Chi siamo

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Che la bellezza sia una ferita non è facile accorgersi, troppo frettolosamente associando la parola ferita a qualcosa di faticoso, doloroso, triste, perciò stesso da evitare.

Ma che la bellezza sia una ferita è, come nel quadro di Johannes Vermeer qui a fianco, niente altro che la ragionevole constatazione che ogni cosa, lungi dal bastare a se stessa, richiama sempre qualcosa di più grande, un Infinito che solo è in grado di comprendere il desiderio del cuore.

Mi interessa che sia possibile raccontare tutto ciò, documentarlo, nell’arte come nell’operare quotidiano, nel lavoro e nelle situazioni, in una canzone, un quadro o una foto: senza altro scopo, appunto, che lasciarsi percuotere dalla bellezza.

E fare in modo che la ferita rimanga sempre aperta.

kurringthepoliceman@gmail.com

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99 pensieri su “Chi siamo

  1. quasi 40 anni,cinico esistenzialista,imbastardito dalle giogaie dell’esperienza,meravigliosamente colpito dalla bellezza di questo blog!

    • Buonasera Valentino, chiedo scusa per l’orario, ma avevo un impegno al Meazza…:-)
      Non si può essere cinici ed esistenzialisti nello stesso tempo, se lei fosse davvero cinico fino in fondo sarebbe indifferente…e quelle che lei chiama -mi piace molto l’espressione che ha usato, vista anche la mia passione per la montagna- giogaie allargano la coscienza. Sarò felice di ospitare i suoi contributi ed i suoi post, ogni volta che lo vorrà.
      P.S.: di anni ne ho 51, me ne sento dentro di meno, ma sono quelli.

  2. La bellezza è una ferita… sono impressionata da come questa frase descriva, in maniera concisa e impeccabile, la senzazione che provo quando la bellezza, nelle sue molteplici forme, mi coglie di sorpresa.

    • Grazie per avere scritto sul blog. E’ la stessa sensazione che ho provato io, ascoltandola la prima volta da Julian Carròn, e poi in seguito, quando Giancarlo Cesana l’ha precisata. Mi farà piacere trovare ancora commenti e testimonianze, grazie di cuore.

  3. Questo blog è, appunto, bellissimo.
    Penso che lo frequenterò parecchio, pensare che l’ho scoperto per caso. Cercavo una immagine di Calder che mi rappresentasse in Messenger. Ho recentemente visto la mostra a Roma e ne sono rimasta molto colpita.
    Piuttosto, Lei, chi è?

  4. Anche io sono finita in questo blog per caso,cercando immagini di quadri di Hopper. Ho scoperto che ora ci sarà una mostra a Roma e oltre a Caravaggio voglio stupirmi con altra bellezza…
    Il blog è davvero interessante…soprattuto interessante è stato scoprire il singolare punto di vista e lo sguardo sulla reatà che Lei propone. Mi stupisce e mi rende felice sapere di non essere la sola a relazionarsi alla vita alimentando e tenendo viva quella ferita che il bello ci lascia addosso…perchè nulla si conclude in se stesso e niente a questo mondo ci basterà…e la bellezza ce lo ricorda sempre. Spero potremmo approfondire la cosa.Questo è il mio modo di vivere,anche se io ho 27 anni e Lei ( se non ho capito male) 51.

  5. Mi accodo ai complimenti per il blog e mi riprometto di passare spesso a dare una sbirciatina; non si sa mai io possa trascurare la giusta dose quotidiana di bellezza.

    Come sono capitato qui? Una rivelazione che porta il nome di “Mistica della carne”.
    Pertanto i miei ringraziamenti vanno anche a Fabrice Hadjadj per avermi aperto un’altra porta.

    Un saluto a tutti i frequentatori, con affetto.

    • Grazie, l’affetto è ricambiato. Fabrice Hadjadj è sorprendente, dipendesse da me metterei i suoi testi come obbligatori nelle scuole. Grazie ancora.

  6. era proprio cio’ che cercavo nel mio navigare e curiosare e la mia passione per vermeer mi ha portato su questo blog molto interessante che vedo condiviso da molti che inevitabilmente qui si fermano come me…..ad ammirare “bellezze”in opere parole commenti……
    finalmente sogno ad occhi aperti grazie

    nadia59

    • Grazie Nadia per ciò che hai detto…Vermeer riesce a fare capire cosa significhi che la bellezza è una ferita. Spero di ritrovare tuoi commenti, parole, pensieri: perché la bellezza si condivide e si impara. A presto.

