E allora sarà ancora bello (ne sei venuto fuori e non ci credi ancora).

E allora sarà ancora bello (ne sei venuto fuori e non ci credi ancora).

(…)

E allora sarà ancora bello
Quando ti innamori
Quando vince il Milan
Quando guardi fuori
E sarà ancora bello
Quando guardi il tunnel
Che è ancora lì vicino e non ci credi ancora
Ne sei venuto fuori e non ci credi ancora
E ci hai la pelle d’oca e non ci credi ancora
Ti sei sentito solo
In mezzo a tanta gente
Sì ma guarda che di te e degli altri
A questa gente
Non gliene frega niente
E allora sarà ancora bello
Quando tace il water
E sarà anche più bello
Quando scopri il trucco
E allora sarà bello
Quando tace il water
Quando spegni il boiler
Quando guardi il tunnel
Quando, quando senti il sole.

Enzo Jannacci

Took you fro granted (Boys don’t cry).

Took you fro granted (Boys don’t cry).

Teen lovers, Copyright Francesco Cosenza, dalla rete.

I would say I’m sorry
If I thought that it would change your mind
But I know that this time
I have said too much
Been too unkind

I try to laugh about it
Cover it all up with lies
I try and laugh about it
Hiding the tears in my eyes
Because boys don’t cry
Boys don’t cry

I would break down at your feet
And beg forgiveness
Plead with you
But I know that it’s too late
And now there’s nothing I can do

So I try to laugh about it
Cover it all up with lies
I try to laugh about it
Hiding the tears in my eyes
Because boys don’t cry

I would tell you
That I loved you
If I thought that you would stay
But I know that it’s no use
That you’ve already
Gone away

Misjudged your limit
Pushed you too far
Took you for granted
I thought that you needed me more

Now I would do most anything
To get you back by my side
But I just keep on laughing
Hiding the tears in my eyes
Because boys don’t cry
Boys don’t cry
Boys don’t cry

The Cure

Traduzione

Siamo voluti e amati e perdonati, così come siamo.

Siamo voluti e amati e perdonati, così come siamo.

Bartolomé Esteban Murillo, San Pietro in lacrime

Ho provato per un pò a trattenermi, ma non ce l’ho fatta!

(…) sfidando la vostra pazienza, vi invio l’immagine del quadro “San Pietro in lacrime” di Bartolomè Esteban Murillo.

Se avete qualche secondo, soffermatevi a guardarlo.

Io vi ho letto tutta la drammaticità del nostro essere nulla e tutto l’abbraccio della Misericordia.
Siamo voluti e amati e perdonati, così come siamo.

C.T.

E se un’azione avesse cento aspetti, tu ferma sempre la tua attenzione sul più bello.

E se un’azione avesse cento aspetti, tu ferma sempre la tua attenzione sul più bello.

Privilegiate l’interpretazione più benevola del fatto. Bisogna agire sempre in questo modo interpretando sempre in favore del prossimo; e se un’azione avesse cento aspetti, tu ferma sempre la tua attenzione al più bello (…) L’uomo giusto quando non può scusare né il fatto né l’intenzione di chi sa per altre vie essere uomo per bene, rifiuta di giudicare, se lo toglie dallo spirito, lascia a Dio solo la sentenza. (…) Quando non ci è possibile scusare il peccato, rendiamolo almeno degno di compassione, attribuendolo alla causa più comprensibile che si possa pensare, quali l’ignoranza e la debolezza.

Card.Angelo Scola, citando S.Francesco di Sales

Dio non ci rimette mai sulla strada diritta.

Dio non ci rimette mai sulla strada diritta.

Franz Liszt aveva posto tutta la sua vita sotto la protezione del buon ladrone. Ora, è una storia singolare quella del buon ladrone. ecco qualcuno che fa di tutto per fuggire il bene, per fuggire Dio, e ci riesce anche, poiché è un malfattore, ed è il Vangelo stesso, la parola di Dio stessa, che lo designa come malfattore. Ed eccolo in fondo all’abisso, cioè sulla cima del Calvario, crocifisso, blasfemo, disperato. Ma in quel luogo, nell’angoscia più profonda, chi si trova alla sua sinistra, dal lato del suo cuore? Sì, la misericordia divina si serve di tutto il suo complicato vagabondare per fuggire Dio proprio per farlo giungere diritto alla destra di Dio, alla destra di Gesù. E questo poveretto che si è sforzato di sprofondare all’inferno, nella misura in cui accoglie questa misericordia inattesa, diventa il primo ad entrare in Paradiso. Commento spesso questo ribaltamento dicendo che Dio non ci rimette mai sulla strada diritta, no, non ci rimette sulla strada diritta, perché si serve delle nostre svolte, dei nostri vagabondaggi, delle nostre deviazioni, per inventare una strada nuova, la strada unica di ciascuno, propria di ciascuno.

Fabrice Hadjadj, Meeting di Rimini, 25 agosto 2011

Non basta ciò che siamo, ciò che chiunque è. (Cosa sono gli altri, se io sono inadeguato?)

