Come lacrime nella pioggia (io ne ho viste cose).

Come lacrime nella pioggia (io ne ho viste cose).

“Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi:
navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione,
e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo,
come lacrime nella pioggia.
È tempo di morire.”

Solo due sfumature, dettagli di un monologo che non saprei dire essere più bello in italiano o in inglese.

In italiano, peraltro, la traduzione ben diversa dalla vulgata.

Ma, soprattutto, in inglese, quello stacco tra l’incipit, il soggetto, verbo e il resto della frase, che si capisce solo ascoltando.

«I’ve seen things you people wouldn’t believe,
attack ships on fire off the shoulder of Orion,
I watched c-beams glitter in the dark near the Tannhäuser Gate.
All those moments will be lost in time,
like tears in rain.
Time to die.»

Dall’altra parte delle acque oscure (ti aspetterò lì).

Dall’altra parte delle acque oscure (ti aspetterò lì).

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Se me ne vado prima di te ti aspetterò lì, dall’altra parte delle acque oscure. Non mi abbandonare adesso.

La sottile linea rossa, Terrence Malick

Terrorizza pensare che sia fuori controllo.

Terrorizza pensare che sia fuori controllo.

 

Prague, Frank Gehry building, 2004

Chi disse: preferisco avere fortuna che talento, percepì l’essenza della vita. La gente ha paura di ammettere quanto conti la fortuna nella vita. Terrorizza pensare che sia così fuori controllo.
Woody Allen, “Match Point”

Se il mondo è salvato dalle donne, non ci resta che diventare donne.

Se il mondo è salvato dalle donne, non ci resta che diventare donne.

D’altra parte l’agente teatrale al quale ci rivolgemmo in cerca di una scrittura non faceva che tessere l’elogio delle donne: la società vuole solo loro, solo le donne riescono a spillare quattrini, solo le donne riescono a divertire, a far dimenticare… Ci trovò perfettamente d’accordo! Aveva perfettamente ragione il tizio! A questo punto avevamo risolto il nostro problema: accettammo il contratto e diventammo Daphne e Josephine.

Eccoci qua! Se il mondo è salvato dalle donne, non ci resta che diventare donne. Un sotterfugio? Neanche per sogno! Una missione piuttosto, l’esercito della salvezza. E non c’è bisogno di tagliarsi i coglioni, questo è il bello! Un pudico paravento, una sottana, basta a proteggerli. Nessun crollo di virilità, tutt’altro! Incontenibile, invisibile, il fallo sbuca da ogni parte, sfrucuglia le cosce, carpisce i segreti, saremo ancor più uomini, superuomini! Poveri dongiovanni che credete di essere grandi libertini perchè avete cento, mille donne! che cosa ridicola, meschina, insufficiente comunque! Mai colmerete il carnet. Esserle! se veramente el amate alla follia, esserle!

Umberto Silva, Demoni insonni, Spirali