Non si può smettere di fare programmi perché non si può smettere di desiderare (il desiderio è più grande di qualunque smentita del desiderio).

Non si può smettere di fare programmi, perché non si può smettere di desiderare (il desiderio è più grande di qualunque smentita del desiderio).

 

La vita non uccide il desiderio. Perché il programma è un esito di un desiderio. Il problema non è che si smette di fare programmi, si cambiano programmi, perché la realtà ti fa continuamente cambiare il programma. Ma uno che non programma non è più un uomo, è un’ameba, un bambino. Il programma è l’esito di un adulto. La realtà ti fa continuamente cambiare programma.  Io non posso smettere il desiderio.

(…)

Nessuno ci ha mai promesso che la vita comincia quando i casini sono risolti. La vita è un casino. Ma dentro questo casino, il mio desiderio vorrebbe la realizzazione.

Giorgio Vittadini.

L’uomo non può immaginare un problema più grande per la sua libertà (Cristo sì o no).

L’uomo non può immaginare un problema più grande per la sua libertà (Cristo sì o no).

Il problema fondamentale dell’uomo, di qualunque uomo, in qualunque tempo, fino alla fine della storia, da quando il messaggio che Dio è diventato uomo è stato portato, è entrato nel mondo, il problema più grande della vita è questo: non c’è un problema più grande di questo concepibile, cioè̀ l’uomo non può̀ immaginare un problema più grande per la sua libertà. Cristo, sì o no.

Mons.Luigi Giussani

Per tutto il resto ci sono gli psicologi e i preti (lei si innamora dei pazienti).

Per tutto il resto ci sono gli psicologi e i preti (lei si innamora dei pazienti).

«Alla fine degli anni Sessanta andai a specializzarmi in cardiochirurgia negli Stati Uniti. In reparto mi rimproveravano: “Lei si innamora dei pazienti, li va a trovare troppo di frequente e si interessa di cose che non c’entrano con la terapia: i dottori sono tecnici, per tutto il resto ci sono gli psicologi e i preti”. Decisero di mandarmi a lavorare in rianimazione, “così può attaccarsi a loro finché vuole”… ecco, stare dove la vita è ridotta a un filo sottile è traumatico ma può insegnare parecchie cose a un dottore. C’è anche dell’altro, però».

Che cosa?
«In questi ultimi anni la figura del Cristo è diventata per me fondamentale: è il pensiero della sua fine in croce a rendermi impossibile anche solo l’idea di aiutare qualcuno a morire. Se il Nazareno tornasse ci prenderebbe a sberle tutti quanti. Ce lo meritiamo, eccome, però avremmo così tanto bisogno di una sua carezza».

Enzo Jannacci, 6 febbraio 2009

Perché, che cosa comporta il credere?

Perché, che cosa comporta il credere?

@P.B.

Perché, che cosa comporta il credere? Si può dire: in questo momento dobbiamo fare qualcosa. E tuttavia, di questo passo, sostituendo la fede con il moralismo, il credere con il fare, si cade in particolarismi, si perdono soprattutto i criteri e gli orientamenti, e alla fine non si costruisce, ma si divide.

J.Ratzinger, Omelia in morte di don Giussani, Duomo di Milano, 24.2.2005.

 

E dir “sì” a ogni istante senza vedere niente (una posizione vertiginosa).

E dir “sì” a ogni istante senza vedere niente (una posizione vertiginosa).

©A.B.

L’uomo, la vita razionale dell’uomo dovrebbe essere sospesa all’istante, sospesa in ogni istante a questo segno apparentemente così volubile, così casuale che sono le circostanze attraverso le quali l’ignoto “signore” mi trascina, mi provoca al suo disegno. E dir “sì” a ogni istante senza vedere niente, semplicemente aderendo alla pressione delle occasioni. È una posizione vertiginosa.

Luigi Giussani, Il senso religioso, BUR

Il luogo privilegiato dell’incontro è la carezza della misericordia di Gesù Cristo.

Il luogo privilegiato dell’incontro è la carezza della misericordia di Gesù Cristo.

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Tutto, nella nostra vita, oggi come al tempo di Gesù, incomincia con un incontro. Un incontro con quest’Uomo, il falegname di Nazaret, un uomo come tutti e allo stesso tempo diverso. Pensiamo al Vangelo di Giovanni, là dove racconta del primo incontro dei discepoli con Gesù (cfr 1,35-42). Andrea, Giovanni, Simone: si sentirono guardati fin nel profondo, conosciuti intimamente, e questo generò in loro una sorpresa, uno stupore che, immediatamente, li fece sentire legati a Lui…
Parlando dell’incontro mi viene in mente “La vocazione di Matteo”, quel Caravaggio davanti al quale mi fermavo a lungo in San Luigi dei Francesi, ogni volta che venivo a Roma. Nessuno di quelli che stavano lì, compreso Matteo avido di denaro, poteva credere al messaggio di quel dito che lo indicava, al messaggio di quegli occhi che lo guardavano con misericordia e lo sceglievano per la sequela. Sentiva quello stupore dell’incontro.
Il luogo privilegiato dell’incontro è la carezza della misericordia di Gesù Cristo.
(Papa Francesco)

Io appartengo all’essere e non lo so dire.

Io appartengo all’essere e non lo so dire.

