Il luogo privilegiato dell’incontro è la carezza della misericordia di Gesù Cristo.

Il luogo privilegiato dell’incontro è la carezza della misericordia di Gesù Cristo.

caravaggio-la-vocazione-di-san-matteo

Tutto, nella nostra vita, oggi come al tempo di Gesù, incomincia con un incontro. Un incontro con quest’Uomo, il falegname di Nazaret, un uomo come tutti e allo stesso tempo diverso. Pensiamo al Vangelo di Giovanni, là dove racconta del primo incontro dei discepoli con Gesù (cfr 1,35-42). Andrea, Giovanni, Simone: si sentirono guardati fin nel profondo, conosciuti intimamente, e questo generò in loro una sorpresa, uno stupore che, immediatamente, li fece sentire legati a Lui…
Parlando dell’incontro mi viene in mente “La vocazione di Matteo”, quel Caravaggio davanti al quale mi fermavo a lungo in San Luigi dei Francesi, ogni volta che venivo a Roma. Nessuno di quelli che stavano lì, compreso Matteo avido di denaro, poteva credere al messaggio di quel dito che lo indicava, al messaggio di quegli occhi che lo guardavano con misericordia e lo sceglievano per la sequela. Sentiva quello stupore dell’incontro.
Il luogo privilegiato dell’incontro è la carezza della misericordia di Gesù Cristo.
(Papa Francesco)

Io appartengo all’essere e non lo so dire.

Io appartengo all’essere e non lo so dire.

 

Copyright by Hans Pollner

Copyright by Hans Pollner

Io sono spaccata, io sono nel passato prossimo, io sono sempre cinque minuti fa, il mio dire è fallimentare, io non sono mai tutta, mai tutta, io appartengo all’essere e non lo so dire, non lo so dire,

io appartengo e non lo so dire io sono senza aggettivi, io sono senza predicati, io indebolisco la sintassi, io consumo le parole, io non ho parole pregnanti, io non ho parole cangianti, io non ho parole mutevoli, non ho parole perturbanti,

io non ho abbastanza parole, le parole mi si consumano, io non ho parole che svelino, io non ho parole che puliscano, io non ho parole che riposino, io non ho mai parole abbastanza, mai abbastanza parole, mai abbastanza parole

ho solo parole correnti, ho solo parole di serie, ho solo parole fallimentari, ho solo parole deludenti, ho solo parole che mi deludono, le mie parole mi deludono, sempre mi deludono, sempre mi deludono, sempre mi mancano io non sono mai tutta, mai tutta, io appartengo all’essere e non lo so dire, non lo so dire, io appartengo e non lo so dire, non lo so dire, io appartengo all’essere, all’essere e non lo so dire.
Mariangela Gualtieri
(da Fuoco centrale e altre poesie per il teatro, Einaudi, 2003)

Thanks to R.L.

Le stelle date per me, solo per me. Perché? (Estrelas).

Le stelle date per me, solo per me. Perché? (Estrelas).
starry_night_over_the_rhone_piccolo

Estrelas

Estrelas
Para mim
Para mim
Estrelas
São para mim
Estrelas para mim
Estrelas
Estrelas
Para quê?
Para quê?
Para quê?
Estrelas para mim
Só para mim
Para mim
Para mim
Para mim
E a treva entre as estrelas
Só para mim

Adriana Calcanhotto

La fede corrisponde alle esigenze fondamentali e originali del cuore di ogni uomo.

La fede corrisponde alle esigenze fondamentali e originali del cuore di ogni uomo.
The_Taking_of_Christ-Caravaggio__c-1602_1280x992_

«Gesù Cristo ti ama, ha dato la sua vita per salvarti, e adesso è vivo al tuo fianco ogni giorno, per illuminarti, per rafforzarti, per liberarti». Quando diciamo che questo annuncio è «il primo», ciò non significa che sta all’inizio e dopo si dimentica o si sostituisce con altri contenuti che lo superano. È il primo in senso qualitativo, perché è l’annuncio principale, quello che si deve sempre tornare ad ascoltare. È l’annuncio che risponde all’anelito d’infinito che c’è in ogni cuore umano. Tale convinzione, tuttavia, si sostiene con l’esperienza personale, costantemente rinnovata, di gustare la sua amicizia e il suo messaggio, convinti, in virtù della propria esperienza, che non è la stessa cosa aver conosciuto Gesù o non conoscerlo, non è la stessa cosa camminare con Lui o camminare a tentoni. Sappiamo bene che la vita con Gesù diventa molto più piena e che con Lui è più facile trovare il senso di ogni cosa.
(Papa Francesco)

