Molteplice, eterna, verde.

Molteplice, eterna, verde.

NordKapp33

La natura selvaggia s’innalzò concentrata, distratta, molteplice, eterna, verde; più antica di qualsiasi segheria, più lunga di qualsiasi linea ferroviaria.

William Faulkner, Go down Moses, Einaudi

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Here, from the top of a mountain (Someday in my life)


Here from the top of a mountain
I see you there
In the cool night air
Someday in my life

Fear has no reason to doubt them
They tell me so
Yet they will never know
You are here in my life

Wherever I go now
I’ll follow you
And my heart will be true
I have never known someone
To stay right here
Soon you will be right here
Someday in my life

[Piano solo]

Here from the top of a mountain
I see you there
In the cool night air
Someday in my life

Storms may rage on about them
They hail and snow
Yet they will never know
You are here in my life

Wherever I go now
I’ll follow you
And my heart will be true
I have never known someone
To stay right here
Soon you will be right here
Someday in my life

Capo Nord

La strada che porta a Nordkapp
Volevo andarci da tanto tempo, dalla prima volta che lo avevo visto sopra una mappa, lassù in cima, alla fine di tutto, anche se è solo una questione di appiattimento della cartina ed il punto realmente più a Nord –più vicino al Polo Nord- si chiama Knivskjellodden. Avrei voluto andare anche lì, ma il sentiero, o presunto tale, non era nemmeno segnalato. Ma non importa.

Importa che quando sei là, al di là delle stupidaggini per turisti che sono state erette –una pallina da golf di proporzioni enormi, collocata su una specie di abuso edilizio quale potrebbe essere il Solaria, a Mazzin di Fassa- ecco, a prescindere da tutto questo quando sei là davanti hai solo il Mar Glaciale Artico: altri 2mila km e sei al Polo Nord.

Importa che davanti a te c’è la vastità più assoluta, c’è l’infinito: e quando sei arrivato lì, capisci perché la bellezza è una ferita. Perché capisci che non ti sei fatto da solo, che l’esistere è un’evidenza elementare legata ad una dipendenza: lo stesso Infinito che ti si mostra davanti, ti fa capire che anche se sei arrivato a Capo Nord, o forse proprio per quello, quella bellezza selvaggia, incredibile, in quel deserto battuto dal vento, ti rimanda ad altro. Ti ferisce, una ferita che non si rimargina mai più.