 

Copyright by Hans Pollner

Copyright by Hans Pollner

Io sono spaccata, io sono nel passato prossimo, io sono sempre cinque minuti fa, il mio dire è fallimentare, io non sono mai tutta, mai tutta, io appartengo all’essere e non lo so dire, non lo so dire,

io appartengo e non lo so dire io sono senza aggettivi, io sono senza predicati, io indebolisco la sintassi, io consumo le parole, io non ho parole pregnanti, io non ho parole cangianti, io non ho parole mutevoli, non ho parole perturbanti,

io non ho abbastanza parole, le parole mi si consumano, io non ho parole che svelino, io non ho parole che puliscano, io non ho parole che riposino, io non ho mai parole abbastanza, mai abbastanza parole, mai abbastanza parole

ho solo parole correnti, ho solo parole di serie, ho solo parole fallimentari, ho solo parole deludenti, ho solo parole che mi deludono, le mie parole mi deludono, sempre mi deludono, sempre mi deludono, sempre mi mancano io non sono mai tutta, mai tutta, io appartengo all’essere e non lo so dire, non lo so dire, io appartengo e non lo so dire, non lo so dire, io appartengo all’essere, all’essere e non lo so dire.
Mariangela Gualtieri
(da Fuoco centrale e altre poesie per il teatro, Einaudi, 2003)

Thanks to R.L.

Le stelle date per me, solo per me. Perché? (Estrelas).

Le stelle date per me, solo per me. Perché? (Estrelas).
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Estrelas

Estrelas
Para mim
Para mim
Estrelas
São para mim
Estrelas para mim
Estrelas
Estrelas
Para quê?
Para quê?
Para quê?
Estrelas para mim
Só para mim
Para mim
Para mim
Para mim
E a treva entre as estrelas
Só para mim

Adriana Calcanhotto

La fede corrisponde alle esigenze fondamentali e originali del cuore di ogni uomo.

La fede corrisponde alle esigenze fondamentali e originali del cuore di ogni uomo.
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«Gesù Cristo ti ama, ha dato la sua vita per salvarti, e adesso è vivo al tuo fianco ogni giorno, per illuminarti, per rafforzarti, per liberarti». Quando diciamo che questo annuncio è «il primo», ciò non significa che sta all’inizio e dopo si dimentica o si sostituisce con altri contenuti che lo superano. È il primo in senso qualitativo, perché è l’annuncio principale, quello che si deve sempre tornare ad ascoltare. È l’annuncio che risponde all’anelito d’infinito che c’è in ogni cuore umano. Tale convinzione, tuttavia, si sostiene con l’esperienza personale, costantemente rinnovata, di gustare la sua amicizia e il suo messaggio, convinti, in virtù della propria esperienza, che non è la stessa cosa aver conosciuto Gesù o non conoscerlo, non è la stessa cosa camminare con Lui o camminare a tentoni. Sappiamo bene che la vita con Gesù diventa molto più piena e che con Lui è più facile trovare il senso di ogni cosa.
(Papa Francesco)

Per la mia formazione in famiglia e in seminario prima, per la mia meditazione dopo, mi ero profondamente persuaso che una fede che non potesse essere reperta e trovata nell’esperienza presente, confermata da essa, utile a rispondere alle sue esigenze, non sarebbe stata una fede in grado di resistere in un mondo dove tutto, tutto, diceva e dice l’opposto. Mostrare la pertinenza della fede alle esigenze della vita e, quindi – questo «quindi» è importante per me -, dimostrare la razionalità della fede, implica un concetto preciso di razionalità. Dire che la fede esalta la razionalità, vuol dire che la fede corrisponde alle esigenze fondamentali e originali del cuore di ogni uomo. Per questo dare ragione della fede significa descrivere sempre di più, sempre più ampiamente, sempre più densamente, gli effetti della presenza di Cristo nella vita della Chiesa nella sua autenticità, quella la cui «sentinella» è il Papa di Roma.
(Luigi Giussani)

Perché senza di te non mi ci faranno mai entrare (Why don’t you and I).

Perché senza di te non mi ci faranno mai entrare (Why don’t you and I).

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Fin dal primo momento che ti ho vista
È stato come se stessi gironzolando con delle piccole ali ai piedi
Il mio stomaco si è riempito di farfalle…e va tutto bene
Rimbalzando attorno di nuvola in nuvola
Mi son sentito come se non fossi mai sceso
Come se dicessi che non mi piaceva e tu avresti saputo che mentivo

Ogni volta che provo a parlarti
Mi sembra di avere la lingua legata
Sembra che tutto ciò che ti dico
Venga sempre male e non venga mai bene

Così dirò, perché io e te non ci uniamo e prendiamo il mondo e stiamo assieme per sempre?
Proveremo ancora dall’inizio alla fine
Così ti chiedo perché non ci abbracciamo e voliamo sulla luna e dritto verso il paradiso
Perché senza di te non mi ci faranno mai entrare
E lentamente comincia a capire che questo non finirà mai
Proprio in quel momento mi pianti in asso
E dirò “oh veniamo ancora qui’’

Quando mai si spezzerà tutto questo?
Penso che ho sopportato più di quanto un altro uomo possa fare
Sono come un malato d’amore che ti rincorre dappertutto
E va tutto bene
Rimbalzando attorno di nuvola in nuvola
Mi son sentito come se non sarei mai sceso
Come se dicessi che non mi piaceva e tu avresti saputo che mentivo.

Santana, testo e traduzione