  7. Un pomeriggio la Bellezza mi ha folgorata e ha cambiato la mia vita.Prima di allora usavo normalmente questa parola, ora non riesco a scriverla senza usare la maiuscola, perchè mi ha invasa, come una conversione, e la mia vita è diventata Vita.

  8. è proprio così: la bellezza è una scatola, un momento di passaggio, un nastro rosso e pomposo sul pacco regalo, un mezzo di comunicazione, una lente d’ingrandimento, un punto di vista, una mano tesa verso l’infinito, l’immanenza che trascende, anche un infimo traghettatore a volte. di certo è un valore profondamente soggettivo. mi piace pensare che sia il “come” più che il “cosa”. dal canto mio la perseguo, la venero, la scruto e la analizzo. perchè? perchè è una feritOia e mi piace passarci attraverso.

    complimenti per il blog, è eccezionale.

    • Perché un infimo traghettatore, a volte? Non so se la bellezza sia un valore profondamente soggettivo, so che è qualcosa che ti percuote e ti rende diverso, non puoi più fare finta che quello che hai visto non sia accaduto. Mi piace quello che dici, mi piacerebbe riparlarne. Ciao.

      • è un infimo traghettatore perchè delimita il campo d’azione della razionalità. non è la vanità il nostro peccato preferito? il riverbero della luce sullo specchio può accecare, sai. la chiamiamo folgorazione, ma il cieco quanto tempo impiega ad affinare l’olfatto? il bastone è quello sbrilluccichio negli occhi, il fiore del bello che ci guida come un pifferaio magico. un idillio d’amore che può erigere passo dopo passo la nostra felicità o la peggiore delle disgrazie. una dolce condanna, come starsene appollaiati in un cucchiaio ricolmo di miele. un pò vischioso ma quant’è morbido…
        ciò detto, non si può negare a ragion veduta che questo caronte ci afferri per le braccia trasportandoci lungo un fiume in piena che scorre tra sacro e profano. in acque così agitate è facile sbattere lungo l’una o l’altra sponda. 🙂

  9. La bellezza è originale: è un attributo dell’Origine. Per questo è una ferita; perché fa rivivere, nell’attimo in cui la si coglie, la separazione dall’Origine.

  10. Caro Johnmaynard, questo sito è un’intuizione geniale! Niente come il dolore ci mette a confronto con noi stessi e ci porta a rinascere spiritualmente. L’attraversamento del dolore è il togliersi una muta per fare affiorare la nuova pelle. Così la bellezza ci fa desiderare, ci mette a confronto con ciò che non stiamo vivendo, ci fa sfiorare l’assoluto, ci porta a rinnovarci nel desiderio di avvicinarlo, ci costringe al mutamento, perchè obbligandoci ad amare ci vivifica!!!!EVVIVA BELLEZZA ASSOLUTA!
    Ma attenzione, che non sia solo esteriore!
    Non esista EST-ETICA senz’ETICA!!!!!!!!!
    Francesca Sforza

    • Cara Francesca, mi spiace rispondere in ritardo, ma è stata una settimana pazzesca. E sono in ritardo, con tante cose, che vorrei postare, non solo dei due autori storici, Jim Kurring and me.
      Non so se la bellezza ci obbliga ad amare, certamente è un potente richiamo al senso di tutto quanto: è la bellezza che pone la domanda “quid animo satis?”
      A presto, grazie di cuore.

  11. Cercavo un’immagine di Filippo Lippi e ho trovato un piccolo mondo di pensieri, testi e messaggi che vanno nella stessa direzione ed esprimono una ricerca comune. La ricerca del varco. Sento dietro molte voci, che hanno un suono giovanile, il senso della ferita, che, una volta ricevuta, non guarisce più…
    Non posso che ringraziare per i minuti trascorsi su questo blog e per quello che fate.
    Valerio

  12. è un infimo traghettatore perchè delimita il campo d’azione della razionalità. non è la vanità il nostro peccato preferito? il riverbero della luce sullo specchio può accecare, sai. la chiamiamo folgorazione, ma il cieco quanto tempo impiega ad affinare l’olfatto? il bastone è quello sbrilluccichio negli occhi, il fiore del bello che ci guida come un pifferaio magico. un idillio d’amore che può erigere passo dopo passo la nostra felicità o la peggiore delle disgrazie. una dolce condanna, come starsene appollaiati in un cucchiaio ricolmo di miele. un pò vischioso ma quant’è morbido…ciò detto, non si può negare a ragion veduta che questo caronte ci afferri per le braccia trasportandoci lungo un fiume in piena che scorre tra sacro e profano. in acque così agitate è facile sbattere lungo l’una o l’altra sponda.

