Il racconto di un desiderio.

Il racconto di un desiderio.

Ma questi sono dettagli. Se un maschio proverà istintivamente timore e sgomento di fronte ai ragionamenti della Marzano è soprattutto perché la filosofa non prende affatto in considerazione l’ipotesi che la pornografia possa comunque essere il racconto di un desiderio – per quanto estremo, barocco e controfattuale – né ritiene minimamente che il desiderio del possesso o del cedimento assoluto possa costituire uno stadio necessario da attraversare per poter giungere a un più auspicabile desiderio maturo e consapevolmente selettivo. Alla fine è esattamente quello che avviene a Tom Cruise il quale, dopo aver cercato lungo tutto “Eyes Wide Shut” di scoprire cosa si nasconda in fondo all’arcobaleno, ci arriva, lo vede, ne trae soltanto disperazione e torna dalla moglie. Lei, che è Nicole Kidman, lo accoglie con le parole che ogni uomo
sogna di sentirsi dire dopo avere faticato invano dietro alla soddisfazione del
desiderio assoluto: “E sai, c’è una cosa molto importante che noi dobbiamo fare prima possibile”. “Cosa?”. “Scopare”.

Antonio Gurrado, Il Foglio, 9 giugno 2012

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Pregare per grandi cose: chiedere di cambiare l’Inghilterra.

St.Aloysius, Oxford

St.Aloysius, Oxford

Consapevole forse che sui resti di santa Teresina si combatteva ben altra battaglia, nel suo sermone il priore di St Aloysius ha esortato i fedeli a non chiedere a Dio piccoli favori privati ma ad avere il coraggio di pregarlo per grandi cose, per cambiare l’Inghilterra.
Avrebbe potuto dare l’esempio chiedendogli che il suo sottoposto usasse meglio il megafono di cui era dotato. “Thank you so much for waiting” è la frase perfettamente inutile che ci si sente rivolgere anche quando si aspetta per ore una capricciosa da Pizza Express; dà l’idea che per gli inglesi l’importante sia stare in fila, senza considerare se dietro gli ombrelli si intraveda la monumentale chiesa dal cui pulpito tuonava il cardinale Newman oppure il capolinea del 15.
In Inghilterra un prete col megafono dovrebbe dire ben altro: dovrebbe far lanciare la teiera gigante contro le pubblicità dei pub che per Natale organizzano generici “party di stagione”, aizzare la folla a usare i preservativi come fionde, far prendere a ombrellate Simon Jenkins finché non ricorda che l’università di Oxford, la sua alma mater, ha per motto “Dominus illuminatio mea”.

Antonio Gurrado, Il Foglio, 13 ottobre 2009