Qualche gesto sconveniente mani sul proibito (fosse vero).

Qualche gesto sconveniente mani sul proibito (fosse vero).
Questo nome questo gesto questa cortesia
Questo passo questo dire
Questa tua mania
Con la gonna che si muove
Ma senza parole
L’ombra scende in basso
Dove cambierai colore
Fosse vero
Fosse vero
Fosse vero.
Fosse vero
Fosse vero
Fosse vero.
Qualche gesto sconveniente un indecente invito
Ed un niente di rispetto scandali di un dito
E un po’ un tensione tra una gatta ed un candore quel segnale passo ed uso l’ombra del volgare
Fosse vero
Fosse vero
Fosse vero
Fosse vero
Fosse vero
Fosse vero
Ma scegli un trucco di qualità
Un invenzione da penetrare
Le cose a posto tra me e te
Son posizioni da evitare
Ma metti un gioco di qualità
Tra le focine di un’attività
Qualche sentiero da stuzzicare
Coi proverò
Cosi ti parlo di qualità
L’aria che serve a tenermi su
Mentre ti muovi la voglia di
Mandarmi giu.
Qualche gesto sconveniente mani sul proibito ed un niente di rispetto scandali di un dito
Una forma che si muove dietro le veline
Gli occhi fanno i bagni a galla sulle cartoline
Fossi vera
Fossi vera
Fossi vera
Fossi vera
Fossi vera
Fossi vera
Carella-Panella

Per qualche tempo, perfino, ci si provò. Ma c’era il viso.

Per qualche tempo, perfino, ci si provò. Ma c’era il viso.

©pb

Per qualche tempo, perfino, ci si provò. Ma c’era il viso. Capiva che non l’avrebbe mai superato: non che quello l’avrebbe impedito, ma avrebbe dovuto lui portarselo dietro a sua volta. (…) Fuggiva, non dal suo passato, ma per salvarsi dal futuro. Gli ci vollero dodici anni per imparare che non si sfugge a nessuno dei due.

W.Faulkner, Il borgo, Adelphi

Arriva inaspettata. (Felicità).

Arriva inaspettata. (Felicità).

Talmente presto che fuori è ancora quasi buio.
Sto alla finestra con il caffè
E le solite cose della mattina presto
Che passano per pensieri.
A un tratto vedo il ragazzo e il suo amico
Venire su per la strada
Per consegnare il giornale.
Portano il berretto e il maglione
E uno la borsa a tracolla.
Sono così felici
Che non dicono niente, questi ragazzi.
Mi sa che se potessero, si prenderebbero sottobraccio.
Il mattino è appena sorto
E stanno facendo questa cosa insieme.
Avanzano lentamente.
Il mattino si fa più luminoso,
anche se la luna pende ancora pallida sul mare.
Una tale bellezza che per un attimo
La morte e l’ambizione, perfino l’amore
Non riescono a intaccarla.
Felicità. Arriva
Inaspettata. E va al di là, davvero,
di qualsiasi chiacchiera mattutina sull’argomento.

Se polve ed ombra sei, tant’alto senti?

Se polve ed ombra sei, tant’alto senti?

 

XXXI – SOPRA IL RITRATTO Dl UNA BELLA DONNA SCOLPITO NEL MONUMENTO SEPOLCRALE DELLA MEDESIMA

 

Tal fosti: or qui sotterra
Polve e scheletro sei. Su l’ossa e il fango
Immobilmente collocato invano,
Muto, mirando dell’etadi il volo,
Sta, di memoria solo
E di dolor custode, il simulacro
Della scorsa beltà. Quel dolce sguardo,
Che tremar fe, se, come or sembra, immoto
In altrui s’affisò; quel labbro, ond’alto
Par, come d’urna piena,
Traboccare il piacer; quel collo, cinto
Già di desio; quell’amorosa mano,
Che spesso, ove fu porta,
Sentì gelida far la man che strinse;
E il seno, onde la gente
Visibilmente di pallor si tinse,
Furo alcun tempo: or fango
Ed ossa sei: la vista
Vituperosa e trista un sasso asconde.
Così riduce il fato
Qual sembianza fra noi parve più viva
Immagine del ciel. Misterio eterno
Dell’esser nostro. Oggi d’eccelsi, immensi
Pensieri e sensi inenarrabil fonte,
Beltà grandeggia, e pare,
Quale splendor vibrato
Da natura immortal su queste arene,
Di sovrumani fati,
Di fortunati regni e d’aurei mondi
Segno e sicura spene
Dare al mortale stato:
Diman, per lieve forza,
Sozzo a vedere, abominoso, abbietto
Divien quel che fu dianzi
Quasi angelico aspetto,
E dalle menti insieme
Quel che da lui moveva
Ammirabil concetto, si dilegua.