  13. Grazie per questo bellissimo blog, la passione per la bellezza è passione per la vita e, se una persona usa la ragione, la bellezza apre una ferita, è una chiave per aprirti la porta dell’Infinito. Gli uomini del medioevo raffigutravano spesso Di stesso come creatore, associando la bellezza del fare, del creare l’uomo, del dar la vita all’uomo con l’atto concretamente creativo dell’artista. Io – con risultati di molto inferiori, ho dedicato al romanico toscano un blog, http://romanicotosc.over-blog.it (sono sardo ma vivo a Firenze) e ho tre gruppi su FB, “Romanico e gotico forme della Fede”, “il volto di Cristo nella storia dell’arte” (questi due in italiano e francese) e unterzo dedicato ai tabernacoli di Firenze, “bellezza agli angoli della strada – la Fede nei tabernacoli fiorentini”, di cui sto curando la traduzione in Francese. Venitemi a visitare. Complimenti. Piero Masia

  14. Anatol non riesce a pensare all’idea del bello se non come a qualcosa che guidi la sua esistenza. Ma si può vivere di questa possibilità? Una vita estetica è tutto quanto resta? Sfiorare le cose con un battito di ciglia e passare oltre? In realtà questo è il problema dell’eroe estetico; solo lui lo può decidere e nessun altro può metterci bocca. Davanti al sorriso consapevole dell’eroe estetico, anche il potere boccheggia. Ma di più non è dato alla vita estetica. Essa passa con noncuranza attraverso le cose e non si ferma, come chi guarda la vetrina e gli basta. – Manlio Sgalambro: Anatol –

    • La questione non è di una bellezza che passa oltre davanti alle cose, con un senso di superiorità, come se questo bastasse a tenere a bada il potere. Penso che la bellezza sia, nella sua più profonda verità, richiamo ad Altro, ad un Infinito molto più grande di noi. Altrimenti è puro estetismo, contemplazione fine a se stessa.

  15. Ciao, bellissimo e intenso questo blog, che ho linkato immediatamente. Cercavo un intervento di Fabrice Hadjadj – sono un’appassionata di questo uomo grande – e sono capitata quì da voi… Il caso? Se sì, è un “caso” molto, molto intelligente. Non vi mollo più, perchè la bellezza è come una sete inestinguibile; più bevi e più la sete aumenta, e il piacere dell’acqua fresca è un continuo. Grazie!

  16. sono una perenne ritardataria e mi scuso con tutti voi per lasciare solo ora il mio commento.
    La bellezza e’ la sublimazione della materia, gli occhi che scoprono cio’ che non e’ stato ancora visto, la materia si astrae nel suo disincanto e ci fa percepire la perfezione nella sezione aurea, in questo il dolore di riconoscerci imperfetti.

    • Non devi scusarti, non abbiamo scadenze…ed il cuore di ognuno è libero di fronte alla realtà ed a ciò che essa propone. Grazie per avere scritto, ti aspettiamo sempre.
      P.S.: continuo a stupirmi che questo sia il post più commentato…

  17. come già detto da altri ho scoperto questo blog per caso ma qualcuno diceva: “il caso è Dio in incognito”, in effetti mi chiedo perchè non lo avessi scoperto prima, o dopo, semplicemente mi si è presentato quando ne avevo bisogno o ero pronto.

    continuate così, grazie.

  18. gentilissimi,

    una questione.

    “Che la bellezza sia una ferita non è facile accorgersi”

    perché non “accorgersene” ? penso che la ferita
    si riferisca all’io che si accorge di portare con sé e non, si accorge, semplicemente.
    in caso contrario la bellezza potrebbe anche essere un jpeg di vermeer.

    a presto,
    c

    • Non credo che un jpg di Vermeer non sia adeguato a suscitare il desiderio, ed aprire la ferita: credo che sia sufficiente, dipende da quanto desiderio il nostro io ha dentro, consapevolmente, di bellezza. Ma penso che il tuo richiamo alla coscienza dell’io sia giusto. Grazie.

