

E non so nemmeno cosa potrebbe fare uno, per meritarsela.

Non sembra, ma è davvero parecchio. Era arrivata qui con la sua famiglia su un carro coperto che veniva dall’Oklahoma. Avevamo tutti e due diciassette anni quando ci sposammo. La luna di miele la passammo a Dallas, alla fiera del bestiame. Si rifiutarono di affittarci una stanza. Dicevano che nessuno di noi due sembrava abbastanza vecchio da poter essere sposato. In questi sessant’anni non è passato un solo giorno senza che io ringraziassi Dio per quella donna. Non ho fatto niente per meritarla, te lo dico francamente. E non so nemmeno cosa potrebbe fare uno, per meritarsela.

Cormac McCarthy, Città della pianura, Einaudi

Le toccò i capelli e il seno e la faccia, come avrebbe fatto un cieco.

Le toccò i capelli e il seno e la faccia, come avrebbe fatto un cieco.

Lui le prese la mano. Tenìa miedo que no vendrìas, disse. La ragazza non rispose. Si appoggiò a lui. I suoi capelli neri scendevano lungo la schiena. Profumava di sapone. Il suo corpo palpitava sotto il tessuto del vestito.

Me amas? chiese lui.

Sì. Te amo.

Si sedette su un tronco di pioppo e rimase a guardarla mentre entrava nell’acqua bassa e camminava sui ciottoli del fondo. La ragazza si voltò e gli sorrise. Teneva il vestito sollevato e raccolto intorno alle cosce brune. Lui cercò di sorridere a sua volta, ma la sua gola si chiuse e dovette distogliere lo sguardo.

Lei si sedette sul tronco accanto a lui, e lui prese in mano i suoi piedi, prima uno e poi l’altro, li asciugò con il fazzoletto e chiuse con le dita le piccole fibbie delle scarpe. La ragazza si appoggiò a lui, gli appoggiò la testa su una spalla, lui la baciò e le toccò i capelli e il seno e la faccia, come avrebbe fatto un cieco.

Y mi respuesta? disse.

Lei gli prese la mano, la baciò e se la tenne sul cuore, e gli disse che era sua e che avrebbe fatto qualunque cosa lui le avesse chiesto, le fosse anche costata la vita.

Cormac McCarthy, Città della pianura, Einaudi.

Non riuscivano a stargli lontano.

Non riuscivano a stargli lontano.

Chiedilo a Joaquìn, disse Billy.

Chiedermi cosa?

Se il cowboy conosce i cavalli.

Il cowboy dice che lui non conosce proprio niente.

Lo so.

A sentire lui il puledro gli piace e quindi ci lavora sopra, tutto qui.

Tu cosa ne pensi? disse Billy.

Joaquìn scosse la testa.

Joaquìn pensa che i suoi metodi non siano ortodossi.

Anche Mac.

Joaquìn non replicò finché non furono giunti al cancello. poi si fermò e si voltò a guardare il corral. Infine disse che non faceva una gran differenza che i cavalli ti piacessero o no, se eri tu a non piacere loro. Disse che i migliori domatori che aveva conosciuto, be’, i cavalli non riuscivano a stargli lontano. Disse che i cavalli avrebbero seguito Billy Sanchez fino al cesso in cortile, e sarebbero rimasti lì ad aspettarlo.

Cormac McCarthy, Città della pianura, Einaudi

Una donna come quella non te la dimentichi.

Una donna come quella non te la dimentichi.

Quanti anni aveva?

Non lo so. Un bel po’ più di trenta. Forse quaranta. Non l’avresti detto, però.

Pensi che lui la dimenticherà prima o poi?

Mac?

Sì.

No. Una donna come quella non te la dimentichi. Non dimenticherà un bel niente lui. Mai.

Cormac McCarthy, Città della pianura, Einaudi.

Il vostro mondo vacilla su un vuoto labirinto di domande.

Il vostro mondo vacilla su un vuoto labirinto di domande.

Forse in punto di morte il pretendente capirà che è stata la sua fame di mistero a distruggerlo (…). Questo è ciò che ti ha portato qui, ciò che vi porterà sempre tutti qui. Quelli come te non tollerano l’idea che il mondo sia piatto. Che non contenga niente all’infuori di ciò che si vedono davanti (…) il vostro mondo vacilla su un muto labirinto di domande. E noi vi divoreremo, amico mio. Voi e tutto il vostro pallido impero.

Cormac McCarthy, Città della pianura, Einaudi

La primavera non arrivava mai lentamente.

La primavera non arrivava mai lentamente.


In primavera la montagna diventava verde di colpo, gonfiandosi sotto il cielo. La primavera non arrivava mai lentamente. Un mattino era lì, all’improvviso, e il suo profumo impregnava l’aria. Il vecchio annusava l’odore intenso della terra, ricordandosi di altre primavere, altri anni. Si stupiva di come la gente ricordasse gli odori…Non come le cose che si vedono.

Cormac McCarthy, Il guardiano del frutteto, Einaudi

L’aria era tiepida come un respiro e la luna non era un oggetto senza vita.

Piet Mondrian, Trees by the Gein at Moonrise

Molti anni prima, nelle notti d’estate, lui e i ragazzi del vicinato andavano a comprare caramelle e sigari all’emporio, a tre chilometri di distanza. Tornavano indietro lungo le strade calde e deserte, chiacchierando e fumando i sigari. Una notte presero una scorciatoia che passava davanti a una casa, e alla finestra videro una donna che si spogliava per andare a letto. I ragazzi erano tornati indietro a dare un’altra occhiata, ma lui non era voluto andare e l’avevano preso in giro. Adesso il vecchio ricordava quell’episodio con lieve rimpianto, e ripensava alle notti in cui l’aria era tiepida come un respiro e la luna non era un oggetto senza vita.
Cormac McCarthy, Il guardiano del frutteto, Einaudi

Non dovresti spassartela da solo.


Lei teneva le mani appoggiate in cima a un paletto e il mento posato sulle mani, e lui non l’aveva vista finché non aveva parlato. Sembrava che fosse lì da giorni, con incalcolabile pazienza, in attesa che lui passasse.
(..)
Che fai? gli chiese.
Vado a spasso, rispose.
Vai a spasso?
Già. Tutto qui.
Lei spostò un sasso con la punta della scarpa. Con chi vai a spasso?
Be’, con nessuno. Da solo.
Le punte dei suoi seni erano stampate sulla stoffa come monete. Lo guardava guardare. Non dovresti spassartela da solo, gli disse, con un accenno di sorriso agli angoli della bocca e gli occhi socchiusi con malizia.
Cormac McCarthy, Il guardiano del frutteto, Einaudi

Nude, bianche e frenetiche.

Toby Burrows, Roadtrip

Una notte, mentre tagliava per un campo, s’imbatté in due figure che lottavano nell’erba, nude, bianche e frenetiche, come pesci sulla spiaggia al bagliore della falce di luna. Continuò a camminare. Non lo videro. Quando raggiunse la strada si mise a correre, con le scarpe che sbattevano contro l’asfalto fino a dolergli, e corse finché non ebbe il petto in fiamme. Oltre la biforcazione della strada, nel terreno di Stiefel, c’era un grande pioppo. Strisciò lungo l’argine erboso e si raggomitolò fra le ombre del tronco come un criminale nel suo nascondiglio, con il respiro che gli strappava carboni ardenti dai polmoni.

Cormac McCarthy, Il guardiano del frutteto, Einaudi