L’orologio segna un’ora di più (Fragole infinite).

L’orologio segna un’ora di più (Fragole infinite).

R.Magritte, Il tempo trafitto.


Fragole infinite di cent’anni fa,
auto gialle corrono nel blu
l’orologio fermo sopra la città
nella torre segna un’ora in più.
Tu sei il profumo di rosa e il fiume mi parlerà
di te conosce ogni cosa e sa.
L’oro che regali lo disegnerò
sopra un cielo fatto di bontà
l’ora delle fragole ti ha detto si
dalla torre della libertà.
Alberto Fortis, Fragole infinite.

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Dille che se può io potrò aspettare.

Dille che se può io potrò aspettare.

Vincent Van Gogh, Albicocchi in fiore.


Mentre il giorno sparisce primavera verrà
sarà dolce e nervosa ma non mi scapperà
salirò sul battello e non la fuggirò
sarò avvolto per sempre e la bacerò
e i suoi lunghi capelli non li rivedrò più
ahi settembre lontano, dalle un bacio per me.
La tempesta di neve non mi sorprenderà ahi settembre che sarà.
Lascio tutto a te, dille del mio amore
dille che se può io potrò aspettare
l’accompagnerò, dentro il mio giardino
sempre la terrò, da vicino, sempre, sempre.

Alberto Fortis, Settembre

Gonfia di verità.

Il Duomo di notte

Piroette di sabbia e le guglie del Duomo
differenza tra pietra e le voglie di un uomo
che ha per vita una gabbia
liberata dal sesso, gonfia di verità
partorita con gioia nel lontano ricordo
con le doglie sincere di una maternità
che alla luce, di notte, nella piazza e con rabbia
ha donato, confusa, il suo figlio balordo.

E la vera ragione delle notti impegnate,
dei romanzi creduti, degli amori sbagliati
non la devi cercare dentro i mari delusi
che ti scusano i sogni, le ignoranze, i delitti
il suo posto lo trovi nella ruota del giorno,
nello scrigno privato di egoismi e di abusi
e le mani affrettate a cercare gioielli
nella sabbia han trovato, confuse, i relitti.

Il dispetto felice sulla voglia che nasce
contrappeso all’istinto, alla cosa che piace
la condanna del tempo, della gente, del posto
e il ritorno dal viaggio che ti ha fatto sperare
e la stella seguita si è stancata di darti
e brillare.

Alberto Fortis

Settembre

Settembre
Ahi settembre mi dirai quanti amori porterai
le vendemmie che farò, ahi settembre tornerò.
Sono pronto e tocca a me, l’aria fresca soffierà
l’armatura non l’avrò, ahi settembre partirò.
Mentre il giorno sparisce primavera verrà
sarà dolce e nervosa ma non mi scapperà
salirò sul battello e non la fuggirò
sarò avvolto per sempre e la bacerò
e i suoi lunghi capelli non li rivedrò più
ahi settembre lontano, dalle un bacio per me.
La tempesta di neve non mi sorprenderà ahi settembre che sarà.

Lascio tutto a te, dille del mio amore
dille che se può io potrò aspettare
l’accompagnerò, dentro il mio giardino
sempre la terrò, da vicino, sempre, sempre.

Ed un giorno mi disse entra ti aspetterò
ma il nemico da sempre si cattura cosi’
apri bene la porta, fallo entrare da te
lei l’ha fatto settembre, lei l’ha fatto con me
e se nella tua testa un rasoio terrà
taglierà i miei pensieri come e quando vorrà
userà i suoi capelli, io la pettinerò
e prima che sia settembre il mio sangue darò.
lascio tutto a te…

Alberto Fortis