  19. carissimo,

    spero di non ripetere quanto già affermato,
    ma non posso non notare che la ferita della
    bellezza – bellezza che non si eclissa –
    si offre a livello estetico e religioso
    nella ferita del costato di cristo, che salva
    e non si chiude, nemmeno con la resurrezione.

    ecco l’accorgersene.

    a presto,
    c

  20. “È possibile che le cose esistano perché noi possiamo stupirci, e che noi esistiamo perché ci sia qualcuno che si stupisca. Ma perché è necessario che vi sia qualcuno che si stupisce? E che alternativa c’è alla vita?”

    Václav Havel

    • O forse sarebbe meglio dire che la Bellezza è segno di Altro e rimanda al Mistero che fa tutte le cose: ed è per questo che non ci basta mai.

    • La bellezza mi ha sempre sconvolto. Paralizzato . Sindrome di Stendhal. Perdo tutte le le mie facolta’, cosi’, come d’incanto, d’improvviso. Rimango bloccato,a bocca aperta, incapace di comunicare, l’unico senso che mantiene inalterato, anzi accresciuto a dismisura il suo potenziale e ‘ la vista. L’ebbrezza visiva attinge dagli altri sensi energie aggiuntive che dilatano il suo potere e i suoi effetti, annichilendoli. Intanto si presenta in modo inequivocabile. O c’e’ o non c’e’, senza vie di mezzo.Basta un dettaglio, insignificante per far pendere la bilancia da una parte all’altra, me nel momento in cui si sposta dall’ipotetica meta’, l’ago precipita vertiginosamente. Folgorato. Come Saulo sulla via di Damasco, cado riverso al suolo, le braccia spalancate, inerte, in totale balia della forza che mi sovrasta e dalla quale io dipendo, attingendo a piu’ non posso la potenza energetica incommensurabile che rigenera in me dal nulla l’impeto creativo , che riconosco essere della stessa specie delle piu’ grandi realizzazioni artistiche di tutti i tempi.

  21. Profondamente colpita vi ringrazio per avermi ridestata alla bellezza attraverso questo Blog. Prenderò spunto!

    Con tutta la simpatia per una comune ferita,
    Miriam

  22. Grazie per condividere tutta questa bellezza con me, è favoloso.
    Mi sorprende ogni volta, puntualmente, come la bellezza faccia sanguinare il mio cuore, e lo fa riscoprire vuoto, mai sazio.
    Grazie.

  23. Cari amici, complimenti per il blog. Io per ora non posso dedicare tanto tempo al mio, per motivi di lavoro, ma sono con voi nel cuore, condividendo in toto con voi il fatto che la bellezza è una cosa che ti colpisce, che urla l’incompletezza dell’uomo e che rimanda semplicemente ad Altro. Cerco anch’io di condividere questo desiderio di bellezza che, vivendo in una regione in cui essa si palesa agli occhi di tutti appena ci si alza per iniziare la giornata di lavoro (la Toscana), è per me pane quotidiano. Perciò ho deciso di occuparmi di quell’arte romanica (e gotica) che troppo spesso una certa mentalità odierna definisce come simbolo di oscurantismo e di ignoranza, circostanziando il discorso a questa regione per evidenti motivi di tempo. Il blog si intitola http://romanicotosc.over-blog.it

    Buon lavoro, e un saluto. Piero Masia

  24. la grande parola hen diaphero’menon heauto’ di Eraclito, la poteva trovare solamente un greco, perchè è l’essenza della bellezza, e prima che venisse trovata, non esisteva filosofia alcuna
    F. Holderlin

  25. Solo per segnalare…
    «Le città e i paesi in tutto il mondo racchiudono tesori d’arte che esprimono la fede e ci richiamano al rapporto con Dio. La visita ai luoghi d’arte, allora, non sia solo occasione di arricchimento culturale – anche questo – ma soprattutto possa diventare un momento di grazia, di stimolo per rafforzare il nostro legame e il nostro dialogo con il Signore, per fermarsi a contemplare – nel passaggio dalla semplice realtà esteriore alla realtà più profonda che esprime – il raggio di bellezza che ci colpisce, che quasi ci “ferisce” nell’intimo e ci invita a salire verso Dio.»
    (Benedetto XVI, Udienza generale 31 agosto 2011)

