Come svaniscono i sogni quando scopriamo di sognare (Afterglow).

Come svaniscono i sogni quando scopriamo di sognare (Afterglow).

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E’ sempre emozionante il tramonto,

indigente o sgargiante che sia,

ma ancora più emoziona

quel bagliore finale e disperato

che arrugginisce la pianura

quando l’estremo sole si inabissa.

Fa male sostenere quella luce tesa e diversa,

quell’illusione che impone allo spazio

l’unanime timore della tenebra

e che a un tratto svanisce

quando ne percepiamo la fallacia,

quando svaniscono i sogni

quando scopriamo di sognare.

Jorge Luis Borges

La più dura di tutte le cose dure (incontrare un altro essere umano fiato a fiato).

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Una Lorene dura, fredda e brillante come una pietra preziosa; ma reale, realissima, e viva. Fu questo che lo fece innamorare. Era penetrato nel guscio di Lorene come ben di rado riesce agli uomini di penetrare nel guscio delle donne, come mai riesce ai soldati di penetrare nel guscio delle puttane; e da lei sarebbe tornato la sera del giorno di paga, anche se avesse dovuto rubare i soldi, perché a suo parere, in questo mondo, ormai, la più dura di tutte le cose dure è distinguere la realtà dall’illusione, incontrare un altro essere umano fiato a fiato senza le pareti prefabbricate fonoassorbenti della moderna igiene sempre in mezzo, e capire nel momento dell’incontro che questo significa davvero appartenere alla razza umana, e non impersonare il ruolo momentaneo degli essere umani; in questo mondo questa è la cosa più difficile, perché in questo mondo, pensava, ogni ape si spreme dal torace la cera per farsi la propria cella, per proteggere la sua provvista di miele, ma io ho rotto la cella, solo una volta, questa volta sola.

James Jones, Di qui all’eternità.

M’hai guardato e allora tutto è cambiato per me (Mi sei scoppiato dentro al cuore all’improvviso).

M’hai guardato e allora tutto è cambiato per me (Mi sei scoppiato dentro al cuore all’improvviso).

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Era
solamente ieri sera
io parlavo con gli amici
scherzavamo fra di noi
e tu
e tu
e tu
tu sei arrivato
mi hai guardato
e allora tutto è
cambiato per me.
Mi sei scoppiato dentro il cuore
all’improvviso
all’improvviso
non so
perchè
non lo so perchè
all’improvviso
all’improvviso
sarà
perchè mi hai guardato
come nessuno
mi ha guardato mai
mi sento viva
all’improvviso per te.
Ora
io non ho capito ancora
non so come può finire
quello che succederà
ma tu
ma tu
ma tu
tu l’hai capito
l’hai capito
visto che eri cambiato
anche tu.
Mi sei scoppiato dentro il cuore
all’improvviso
all’improvviso
non so
perchè
non lo so perchè
all’improvviso
all’improvviso
sarà
perchè mi hai guardato
come nessuno
mi ha guardato mai
mi sento viva
all’improvviso per te.
Mi sei scoppiato dentro il cuore
all’improvviso
all’improvviso
non so
perchè
non lo so perchè
all’improvviso
all’improvviso
sarà
perchè mi hai guardato
come nessuno
mi ha guardato mai
mi sento viva
all’improvviso per te

Mina

Il faut des mots de passe (Répondez-moi).

Il faut des mots de passe (Répondez-moi ).

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Je vis dans une maison sans balcon, sans toiture
Où y’a même pas d’abeilles sur les pots de confiture
Y’a même pas d’oiseaux, même pas la nature
C’est même pas une maison

J’ai laissé en passant quelques mots sur le mur
Du couloir qui descend au parking des voitures
Quelques mots pour les grands
Même pas des injures
Si quelqu’un les entend

Répondez-moi
Répondez-moi

Mon coeur a peur d’être emmuré entre vos tours de glace
Condamné au bruit des camions qui passent
Lui qui rêvait de champs d’étoiles, de colliers de jonquilles
Pour accrocher aux épaules des filles

Mais le matin vous entraîne en courant vers vos habitudes
Et le soir, votre forêt d’antennes est branchée sur la solitude
Et que brille la lune pleine
Que souffle le vent du sud
Vous, vous n’entendez pas

Et moi, je vois passer vos chiens superbes aux yeux de glace
Portés sur des coussins que les maîtres embrassent
Pour s’effleurer la main, il faut des mots de passe
Pour s’effleurer la main

Répondez-moi
Répondez-moi

Mon coeur a peur de s’enliser dans aussi peu d’espace
Condamné au bruit des camions qui passent
Lui qui rêvait de champs d’étoiles et de pluie de jonquilles
Pour s’abriter aux épaules des filles

Mais la dernière des fées cherche sa baguette magique
Mon ami, le ruisseau dort dans une bouteille en plastique
Les saisons se sont arrêtées aux pieds des arbres synthétiques
Il n’y a plus que moi

Et moi, je vis dans ma maison sans balcon, sans toiture
Où y’a même pas d’abeilles sur les pots de confiture
Y’a même pas d’oiseaux, même pas dans la nature
C’est même pas une maison.

Francis Cabrel

Il destino non ha lasciato solo l’uomo. Buona Pasqua!

Il destino non ha lasciato solo l’uomo. Buona Pasqua!