Desiderii infiniti
E visioni altere
Crea nel vago pensiere,
Per natural virtù, dotto concento;
Onde per mar delizioso, arcano
Erra lo spirto umano,
Quasi come a diporto
Ardito notator per l’Oceano:
Ma se un discorde accento
Fere l’orecchio, in nulla
Torna quel paradiso in un momento.

Natura umana, or come,
Se frale in tutto e vile,
Se polve ed ombra sei, tant’alto senti?
Se in parte anco gentile,
Come i più degni tuoi moti e pensieri
Son così di leggeri
Da sì basse cagioni e desti e spenti?

Giacomo Leopardi

E allora sarà ancora bello (ne sei venuto fuori e non ci credi ancora).

E allora sarà ancora bello (ne sei venuto fuori e non ci credi ancora).

(…)

E allora sarà ancora bello
Quando ti innamori
Quando vince il Milan
Quando guardi fuori
E sarà ancora bello
Quando guardi il tunnel
Che è ancora lì vicino e non ci credi ancora
Ne sei venuto fuori e non ci credi ancora
E ci hai la pelle d’oca e non ci credi ancora
Ti sei sentito solo
In mezzo a tanta gente
Sì ma guarda che di te e degli altri
A questa gente
Non gliene frega niente
E allora sarà ancora bello
Quando tace il water
E sarà anche più bello
Quando scopri il trucco
E allora sarà bello
Quando tace il water
Quando spegni il boiler
Quando guardi il tunnel
Quando, quando senti il sole.

Enzo Jannacci

Il mondo ha bisogno di bellezza per non sprofondare nella disperazione.

Marc Chagall, Les amants au ciel rouge

Questo mondo nel quale viviamo ha bisogno di bellezza per non sprofondare nella disperazione. La bellezza, come la verità, è ciò che infonde gioia al cuore degli uomini, è quel frutto prezioso che resiste al logorio del tempo, che unisce le generazioni e le fa comunicare nell’ammirazione. E questo grazie alle vostre mani… Ricordatevi che siete i custodi della bellezza nel mondo.

(Paolo VI, Enchiridion Vaticanum, 1, p. 305).

 

 

Vide quel che non aveva mai visto negli occhi della gente.

Vide quel che non aveva mai visto negli occhi della gente.

 

Disperato, spalancò gli occhi: china su di lui stava una donna semivestita – nel sonno egli aveva chiamato la madre, e la donna gli si era avvicinata.

Gli stava accanto. Subito, con tutto il suo essere, egli percepì che era bellissima. Sentendolo gridare nel sonno gli si era avvicinata, provando per lui tenerezza e pietà. Gli occhi della donna non piangevano, ma egli vide in essi qualcosa di più che lacrime di compassione – vide quel che non aveva mai visto negli occhi della gente.

Vasilij Grossman, Tutto scorre, Adelphi

Fa’ che non si perda tutto questo amore (luce dei miei occhi).

Fa’ che non si perda tutto questo amore (luce dei miei occhi).

