Non so nemmeno quando è incominciato, io so soltanto che nella mia vita non è accaduto mai (ma come hai fatto).

Non so nemmeno quando è incominciato, io so soltanto che nella mia vita non è accaduto mai (ma come hai fatto).

(Parlato)
Io ti voglio bene
Come nella mia vita
Non è accaduto mai

Cosi’ profondamente
Che ho paura di me

Di questo smisurato amore
Che adesso provo per te

Io ti desidero
Un desiderio nuovo
Che mi tormenta

Talvolta mi domando
Com’e’ possibile
Che mi debba addormentare
Mi debba risvegliare
Andare e ritornare avere te
Sempre davanti a me
Negli occhi miei
Nei miei pensieri
In ogni istante
Della mia vita

Io ho bisogno di te
Come la barca ha bisogno del mare
Per poter andare
La primavera ha bisogno del sole
Per poter fiorire
La farfalla di un fiore
Un bimbo di una mano
Che lo accompagna
Un cane di un padrone
E del vento
L’aquilone per poter volare
Ed io di te
Sempre vicino a me
In ogni istante della mia vita

(Canto)
Ma come hai fatto
A farmi innamorare cosi’ tanto
Mi guardo nello specchio
E mi domando
Se quello li’ sono io
Ma come hai fatto
A far della mia vita
Una tua cosa
A trasformare il tempo
In un’attesa
Di rivedere te
No non ha senso
Questa mia vita
E piu’ ci penso
E piu’ è un filo
Nelle tue mani
Ma come hai fatto
Non so’ nemmeno
Quando è cominciato
Io so’ soltanto che
Nella mia vita
Non è accaduto mai
La prima volta
Che dico veramente
Ti voglio bene

La prima volta
Che dico veramente
Ti voglio bene

Domenico Modugno

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Sicuramente esiste un uomo migliore (Renoir).

Sicuramente esiste un uomo migliore (Renoir).


Gli aerei stanno al cielo come le navi al mare
Come il sole all’orizzonte la sera
Come è vero che non voglio tornare
A una stanza vuota e tranquilla
Dove aspetto un amore lontano
E mi pettino I pensieri
Col bicchiere nella mano.
Chi di voi l’ha vista partire
Dica pure che stracciona era
Quanto vento aveva nei capelli
Se rideva o se piangeva
La mattina che prese il treno
E seduta accanto al finestrino
Vide passare l’Italia ai suoi piedi
Giocando a carte col suo destino.
Ora I tempi si sa che cambiano
Passano e tornano tristezza e amore
Da qualche parte c’è una stanza più calda
Sicuramente esiste un uomo migliore
Io nel frattempo ho scritto altre canzoni
Di lei parlano raramente
Ma non è vero che io l’abbia perduta
Dimenticata come dice la gente.

Francesco De Gregori

Quegli uomini amano senza riserve.

Quegli uomini amano senza riserve.

Quegli uomini (…) amano senza riserve, non si risparmiano, vanno a tutte le partite, fanno il giro d’onore quando la squadra vince, e quelle vittorie rappresentano i giorni più belli della loro vita. Ne ho vista parecchia di gente così. E ho visto lo stesso genere di personaggi nel campo della letteratura: quelli che amano leggere. Anch’io amo leggere, ma a paragone con loro mi sento volgare e miscredente. Loro amano la lettura senza riserve. Ricevono dalla lettura ciò che essa deve dare, la sua essenza, l’interesse e il complemento della vita.

Vladimir Dimitrijević, La vita è un pallone rotondo, Adelphi, 2000.

Vivrem la tua felicità (d’amor pane dolcissimo).

Vivrem la tua felicità (d’amor pane dolcissimo).

D’amor pane dolcissimo,
Del cielo eterno gaudio,
Vero sollievo agli umili
Che in Te soltanto sperano.

Immenso cuore amabile,
Tu sai guarire i nostri cuor;
Tutte le nostre lacrime
Tu le trasforma in vero amor.

Quel cuore che per noi si aprì
Ci accolga nel pericolo
Finché un bel giorno, insieme a Te,
Vivrem la Tua felicità.

 

In morte di Claudio Lolli (lui credeva nelle ferite)

In morte di Claudio Lolli (lui credeva nelle ferite)

Con gesti da gatto infilava sui tetti le antenne,
in alto d’ estate sui grattacieli della periferia
come un angelo libero, in bilico sulla città.
“Non c’è solo il vento”, diceva, “anche la luce può portarti via,
se hai tempo da perdere e dentro la giusta elettricità,
e se da sempre ti aspetti un miracolo.”

Captare è un mestiere difficile in questa città,
nel cielo ricevere, trasmettere e poi immaginarsi qualunque cosa,
per ferire il silenzio che tutti hanno dentro di sé.
Ma lui credeva nelle ferite e si sfiorava, si toccava nel cuore con la mano nervosa,
guardando le nuvole correre via impazienti da lì,
da quel tetto sospeso sugli uomini…

Finchè un giorno un’ antenna ribelle ai programmi di quiz
fece sparire le strisce e nel cielo, trasmise l’immagine della Madonna,
una donna normale, non male, che disse così:
“Io spengo la luce, se vuole io posso fare una musica più forte del vento,
posso anche uscire dal monitor, dalla gravità,
potremmo ballare anche subito se lei non ha fretta e non vuole tornare laggiù.”

E noi siamo sempre veloci a cambiare canale,
ma coi piedi piantati per terra, guardando la vita con aria distratta,
senza entrare nel campo magnetico della felicità,
felicità che sappiamo soltanto guardare, aspettare, cercare già fatta,
quasi fosse anagramma perfetto di facilità,
barando su un’ unica lettera…

Conoscevo quell’ uomo e per questo racconto di lui,
è sparito da allora e nessuno ha scoperto dov’è,
ma un dubbio, un sospetto od un sogno io almeno ce l’ ho:
provate a passare in una sera d’ estate vicino ai grattacieli di periferia,
provate a sentire, captare, trasmettere e poi raccontare qualcosa:
se allora sentite una musica son loro che ballano in bilico sulla città…

Claudio Lolli