È che (tipo l’amore).

È che (tipo l’amore).

Copyright Matt Weber

Coney Island, 2008 (copyright Matt Weber)

È che dicevi le cose giuste

quando avevo bisogno

di parole giuste

e quando sorridevi

mi scardinavi l’anima

o quello che ne resta

poi

dormirti addosso

succedevano alcune cose

alcune meraviglie

tipo

che la mattina

ritenevo plausibile

l’implausibile

tipo quelle robe da film

da romanzo

tipo l’amore

tipo fare colazione assieme

tipo un mondo migliore.

 

(Da twitter)

 

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Nell’adolescenza dell’anno venne Cristo la tigre.

Nell’adolescenza dell’anno venne Cristo la tigre.

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(…)

Ora penso
Che la storia abbia molti passaggi nascosti, e corridoi tortuosi
E varchi, e che ci inganni con bisbiglianti ambizioni,
E che ci guidi con le vanità. Ora penso che dia
Quando la nostra attenzione è distratta,
E che quanto ci dà lo dia con turbamenti
Così lusinghieri che il dato affama ciò che si desidera. E ci dà
Troppo tardi ciò in cui più non si crede, o se ancora
Ci crediamo, soltanto nel ricordo, come passioni riconsiderate.
E troppo presto dà in deboli mani, ciò che è pensato può essere
Dispensato, finché il rifiuto propaga la paura. Penso
Che né paura né coraggio ci salvino.

(…)

Gerontion, T.S.Eliot

Che ti porti il sogno, il caffè e la poesia (ti meriti un amore).

Che ti porti il sogno, il caffè e la poesia (ti meriti un amore).

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Ti meriti un amore

Ti meriti un amore che ti voglia
spettinata,

con tutto e le ragioni che ti fanno
alzare in fretta,

con tutto e i demoni che non ti
lasciano dormire.

Ti meriti un amore che ti faccia
sentire sicura,

in grado di mangiarsi il mondo
quando cammina accanto a te,

che senta che i tuoi abbracci sono
perfetti per la sua pelle.

Ti meriti un amore che voglia ballare
con te,

che trovi il paradiso ogni volta che
guarda nei tuoi occhi,

che non si annoi mai di leggere le
tue espressioni.

Ti meriti un amore che ti ascolti
quando canti,

che ti appoggi quando fai la ridicola,
che rispetti il tuo essere libera,

che ti accompagni nel tuo volo,
che non abbia paura di cadere.

Ti meriti un amore che ti spazzi via le
bugie
che ti porti il sogno,
il caffè
e la poesia.

Frida Kahlo

Ero malata di tua perdizione (Folle, folle, folle di Amore per te).

Ero malata di tua perdizione (Folle, folle, folle di Amore per te).

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Io sono folle, folle, folle d’amore per te .
io gemo di tenerezza perchè sono folle, folle, folle
perchè ti ho perduto .
Stamane il mattino era cosi caldo
che a me dettava quasi confusione
ma io era malata di tormento
ero malata di tua perdizione.

Alda Merini, da “Folle, folle, folle di Amore per te”

Io appartengo all’essere e non lo so dire.

Io appartengo all’essere e non lo so dire.

 

Copyright by Hans Pollner

Copyright by Hans Pollner

Io sono spaccata, io sono nel passato prossimo, io sono sempre cinque minuti fa, il mio dire è fallimentare, io non sono mai tutta, mai tutta, io appartengo all’essere e non lo so dire, non lo so dire,

io appartengo e non lo so dire io sono senza aggettivi, io sono senza predicati, io indebolisco la sintassi, io consumo le parole, io non ho parole pregnanti, io non ho parole cangianti, io non ho parole mutevoli, non ho parole perturbanti,

io non ho abbastanza parole, le parole mi si consumano, io non ho parole che svelino, io non ho parole che puliscano, io non ho parole che riposino, io non ho mai parole abbastanza, mai abbastanza parole, mai abbastanza parole

ho solo parole correnti, ho solo parole di serie, ho solo parole fallimentari, ho solo parole deludenti, ho solo parole che mi deludono, le mie parole mi deludono, sempre mi deludono, sempre mi deludono, sempre mi mancano io non sono mai tutta, mai tutta, io appartengo all’essere e non lo so dire, non lo so dire, io appartengo e non lo so dire, non lo so dire, io appartengo all’essere, all’essere e non lo so dire.
Mariangela Gualtieri
(da Fuoco centrale e altre poesie per il teatro, Einaudi, 2003)

Thanks to R.L.

Il bello è solo l’inizio del tremendo.

Il bello è solo l’inizio del tremendo.

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Chi mai, s’io grido, m’udrà dalle schiere celesti?
E d’improvviso un angelo contro il suo cuore m’afferri,
io svanirei di quel soffio più forte. Ché il bello
è solo l’inizio del tremendo, che noi sopportiamo
ancora ammirati perché sicuro disdegna
di sgretolarci. Sono gli angeli tutti tremendi.

Rainer Maria Rilke, Elegie duinesi

Vinto da smarrimento, si lasciò svanire in lui (Leda).

Vinto da smarrimento si lasciò svanire in lui (Leda).

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Quando il dio nel suo tormento entrò nel cigno

quasi rabbrividì nel trovarlo così bello;

vinto da smarrimento, si lasciò svanire in lui.

Ma già quell’inganno lo spingeva ad agire

 

prima ancora d’aver saggiato i sensi

dell’essere incorrotto. E lei ormai dischiusa

nel cigno riconobbe il dio che le giungeva

e seppe: voleva quel che lei,

 

turbata nello sforzo di resistergli,

più non potè celare. Discese e sinuoso

contro la mano sempre più debole

 

il dio si abbandonò nella sua Amata.

E solo allora gioì delle sue piume

e nel suo grembo divenne vero cigno.

 

Rainer Maria Rilke, Poesie, Passigli