Tu sei la ragazza che ha ferito la mia corteccia (¿Y che tu has hecho de mi pobre flor?)

En el tronco de un árbol una niña
Grabó su nombre henchida de placer
Y el árbol conmovido allá en su seno
A la niña una flor dejó caer.
Yo soy el árbol conmovido y triste
tu eres la niña que mi tronco hirió
Yo guardo siempre tu querido nombre
¿Y Tú qué has hecho de mi pobre flor?

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Per come si è trascinati nel fantastico arco del crepacuore.

MUSICA: Gli Ultimi quattro lieder di Strauss. Per la profondità che si raggiunge grazie non alla complessità ma alla chiarezza e alla semplicità. Per la purezza del sentimento sulla morte, sulla separazione e sulla perdita. Per la lunga linea melodica che continua e la voce femminile che sale sempre di più. Per la pace e l’armonia e l’eleganza e l’intensa bellezza del suo librarsi. Per come si è trascinati nel fantastico arco del crepacuore.

Philip Roth, Il fantasma esce di scena, Einaudi

L’hanno giurato davanti a Dio di amarci.

Marianne Breslauer

La congiura delle donne!

L’hanno giurato davanti a Dio di amarci. Uccidervi, signore, è l’extrema ratio, la ragione che ci fa codardi tutti, il passo falso che vi libera e da cui noi mai ci libereremo. Cancellare il vostro sguardo? Ancora più forte tornerà nei nostri sogni; accovacciato nella notte attenderà l’alba per sorprenderci in ogni ora del giorno.

Umberto Silva, Il Foglio, 18 settembre 2010

L’incontro è ferita.

Matteo Rosselli, Angelica cura Medoro

Giussani lo richiama: “Questo è l’importante per il mondo: impedire all’uomo di raggiungere la propria ferita, cioè di raggiungere sé stesso.” È una frase stupefacente: come può essere che raggiungere sé stessi coincida con il raggiungere la propria ferita? È perché l’io avviene sempre in un incontro, nell’urto e nella felicità di una continua emorragia di sangue ricevuto e donato.

L’incontro è ferita, perché l’apparire di qualcosa che risveglia il mio desiderio e nello stesso tempo sfugge al mio potere, qualcosa che allo stesso tempo mi esalta e mi umilia.

Fabrice Hadjadj, 28 agosto 2010, Meeting di Rimini

Non hai voluto riconoscere la ferita della bellezza.


Ecco, ad esempio tu incontri Beatrice, oppure Aspasia. (..)

Ed è in questo momento che la volontà di potenza, il potere, ti sussurra all’orecchio“Questa musica non è che un’illusione prodotta dal tuo testosterone. Prendi un preservativo e vai a letto con Aspasia, offriti una stanza d’albergo e scopati Beatrice. Vedrai che il miraggio si dissiperà.

Ma così facendo tu stupri Beatrice, anche se lei è consenziente, soprattutto se lei è consenziente, tu la stupri, perché tu fai violenza a ciò che avevi intravisto, perché tu sputi sulla musica, perché tu calpesti la danza dell’essere che ti si era manifestata nell’incontro. Infine perché tu non hai voluto riconoscere la ferita della bellezza, quella ferita che non è diminuzione del tuo essere, ma offerta di un essere che è più grande del tuo potere, e che ti innalza umiliandoti, ti divinizza distruggendo il tuo orgoglio.

Fabrice Hadjadj, 28 agosto 2010, Meeting di Rimini

Nel mezzo di noi stessi c’è questa ferita.

Il segno che la vita è continuamente ricevuta per essere offerta è anche altrove, per esempio nel nostro ombelico. (..) Ma se davvero ti guardi l’ombelico, che  cosa scopri? Una cicatrice. La tua prima cicatrice, che è la testimonianza ineffabile del tuo rapporto con un altro, della tua relazione con tua madre, che fu per te la prima dimora. E se non l’avessi incontrata non saresti mai nato. Cosicché  il nostro ombelico ci ricorda la nostra dipendenza originale da un altro, ci ricorda che non ci siamo fatti da noi stessi e che nel mezzo di noi stessi c’è questa ferita, questa ferita che è il segno di un dono, questa ferita che ci chiama a donare a nostra volta, a non temere le ferite se sono per dare la vita.

Fabrice Hadjadj, 28 agosto, Meeting di Rimini

Il tuo sguardo uccide, più di pallottola di carabina, più del veleno e della stricnina.

Inside the Market, Henri Cartier Bresson, 1947

Tiro ao álvaro

De tanto levar frechada do teu olhar
Meu peito até parece sabe o quê?
Tauba de tiro ao álvaro
Não tem mais onde furar
Tauba de tiro ao álvaro
Não tem mais onde furar
Teu olhar mata mais
Do que bala de carabina
Que veneno estriquinina
que peixera de baiano
Teu olhar mata mais
Do que atropelamento de automove
Mata mais que bala de revorve

Tiro al bersaglio su Alvaro

Ho ricevuto così tante frecciate,

Frecciate dal tuo sguardo

Che il mio petto addirittura sembra sai cosa?

Una tavola di tiro al bersaglio

Non c’è più dove forare

Una tavola di tiro al bersaglio

Non c’è più dove forare

Il tuo sguardo uccide

Più di pallottola di carabina

Più del veleno e della stricnina

Più di un coltello da pescivendolo

Il tuo sguardo uccide

Più di scontro di automobile

Uccide più di pallottola di una pistola.