L’uomo non può immaginare un problema più grande per la sua libertà (Cristo sì o no).

L’uomo non può immaginare un problema più grande per la sua libertà (Cristo sì o no).

Il problema fondamentale dell’uomo, di qualunque uomo, in qualunque tempo, fino alla fine della storia, da quando il messaggio che Dio è diventato uomo è stato portato, è entrato nel mondo, il problema più grande della vita è questo: non c’è un problema più grande di questo concepibile, cioè̀ l’uomo non può̀ immaginare un problema più grande per la sua libertà. Cristo, sì o no.

Mons.Luigi Giussani

Perché, che cosa comporta il credere?

Perché, che cosa comporta il credere?

@P.B.

Perché, che cosa comporta il credere? Si può dire: in questo momento dobbiamo fare qualcosa. E tuttavia, di questo passo, sostituendo la fede con il moralismo, il credere con il fare, si cade in particolarismi, si perdono soprattutto i criteri e gli orientamenti, e alla fine non si costruisce, ma si divide.

J.Ratzinger, Omelia in morte di don Giussani, Duomo di Milano, 24.2.2005.

 

Aderire all’unico segno attraverso cui seguire l’ignoto.

Aderire all’unico segno attraverso cui seguire l’ignoto.

©P.B.

Ma “la ragione non tollera, impaziente, di aderire all’unico segno attraverso cui seguire

l’Ignoto, segno così ottuso, così cupo, così non trasparente, così apparentemente casuale, come

è il susseguirsi delle circostanze: è come sentirsi in balia di un fiume che ti trascina in qua e in là

In queste settimane ciascuno potrà vedere quale posizione prevale in sé: se una disponibilità ad aderire al segno del Mistero,

a seguire la provocazione della realtà, oppure il lasciarsi trascinare da qualunque “soluzione”, proposta, spiegazione, pur di

distrarsi da quella provocazione, evitare quella vertigine.

Ciascuno di noi potrà poi verificare la reale consistenza delle “soluzioni” in cui ha cercato rifugio.

Julián Carrón, Lettera alla Fraternità di Comunione e Liberazione, marzo 2020

E dir “sì” a ogni istante senza vedere niente (una posizione vertiginosa).

E dir “sì” a ogni istante senza vedere niente (una posizione vertiginosa).

©A.B.

L’uomo, la vita razionale dell’uomo dovrebbe essere sospesa all’istante, sospesa in ogni istante a questo segno apparentemente così volubile, così casuale che sono le circostanze attraverso le quali l’ignoto “signore” mi trascina, mi provoca al suo disegno. E dir “sì” a ogni istante senza vedere niente, semplicemente aderendo alla pressione delle occasioni. È una posizione vertiginosa.

Luigi Giussani, Il senso religioso, BUR

Il più direttamente umano dei flagelli, che è la perdita del gusto di vivere (né la fame, né la peste).

Il più direttamente umano dei flagelli, che è la perdita del gusto di vivere (né la fame, né la peste).

“Il pericolo maggiore che possa temere l’umanità non è una catastrofe che venga dal di fuori, non è né la fame né la peste, è invece quella malattia spirituale, la più terribile, perché il più direttamente umano dei flagelli, che è la perdita del gusto di vivere.”

Teilhard de Chardin citato da Mons.Luigi Giussani ne Il senso Religioso, Rizzoli 2010.

Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa.

Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa.

Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità.
In questo conosceremo che siamo dalla verità e davanti a lui rassicureremo il nostro cuore, qualunque cosa esso ci rimproveri. Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa.
Carissimi, se il nostro cuore non ci rimprovera nulla, abbiamo fiducia in Dio, e qualunque cosa chiediamo, la riceviamo da lui, perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quello che gli è gradito.

I lettera San Giovanni

Auguri di una Santa Pasqua di Resurrezione

Auguri di una Santa Pasqua di Resurrezione

Cristo_e_l'adultera_JeanDeDieu
«La fragilità dei tempi in cui viviamo è anche questa: credere che non esista possibilità di riscatto, una mano che ti rialza, un abbraccio che ti salva, ti perdona, ti risolleva, ti inonda di un amore infinito, paziente, indulgente; ti rimette in carreggiata.
Quando si sperimenta l’abbraccio di misericordia, quando ci si lascia abbracciare, quando ci si commuove: allora la vita può cambiare, perché cerchiamo di rispondere a questo dono immenso e imprevisto, che agli occhi umani può apparire perfino “ingiusto”, per quanto è sovrabbondante».
Papa Francesco

«Quando il centurione vide Gesù; quando la samaritana si sentì guardata e descritta in tutto; e quando l’adultera si sentì dire: “Neanch’io ti condanno, va’ e non sbagliare più”; quando Giovanni e Andrea si videro quel volto fissarli e parlargli: fu un immergersi nella sua presenza.
Immergerci nella presenza di Cristo che ci dà la sua giustizia, guardarlo: questa è la conversione che ci cambia alla radice; vale a dire: che ci lascia perdonati. Basta riguardarlo, basta ripensarlo, e siamo perdonati».
Luigi Giussani