Una mappa interiore

2001 Odissea nello spazio

(..) In quei giorni, il tesoro che è in me, e che si anima quando è Lui a deciderlo, mi lascia senza consigli e percepisco solo degli implacabili limiti. Allora, i miei movimenti sembrano agiti da fili tirati da qualche parte remota. Nei giorni lievi invece, l’esistenza di una mappa interiore deposta dentro di me prima che io fossi (o nel tempo in cui non sapevo di essere) è un vento che mi sospinge. Una chiarezza da trattare con prudenza, perchè non ne conosco la forza.

Dunque navighiamo, e per la maggior parte del tempo siamo persi.

Alessandro Schwed, Lo sconosciuto che mi guida

Libertà e realtà: cosa c’è davanti a noi.

2001, Odissea nello spazio

“(..) Mi sono chiesto in un’improvvisa morsa di gelo se la libertà esistesse: nella vita, che mai avevo scelto io? Ai primorid non avevo fatto altro che riconoscere un segnale che collimava del tutto con la mia porta interiore; ero stato guidato passo dopo passo, appunto come un’astronave che attracca con un’altra. E mi turba come un’accusa di inconsistenza di avere seguito una rotta tracciata da qualcuno che non sono io. Mi turba che io sia solo un modesto ricevente.

La rotta potrebbe esser stata tracciata da Dio addirittura prima di me, inserita come Dna, come calco di un ignoto predecessore spirituale, anche un druido. Così, non posso vantare scelte che non sono mie, e tutta la mia libertà sarebbe solo vedere che si para davanti.

So che non è così, ma nei giorni ciechi, quando il Tesoro è zitto come uno stagno, mi pongo la fatale domanda: se questa libertà è concessa, quali dimensioni ha la mia persona? Essa esiste davvero, o è uno scricchiolante guscio da riempire di significato?”

Alessandro Schwed, Lo sconosciuto che mi guida