Non c’è figlio che non sia mio figlio

Né ferita di cui non sento il dolore

Non c’è terra che non sia la mia terra

E non c’è vita che non meriti amore

Mi commuovono ancora i sorrisi

E le stelle nelle notti d’estate

I silenzi della gente che parte

E tutte queste strade

Fa’ che non sia soltanto mia

Questa illusione

Fa’ che non sia una follia credere ancora nelle persone

Luce, luce dei miei occhi dove sei finita

Lascia che ti guardi, dolce margherita

Prendi la tua strada e cerca le parole

Fa’ che non si perda tutto questo amore

Tutto questo amore

Non c’è voce che non sia la mia voce

Né ingiustizia di cui non porto l’offesa

Non c’è pace che non sia la mia pace

E non c’è guerra che non abbia una scusa

Non c’è figlio che non sia mio figlio

Né speranza di cui non sento il calore

Non c’è rotta che non abbia una stella

E non c’è amore che non invochi amore

Luce, luce dei miei occhi vestiti di seta

Lascia che ti guardi, dolce margherita

Prendi la tua strada e cerca le parole

Fa’ che non si perda tutto questo amore

Luce, luce dei miei occhi dove sei finita

Lascia che ti guardi, dolce margherita

Prendi la tua strada e cerca le parole

Fa’ che non si perda tutto questo amore

Tutto questo amore.

Fiorella Mannoia, Luce.

Allora cos’è, cosa ti serve ancora, a me è bastata un’ora (le cose che abbiamo in comune).

Allora cos’è, cosa ti serve ancora, a me è bastata un’ora (le cose che abbiamo in comune).
Le cose che abbiamo in comune sono 4850
Le conto da sempre, da quando mi hai detto
“Ma dai, pure tu sei degli anni ’60?”
Abbiamo due braccia, due mani, due gambe, due piedi
Due orecchie ed un solo cervello
Soltanto lo sguardo non è proprio uguale
Perché il mio è normale, ma il tuo è troppo bello
Le cose che abbiamo in comune
Sono facilissime da individuare
Ci piace la musica ad alto volume
Fin quanto lo stereo la può sopportare
Ci piace Daniele, Battisti, Lorenzo, le urla di Prince, i Police
Mettiamo un CD prima di addormentarci
E al nostro risveglio deve essere lì
Perché quando io dormo, tu dormi
Quando io parlo, tu parli
Quando io rido, tu ridi
Quando io piango, tu piangi
Quando io dormo, tu dormi
Quando io parlo, tu parli
Quando io rido, tu ridi
Quando io piango, tu ridi
Le cose che abbiamo in comune
Sono così tante che quasi spaventa
Entrambi viviamo da più di vent’anni
Ed entrambi comunque da meno di trenta
Ci piace mangiare, dormire, viaggiare
Ballare, sorridere e fare l’amore
Lo vedi, son tante le cose in comune
Che a farne un elenco ci voglio almeno tre ore, ma
Allora cos’è
Cosa ti serve ancora
A me è bastata un’ora
Ricordi, sei tu che prima l’hai detto
Dicevi, “Ma guarda, lo stesso locale
Le stesse patate, lo stesso brachetto”
E ad ogni domanda una nuova conferma
Un identico ritmo di vino e risate
E poi l’emozione di quel primo bacio
Le labbra precise, perfette, incollate
Abbracciarti, studiare il tuo corpo
Vedere che in viso eri già tutta rossa
E intanto scoprire stupito e commosso
Che avevi le mie stesse identiche ossa
Allora ti chiedo, non è sufficiente?
Cos’altro ti serve per essere certa
Con tutte le cose che abbiamo in comune
L’unione fra noi non sarebbe perfetta?
Quando io dormo, tu dormi
Quando io parlo, tu parli
Quando io rido, tu ridi
Quando io piango, tu piangi
Quando io dormo, tu dormi
Quando io parlo, tu parli
Quando io rido, tu ridi
Quando io piango, tu ridi, ma
Allora cos’è
Cosa ti serve ancora
A me è bastata un’ora
A me è bastata un’ora
Le cose che abbiamo in comune sono 4850
Le conto da sempre, da quando mi hai detto
“Ma dai, pure tu sei degli anni ’60?”
Abbiamo due braccia, due mani, due gambe, due piedi
Due orecchie ed un solo cervello
Soltanto lo sguardo non è proprio uguale
Perché il mio è normale, ma il tuo
È troppo bello
Troppo bello
E vai
E vai
Quando io dormo, tu dormi
Quando io parlo, tu parli
Quando io rido, tu ridi
Quando io piango, tu ridi
Troppo bello
Daniele Silvestri