    Io ho estratto questo passaggio che mi ha colpito…
    ma penso ci sia molto altro da sottolineare…

  26. Anch’io mi sento in dovere di ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a questo blog, e rinnovo la richiesta (se volete, ovviamente) di dare un occhio ai due post che ho dedicato all’arte. Essi, pur se di qualità infinitamente minore, sono animati da questa passione per il bello. Sono dedicati al romanico e gotico toscano (http://romanicotosc.over-blog.it) e al romanico e gotico francese (http://romanicofranc.over-blog.it). Inoltre, ho anche un altro blog, che dedico al volto di Cristo nella storia dell’arte: http://voltocristo.over-blog.com
    Volevo sapere se potevo inserirvi nelle newslettere o community di questi blog.

    Grazie, e ancora complimenti. Un saluto da Piero Masia

  27. e perchè mai la ferita dovrebbe rimanere sempre aperta..? magari avviene qualcos’altro, no?
    fors’anche di più bello…
    chi potrebbe dirlo, anzi

    • La ferita si rimargina solo in Cielo, perché l’ha aperta Cristo. Noi possiamo sperimentare la bellezza sempre, certo, ma credo che avvertiremo sempre la sproporzione fra il nostro desiderio e quello che siamo, la bellezza che ci viene offerta e il non riuscire a possederla fino in fondo. Per questo la ferita non si rimargina.

      • quanti uomini vivono felici senza Cristo…
        Cristo avrebbe aperto una ferita- quindi ha cambiato l’uomo rispetto a prima?
        gli ha posto 1 problema…un problema? irrisolvibile sulla terra. Già.
        una bella complicazione…e perchè?

  28. Prima di dire che vivono felici, vorrei chiedere loro da dove deriva la felicità, o presunta tale, nella quale dicono di vivere. Prima di dire che vivono felici chiederei loro se non si fanno domande e se sì, come si rispondono: sul senso delle cose che fanno ogni giorno, per esempio. Negare l’evidenza delle domande ultime non serve ad altro che a riaffermarle. E la ferita, che facciamo finta di non vedere, resta aperta: poi, è solo una questione di libertà personale decidere di tenerne conto e di farci i conti. E’ una bella complicazione, e credo che il perché sia molto semplice: non siamo né animali, né sassi, ma abbiamo la ragione, aperta al reale. Tutto qua.

  29. @akille: Gesù non ha posto un problema, ha risolto un problema. Anzi ha risolto IL problema. Un “macigno” era caduto in passato sul percorso dell’umanità ostruendo la via originale. Gesù è venuto e ha ridato la possibilità all’umanità. Prima di Lui il genere umano su questo pianeta, la specie, non aveva più possibilità. Dopo di lui ha di nuovo una possibilità. Immaginate la grandezza!

      • ma per favore…i romani vissero producendo una civiltà mai piu’ eguagliata. Nn era cristiana.viveva benissimo
        Ma Cristo ha posto un problema. o quantomeno ha sollevato qlcosa di gia latente
        Dopodiche le cose nn furono + le medesime….almeno questo- x favore…arrendetevi all’evidenza.
        ma e’ la qstione della ferita…ke nn m torna…

      • Non è molto chiaro quello che vuoi dire. I Romani hanno prodotto una grande civiltà, ma non mi sembra che i benedettini siano stati da meno. Quanto alla qualità della vita, potremmo riflettere sulla dignità che il paganesimo assegnava al suicidio ed alle persecuzioni per farci qualche domanda sul bello di essere romani (leggere Tacito è sempre molto istruttivo). In ogni caso, non mi rassegno: e la ferita, per me, rimane aperta.

  30. @flavio: ma come Immaginate..?! la bellezza o esiste o non è! L’umanità ha sempre avuto la possibilità…altrimenti che ingiustizia, vero? e il mondo cosa l’avrebbe creato a fa, a cosa servirebbe?
    @kurr..Eliot l’ha scritto in riferimento addirittura all’epoca moderna che l’umanità riesce a vivere anke senza Cristo.
    m pare allora che il tema sia diverso. altrimenti non ha senso.