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Il fatto dell’Incarnazione, l’inconcepibile pretesa cristiana, è rimasto nella storia sostanzialmente nella sua interezza: un uomo che è Dio − che, dunque, conosce l’uomo e che l’uomo deve seguire per avere la vera conoscenza di se stesso e delle cose −. L’esperienza iniziale di coloro che hanno vissuto con Gesù e lo hanno seguito, trasmessa dai Vangeli, ha un significato inequivocabile: il destino non ha lasciato solo l’uomo. Il cristianesimo è un avvenimento che è stato annunciato nei secoli e ci raggiunge ancor oggi. Il vero problema è che l’uomo lo riconosca con amore.
(Luigi Giussani)

Fino alla soglia del destino (mi dispiace solo che la tua prova sia più grande della mia).

Fino alla soglia del destino (mi dispiace solo che la tua prova sia più grande della mia).

Così possiamo stare davanti a qualsiasi circostanza, come ci ha testimoniato una nostra carissima amica davanti alla morte, in un dialogo che ha avuto con il marito (che me lo ha scritto) quando ha saputo quello che stava per succedere: «Mi ha detto: “Io sono tranquilla, non ho paura, perché c’è Gesù. Ora nemmeno
sono più angosciata per te e per i bimbi, perché so che siete nelle mani di un Altro”. E io: “Ma non sei triste?”. “No, non sono triste. Sono certa di Gesù, anzi, sono curiosa di quello che mi capiterà, di quello che il Signore mi sta preparando. Forse dovrei essere triste, ma non lo sono. Mi dispiace solo che la tua prova sia più grande della mia”. “Ma va’”. “Certo, sarebbe stato meglio il contrario”. E io, sorridendo perché già incredibilmente confortato dal miracolo
appena visto, le dico: “È proprio vero, soprattutto per i bambini”. Questo è stato senza dubbio uno dei più bei momenti dei diciassette anni (dodici di matrimonio e cinque di fidanzamento) passati insieme. Se non il più bello». Con una consistenza così si può guardare tutto, fino alla soglia del destino.

Julián Carrón, La vita come vocazione.

È la lotta che ci tiene svegli.

È la lotta che ci tiene svegli.

In che cosa consiste, dunque, la nostra maturazione? È la maturazione della nostra autocoscienza, è la generazione di un soggetto in grado di avere consistenza in mezzo a tutte le vicende della vita. Perché le circostanze introducono una lotta: «Allora, è la lotta che ci tiene svegli, e questa
lotta è la trama normale della vita: ci tiene svegli, cioè ci matura la consapevolezza di ciò che è la nostra consistenza o la nostra dignità, che
è un Altro» (L. Giussani, Certi di alcune grandi cose. 1979-1981, op. cit., p. 389). Le circostanze, perciò, ci sono date perché maturi in noi la consapevolezza
di ciò che è la nostra consistenza, affinché noi prendiamo veramente coscienza che la nostra consistenza è un Altro.

Julián Carrón, La vita come vocazione.

La natura dell’uomo è rapporto con l’Infinito (#Meeting 2012).

La natura dell’uomo è rapporto con l’Infinito (#Meeting 2012).

Infatti, a mio avviso, solo due tipi di uomini salvano interamente la statura dell’es-sere umano: l’anarchico e l’autenticamente religioso. La natura dell’uomo è rapporto con l’infinito: l’anarchico è l’affermazione di sé all’infinito e l’uomo autenticamente religioso è l’accettazione dell’infinito come significato di sé.

Luigi Giussani, Il senso religioso, BUR

Non avrebbe potuto sopportare tutte le ingiurie della sorte che le affollavano la mente.

Non avrebbe potuto sopportare tutte le ingiurie della sorte che le affollavano la mente.

Joseph Breitenbach

 

Quando il suo bicchiere fu quasi vuoto, la mamma tenne lo sguardo rabbioso fisso nel buio, muovendo leggermente la testa, come un pugilatore. Io sapevo che, a quel punto, non avrebbe potuto sopportare tutte le ingiurie della sorte che le affollavano la mente. I suoi figli erano stupidi, suo marito era annegato, i domestici erano ladri, e la poltrona su cui sedeva era scomoda. D’improvviso, posò il bicchiere e interruppe Chaddy, che stava parlando di baseball. “Io so una cosa sola,” disse con voce rauca. “So che se ci sarà una vita dopo di questa, voglio avere una famiglia molto diversa. Non voglio avere altro che figli favolosamente ricchi, spiritosi e incantevoli.” Poi si alzò, e avviandosi verso la porta, per poco non cadde.
John Cheever, I Racconti, Feltrinelli

Oggetti senza nome che chiedono di te (effetti personali).

Oggetti senza nome che chiedono di te (effetti personali).

Come mosche della scorsa estate
che d’inverno sono ancora qui
e rivangano immondizie andate
scontente della vita ma immuni al diddittì

Come pulci dello stesso cane
evacuate da un potente spray
che si scambiano parole amare
sui cani in generale in rapporto ai propri guai…

Come ombrelli persi alla stazione
che si struggono di nostalgia
derubati di utopie piovose
di notti tempestose passate in birreria

Come polvere di strade anfose
e uno specchio che non ride mai
e un baule pieno di persone
di lettere d’amore perdute nel viavai…

… effetti personali, non metterci le mani,
potresti forse avere, delle strane sorprese.
Effetti personali, ci tarpano le ali
Tu lasciali dormire, hanno poco da dire

Come errori dello stesso uomo,
come membri dello stesso club,
come angeli del sottosuolo,
oggetti senza nome che chiedono di te.

Mi consigli un buon veterinario,
che il pediatra non mi accetta più,
ti regalo il mio vocabolario
ma adesso che ci penso ne ho fatto un barbecue…

…effetti personali, non metterci le mani,
potresti forse avere, delle strane sorprese.
Effetti personali, parliamone domani
saremo più sereni
Con gli stessi problemi…

Sergio Caputo