Perchè un blog?

Da tanti anni, non mi ricordo più da quanto tempo, ogni volta che trovo qualcosa in un libro, in una canzone, in un quadro o una foto, in appunti, insomma, ovunque, ogni volta che questo qualcosa mi colpisce, perchè è, appunto, bello tale da essere degno di essere ri-letto, ri-ascoltato, ri-visto o ri-meditato, perchè mi ha ferito, faccio sempre una cosa: poichè si tratta perlopiù di libri, faccio delle pieghe nella parte inferiore della pagina -per evitare di fare quello che feci a 15 anni quando, mentre leggevo 1984 di Orwell, sottolineavo quasi tutte le pagine-. Così ci sono libri, quelli di Solgenitsin o di McCarthy, per esempio, che sono pieni di pieghe. Oppure, se si trattava di dischi, li ascoltavo e li ascolto, fino alla sfinimento viaggiando in macchina: o, infine, trattandosi di quadri o di foto, ne ho fatto wall paper, slides per il salvaschermo etc…

Ma non è sempre possibile, a volte manca il tempo e poi le cose si perdono, le case moderne non sono fatte per mostrare la bellezza, non sono gallerie, tenere tutto in evidenza è un po’ complicato. Così ho deciso di metterle sul blog, perchè la bellezza che ti ferisce non ti lascia quieto, ma è un’inquietudine che devi condividere. Con gli amici, con chi ami, con qualcuno che ancora non c’è nella tua vita ma che potrebbe arrivare, con chi legge questo blog, con qualcuno che ha la tua sensibilità e scrive come faresti tu, e trova le stesse cose che troveresti tu. Al quale, proprio per questo, passi il testimone muto e silenzioso. Ecco, è tutto.

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31 pensieri su “Perchè un blog?

    • Grazie a lei. E’ vero che è drammatica, perché le ferite restano sempre aperte, non chiudono mai all’infinito, non si rimarginano mai.

    • Buonasera Mr.Frank, non sono parente del kentoniano, se mi rende edotto sul medesimo le sarò grato. Quanto alla segnalazione del di lei manoscritto, vedrò di procurarmelo, sol che lei mi dica qualcosa circa la trama, l’argomento etc…a presto!

      • Il “manoscritto” è un libro bello-e-pronto.
        Maynard Ferguson era un trombettista che innalzavi i suoi acuti “no-press” forando il cielo nell’orchestra di Stan Kenton. Il detective alla ricerca di se stesso si chiama Marlowe… sì come quello che mi pare lei conosca.
        Che altro per convincerla che la curiosità equivale a vivere, signor johnmaynard?

      • Caro Frank, sono grato per le notizie: vedrò di approfondire i numerosi spunti che ho ricevuto, soprattutto tenuto conto che sono un appassionato di jazz, ma non lo conosco a fondo come vorrei. Quanto alla curiosità, mi piace di più pensare che sia parte di qualcosa di più grande, ovvero la domanda sul senso di tutto quanto.
        Grazie ancora.
        P.S.: John Maynard (Keynes) è stato un grande economista, forse il più grande di tutti. Io sono solo un suo modestissimo seguace (imitatore sarebbe troppo):

  1. Ora sì che la ringrazio per l’ospitalità di un’attenzione, talché, se mi farà avere un recapito postale, completo del suo nome, le spedirò una copia di Marlowe ti amo tutta per lei.
    Il primo sequel – Dimmi chi sei Marlowe – uscirà novembre 2010 e per quello…
    Cordiali saluti, intanto.

  2. Curioso scoprire che altri come me hanno iniziato un blog come appunti personali da non perdere.
    A differenza di te io trascrivevo su quadernetti ciò che mi colpiva nel profondo e non volevo perdere, alcuni ora sono post che trovi con il tag “perle”

    • quale è il problema? Non si tratta di qualche aforisma, o comunque non è questo il punto. Il punto è che si tratti di qualcosa che colpisce, che non lascia indifferenti, che rimanda ad Altro. Le foto, come i quadri, servono solo a farsi percuotere di più e più a fondo, ovvero ad allargare la coscienza: ma poiché le sensibilità ed i temperamenti sono diversi, possono certamente essere giudicate inadeguate. come direbbe qualcuno, questo non è un giornale, non è una testata giornalistica, non è aggiornato periodicamente, non etc…grazie per l’incitamento, spingersi oltre significa non stancarsi mai di farsi interrogare dalla realtà. Ci proviamo.