Non basta ciò che siamo, ciò che chiunque è. (Cosa sono gli altri, se io sono inadeguato?)

Tu parli della situazione che mi trovo a dover affrontare come se chiunque potesse affrontarla. Nessuno, invece, potrebbe affrontarla! Nessuno! Nessuno ha gli strumenti per farlo. Mi credi un incapace? Inadeguato? Se sono inadeguato, dove le trovi le persone adeguate? Se io sono… Capisci quello che sto dicendo? Cosa dovrei essere? Cosa sono gli altri, se io sono inadeguato?

(..) Non basta ciò che siamo, ciò che chiunque è.

Philip Roth, Pastorale americana, Einaudi

L’immensità dove tu lo sai che io mi perdo (Universo).

L’immensità dove tu lo sai che io mi perdo (Universo).


Parlami dell’universo
di un codice stellare che morire non può
di anime in continuo mutamento
e abbracci nucleari estesi nell’immensità
dove tu mi stai aspettando adesso…

…dentro una vertigine che danza
e ci porta al di là del tempo
sino a ritornare sulle labbra
l’incanto è lo stesso
perchè niente è cambiato
anche se tutto è diverso.

Cantami dell’universo
di un codice stellare che mentire non può
cadono nel vuoto in un momento
miliardi di segnali
che accendono l’immensità
dove tu lo sai che poi mi perdo…

…dentro a una vertigine che danza
e ci porta al di là del tempo
fino a ritornare sulle labbra
l’incanto è lo stesso
perchè niente è cambiato
anche se tutto è diverso…

perchè niente è cambiato
anche se tutto sembra diverso…

miliardi di segnali che accendono l’immensità….

…dentro a una vertigine che danza
e ci porta al di là del tempo
fino a ritornare sulle labbra
l’incanto è lo stesso
e tu sei…
…dentro a una vertigine che danza
e ci porta al di là del tempo
…dentro a una vertigine che danza
e ci porta al di là del tempo…

Cristina Donà

Non ci si libera dalle proprie miserie censurandole (e uscito fuori, pianse amaramente).

Non ci si libera dalle proprie miserie censurandole (e uscito fuori, pianse amaramente).

Georges de la Tour, Il rinnegamento di Pietro.

È uno spunto fondamentale e impressionante, per riflettere a questa divina accoglienza di tutto l’uomo da parte di Cristo, quel brano del vangelo di Luca che tratta del tradimento di Pietro: «Dopo averlo dunque catturato, lo portarono via e lo condussero nella casa del Sommo Sacerdote. Pietro intanto lo seguiva da lontano. In mezzo all’atrio era acceso un fuoco e molti vi erano seduti d’intorno: Pietro era fra questi. Ora, una serva lo vide seduto accanto al fuoco, e riguardandolo, disse: “Anche quello lì era con Lui”. Ma egli negò dicendo: “Non lo conosco neppure, o donna!”. E poco dopo un altro, avendolo veduto, disse: “Anche tu sei uno di loro”. Ma Pietro rispose: “O uomo, non lo sono!”. Era
trascorsa circa un’ora, quando un altro pure insistè, dicendo: “Sì, è vero: anche lui era con Gesù, infatti è Galileo”. Ma Pietro rispose: “O uomo, non so quel che tu vuoi dire”. E nel medesimo istante, mentre ancora diceva quelle parole, un gallo cantò. Allora il Signore, voltandosi, guardò Pietro, e Pietro si ricordò della parola del Signore, il quale gli aveva detto: “Oggi, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte”, e, uscito fuori, pianse amaramente» (Lc 22,54-62).
Ricordiamoci chi era Pietro per l’uomo Gesù, colui al quale avrebbe affidato la sua Chiesa, la roccia della costruzione che avrebbe garantito la Sua presenza nel mondo; e riflettiamo sul fatto che Egli accetta Pietro com’è, lo aveva già accettato prima di vivere quei penosi momenti. Conoscendoli in anticipo, lo accetta, e lo rigenera. «Allora il Signore, voltandosi, guardò Pietro». Lo guarda e lo costringe
a prendere coscienza della sua Presenza. A ricordarsi. «E Pietro si ricordò…» Pietro avrebbe potuto cercare di dimenticare quell’increscioso episodio, sopire i suoi rimorsi in una energica attività. Nessuno, se non da lui, avrebbe potuto venirli a conoscere, ma non è questo che Gesù vuole. «… e, uscito fuori, pianse amaramente». La memoria delle parole di Gesù, suscitata dal suo sguardo, gli impedisce di dimenticare e comincia a cambiarlo, già lo cambia, già innesta il dinamismo della sua liberazione d’uomo. Perché non ci si libera dalle proprie miserie censurandole, e il cristianesimo, che non prescinde da una realistica presa di coscienza dell’umano, richiede che non venga mai operata alcuna censura, libera l’uomo attraverso il perdono, richiede caso mai il sacrificio.

Luigi Giussani, Alla ricerca del volto umano, Rizzoli