Per la mia formazione in famiglia e in seminario prima, per la mia meditazione dopo, mi ero profondamente persuaso che una fede che non potesse essere reperta e trovata nell’esperienza presente, confermata da essa, utile a rispondere alle sue esigenze, non sarebbe stata una fede in grado di resistere in un mondo dove tutto, tutto, diceva e dice l’opposto. Mostrare la pertinenza della fede alle esigenze della vita e, quindi – questo «quindi» è importante per me -, dimostrare la razionalità della fede, implica un concetto preciso di razionalità. Dire che la fede esalta la razionalità, vuol dire che la fede corrisponde alle esigenze fondamentali e originali del cuore di ogni uomo. Per questo dare ragione della fede significa descrivere sempre di più, sempre più ampiamente, sempre più densamente, gli effetti della presenza di Cristo nella vita della Chiesa nella sua autenticità, quella la cui «sentinella» è il Papa di Roma.
(Luigi Giussani)

Perché senza di te non mi ci faranno mai entrare (Why don’t you and I).

Perché senza di te non mi ci faranno mai entrare (Why don’t you and I).

IMG_1338

Fin dal primo momento che ti ho vista
È stato come se stessi gironzolando con delle piccole ali ai piedi
Il mio stomaco si è riempito di farfalle…e va tutto bene
Rimbalzando attorno di nuvola in nuvola
Mi son sentito come se non fossi mai sceso
Come se dicessi che non mi piaceva e tu avresti saputo che mentivo

Ogni volta che provo a parlarti
Mi sembra di avere la lingua legata
Sembra che tutto ciò che ti dico
Venga sempre male e non venga mai bene

Così dirò, perché io e te non ci uniamo e prendiamo il mondo e stiamo assieme per sempre?
Proveremo ancora dall’inizio alla fine
Così ti chiedo perché non ci abbracciamo e voliamo sulla luna e dritto verso il paradiso
Perché senza di te non mi ci faranno mai entrare
E lentamente comincia a capire che questo non finirà mai
Proprio in quel momento mi pianti in asso
E dirò “oh veniamo ancora qui’’

Quando mai si spezzerà tutto questo?
Penso che ho sopportato più di quanto un altro uomo possa fare
Sono come un malato d’amore che ti rincorre dappertutto
E va tutto bene
Rimbalzando attorno di nuvola in nuvola
Mi son sentito come se non sarei mai sceso
Come se dicessi che non mi piaceva e tu avresti saputo che mentivo.

Santana, testo e traduzione

Come svaniscono i sogni quando scopriamo di sognare (Afterglow).

Come svaniscono i sogni quando scopriamo di sognare (Afterglow).

tramonto-su-una-spiaggia-della-patagonia

E’ sempre emozionante il tramonto,

indigente o sgargiante che sia,

ma ancora più emoziona

quel bagliore finale e disperato

che arrugginisce la pianura

quando l’estremo sole si inabissa.

Fa male sostenere quella luce tesa e diversa,

quell’illusione che impone allo spazio

l’unanime timore della tenebra

e che a un tratto svanisce

quando ne percepiamo la fallacia,

quando svaniscono i sogni

quando scopriamo di sognare.

Jorge Luis Borges

La più dura di tutte le cose dure (incontrare un altro essere umano fiato a fiato).

img_0006a

Una Lorene dura, fredda e brillante come una pietra preziosa; ma reale, realissima, e viva. Fu questo che lo fece innamorare. Era penetrato nel guscio di Lorene come ben di rado riesce agli uomini di penetrare nel guscio delle donne, come mai riesce ai soldati di penetrare nel guscio delle puttane; e da lei sarebbe tornato la sera del giorno di paga, anche se avesse dovuto rubare i soldi, perché a suo parere, in questo mondo, ormai, la più dura di tutte le cose dure è distinguere la realtà dall’illusione, incontrare un altro essere umano fiato a fiato senza le pareti prefabbricate fonoassorbenti della moderna igiene sempre in mezzo, e capire nel momento dell’incontro che questo significa davvero appartenere alla razza umana, e non impersonare il ruolo momentaneo degli essere umani; in questo mondo questa è la cosa più difficile, perché in questo mondo, pensava, ogni ape si spreme dal torace la cera per farsi la propria cella, per proteggere la sua provvista di miele, ma io ho rotto la cella, solo una volta, questa volta sola.

James Jones, Di qui all’eternità.