  3. l’imprevedibile diviene visibile e toccabile, l’imprevisto diviene la regola certa di una vita che nasce e si apre al Suo significato … “siamo stati eletti per comunicare e non comunicheremo se non apparterremo con tutto il cuore” (L.Giussani)

  4. Mi era venuto il dubbio che ‘johnmaynard’ rimandasse a ‘Keynes’, anche se di economia non ho trovato molto. Ci sono davvero un sacco di cose e si sente uno spirito positivo e propositivo.
    Buon lavoro.
    P. S.
    Se mi indica un indirizzo email potrei inviarle alcune cose che sono certo troverà di suo gradimento e potrebbe eventualmente contribuire a diffonderle. Si tratta di articoli che ogni tanto riprendo impagino appositamente e mando in giro.

  5. Capitata per sbaglio, vagando nella rete, tra le pagine di questi appunti, non posso fare altro che lasciarmi ferire dalla loro bellezza… davvero complimenti!

  6. sono arrivata a te provando a cercare la fonte da cui è tratto l’aforisma di Chesterton usato anche da Agnoli nel suo articolo sul Foglio. Il web è veramente l’occasione per un cammino genealogico. grazie. mary angst

      • la definizione l’ho ripresa da nietzsche cercando di capirne il pensiero da qualche giorno ho scoperto che potrebbe c’entrare con la rete se pensiamo che il nostro stare al mondo in questo istante non può non esssere un atto interpretativo di ciò che ci sta di fronte versus o adversus che sia ma, bada bene non sono una filosofa è che un’amica che ama la pittura mi ha chiesto qualche libro su un filosofo che un artista deve, e sottolineo deve, conoscere, ma genealogico comunque è per me quell’occasione per incontrare inaspettatamente qualcosa che ha a che fare con un sè originario che non ci è per niente chiaro a presto maryangst

  7. Sono stata attratto da questo blog mentre cercavo immagini di pittori e ne
    sono rimasta molto colpita. La ricerca della bellezza in ogni sua .manifestazioni è oggi necessaria contro l”involgarmento generale che
    distoglie dal significato più profondo dell”esistenzala cui peculiarità risiede in una bellezza senza canoni predefiniti. Grazie per esservi donati, spero di esere in grado di seguirvimariaselmi@

  8. Io mi sono meravigliato e chiesto a lungo perché mai dovessi considerare la bellezza una ferita,io,che ritengo Iddio un geniale creatore di natura estetica piuttosto che etica. Poi mi è caduta sotto gli occhi questa frase di Eliot,contenuta ne La Terra Desolata:”Aprile è il mese più crudele” che mi ha illuminato…..

    Nota: questo commento era andato perduto e ho dovuto ricostruirne una seconda versione.

  9. Scusate se faccio una domanda impropria,ma di chi è la paternità della frase -la bellezza è una ferita-? Grazie per la cortese risposta.
    Elena

    • La paternità dovrebbe essere di Giancarlo Cesana. Ma non ho verificato se possa averlo affermato in passato anche don Giussani.

  10. Recentemente ho riscoperto un libretto che avevo acquistato 4 anni fa ma che non avevo ancora letto, si intitola “Don Giussani e la ricerca della bellezza”. In questo libro ci sono i ricordi e le testimonianze di 6 affezionati estimatori del sacerdote, in particolare Don Julian Carron inizia il suo racconto con le parole dell’omelia dell’allora cardinale Ratzinger ai funerali di Don Giussani: “Don Giussani era cresciuto in una casa povera di pane, ma ricca di musica, e così fin dall’inizio era toccato, anzi ferito, dal desiderio di bellezza, non si accontentava di una Bellezza qualunque, di una Bellezza banale: cercava la Bellezza stessa, la Bellezza infinata”. E più avanti riporta ancora le parole di Ratzinger al meeting di Rimini di qualche anno prima: “La Bellezza ferisce, ma proprio così richiama l’uomo al suo Destino ultimo”. Quindi credo che anche Papa Benedetto XVI possa essere considerato uno degli autori della frase che dà il titolo e che ispira questo blog.

  11. Già Platone nel Fedro parlava di quanto la Bellezza possa ferire, e questo argomento si ritrova nell’Idiota di Dostoievski, nell’opera di Rilke, etc. A tal proposito consiglio la lettura di un libretto intitolato “L’effroi du beau” del filosofo Jean Louis Chrétien

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