    • intendevo dire immaginate la bellezza di un’azione simile… ma evidentemente non avevo considerato che non avevi afferrato il valore dell’azione. Io non parlo delle civiltà che nascono raggiungono l’apice e poi tramontano (è successo anche a quella romana giusto? e ce ne sono state di ben più gloriose…); stavo parlando di un’altra cosa, stavo parlando della specie, della possibilità evolutiva della specie, e quindi della sua possibilità di continuare ad esistere sul pianeta. È un altro livello logico.

      • … stavo parlando della possibilità della specie di continuare ad esistere sul pianeta, per completare il percorso evolutivo che gli permetterà di lasciarlo. Gesù ha ridato all’umanità questa possibilità che era stata perduta.

    • aiutami a capire la sindrome: la fascinazione non è meno consapevole se lascia aperta una ferita, anzi. Senza questo non sarebbe possibile.

    • La bellezza, secondo Sant’Agostino, si identifica con la ragione profonda della sua esistenza. Va bene. basta che non presupponga l’idea che dobbiamo ricercare la bellezza solo nel reale. Gli esseri umani, anche se lo fanno per volontà di Dio, sono capaci di pensiero originale; cioè possono immaginare una cosa che prima non esisteva. Un artista, per esempio, raccoglie gli elementi dal reale e li ricombina in un quadro che è solo apparentemente una rappresentazione, ma è tutt’altra cosa: è una cosa a sé stante. I grandi artisti ricombinano gli elementi del reale secondo un codice che inventano loro. Per quello che sono pochi, nella storia.
      L’arte è certamente uno strumento cognitivo; e rappresenta il prodotto della relazione fra l’uomo e quello che lo circonda. È parte della “esperienza pura”, cioè il mondo, secondo William James: perché non possiamo essere nemmeno certi dell’esistenza dell’io, quindi la realtà è la somma delle nostre esperienze individuali. Perciò ben vengano le “ferite” inferte dall’opera d’arte, in senso figurato naturalmente; se ci fanno fermare per un istante e catturano la nostra attenzione.

      • I grandi artisti, se tali sono, non “ricombinano gli elementi del reale secondo un codice che inventano loro”; questa non è arte, anche se la maggior parte di ciò che si trova in giro e viene così nominata appartiene a questa categoria. Il codice che usano i veri artisti per creare le proprie opere è quello unico possibile: quello delle leggi del mondo, che con grandi sforzi e perseveranza sono arrivati a svelare almeno in parte.

  31. Gaudi, uno tra i più grandi artisti dell’epoca moderna rispondeva sempre a chi lo descriveva come “originale”, che si, lo ora in quanto ” l’essere originale implica sempre voler tornare all’origine”.
    Credo, che come dici tu ogni genio artistico tenda a questo nel ricomporre la realtà attraverso la suprema realtà che tu ammetti essere il proprio io (il pensiero originale).
    Per me realtà materiale e realtà spirituale, intesa come quell’io che genera creatività rimodulando qualcosa di esistente, fa parte di un’unica ed inequivocabile realtà.
    Ogni uomo infatti non riuscirà mai a pensare e generare qualche cosa che non è, ma solo a ricomporre con ciò che ha (pensiero e forma, spirito e materia) l’unica realtà presente, alla ricerca di quell’essenza originale a cui tutti tendiamo nelle azioni.

    Mi ha sempre colpito per questo il poetico passo della Bibbia nel dialogo che ha Dio con Giobbe a cui ogni artista e uomo dovrebbe rispondere seriamente in cuor suo:

    Allora l’Eterno rispose a Giobbe di mezzo alla tempesta e disse:
    “Chi è costui che oscura il mio disegno con parole prive di conoscenza?
    Orsù, cingiti i lombi, come un prode; io ti interrogherò e tu mi risponderai.
    Dov’eri tu quando io gettavo le fondamenta della terra? Dillo, se hai tanta intelligenza.
    Chi ha stabilito le sue dimensioni, se lo sai, o chi tracciò su di essa la corda per misurarla?
    Dove sono fissate le sue fondamenta, o chi pose la sua pietra angolare,
    quando le stelle del mattino cantavano tutte insieme e tutti i figli di DIO mandavano grida di gioia?
    Chi racchiuse con porte il mare quando proruppe uscendo dal grembo materno,
    quando gli diedi le nubi per vestito e per fasce l’oscurità?
    Quando gli tracciai un limite e gli misi sbarre e porte,
    e dissi: “Tu arriverai fin qui, ma non oltre; qui si arresteranno le tue onde superbe!
    Da quando vivi hai mai comandato al mattino o insegnato all’aurora il suo posto,
    perché essa afferri le estremità della terra e ne scuota via i malvagi
    Si trasforma come creta sotto il sigillo, e spicca come un vestito.
    Ai malvagi è negata la loro luce, e il braccio alzato è spezzato.
    Sei forse giunto fino alle sorgenti del mare o sei mai andato in cerca delle profondità dell’abisso?
    Ti sono state mostrate le porte della morte, o hai forse visto le porte dell’ombra di morte?
    Hai tu fatto caso all’ampiezza della terra? Dillo, se sai tutto questo!
    Dov’è la via che guida alla dimora della luce? E le tenebre, dov’è il loro luogo.
    perché tu le possa condurre al loro posto, e possa conoscere i sentieri che portano alla loro casa?
    Tu lo sai, perché allora eri già nato, e il numero dei tuoi giorni è grande.
    Sei mai entrato nei depositi della neve, o hai forse visto i depositi della grandine
    che io tengo in serbo per i tempi di calamità, per il giorno della battaglia e della guerra?
    Per quali vie si diffonde la luce o propaga il vento orientale sulla terra
    Chi ha aperto un canale per le straripanti acque e la via al tuono dei fulmini.
    per far piovere su una terra disabitata, su un deserto, dove non c’è alcun uomo,
    per dissetare le solitudini desolate, e far germogliare e crescere l’erba?
    La pioggia ha forse un padre? O chi genera le gocce della rugiada
    Dal grembo di chi esce il ghiaccio, e la brina del cielo chi la dà alla luce?
    Le acque si induriscono come pietra e la superficie dell’abisso si congela.
    Puoi tu unire assieme i legami delle Pleiadi, o sciogliere le catene di Orione?
    Fai tu apparire le costellazioni a suo tempo, o guidare l’Orsa maggiore con i suoi piccoli?
    Conosci tu le leggi del cielo, o puoi tu stabilire il loro dominio sulla terra?
    Puoi tu far giungere la tua voce fino alle nubi affinché abbondanza di pioggia ti ricopra?
    Sei tu forse che scagli i fulmini dove devono andare, dicendoti: “Eccoci”?
    Chi ha messo nella mente la sapienza o chi ha dato intendimento al cuore?
    Chi conta le nubi per mezzo della sapienza, e chi versa gli otri del cielo
    quando la polvere si fonde in una massa e le zolle si attaccano insieme?
    Puoi tu cacciare la preda per la leonessa o saziare la fame dei leoncelli
    quando si accovacciano nelle loro tane o stanno in agguato nei loro nascondigli?
    Chi provvede al corvo il suo cibo, quando i suoi piccini gridano a Dio e vanno errando senza cibo?

    • Grazie del pezzo. Lo conoscevo solo in inglese; però devo dire che in italiano è più bello.
      D’accordo, possiamo solo creare con gli elementi che Dio ci ha dato. E non è un limite; anzi, il sentimento prevalente nei nostri cuori dovrebbe essere la gratitudine.

  32. Francesca 19 anni. possedere un animo pensante è un magnifico fardello. trovare blog come questo mi da la possibilità di estrapolarmi della mia solitudine “che è penosa in gioventù ma deliziosa negli anni della maturità” per aver un confronto stimolante! figo!

  33. Grazie per il figo, non ce lo aveva mai detto nessuno. Possedere un animo pensante è l’unica cosa che ti rende diverso da un sasso o da un animale, perchè ti fai le domande su quello che ti accade. Ed alla tua età farne strame e cancellarle è la cosa più facile del mondo. Ho letto di qualcuno della tua età che si sente definito dall’alcool, “meglio di un fidanzato”. Grazie per essere qua.

  34. Sto lavorando alla mia tesina. Parte dall’imperativo essere affamati e folli. L’abolizione dei dogmi esaltata da Jobs mi ricorda l’abolizione della morale di cui parla Nietzsche, il “Dio è morto” per intenderci.Di qui vi propongo delle sue frasi molto interessanti in cui mi sono imbattuta e mi hanno colpito. Buona lettura.”Nessun pastore e un sol gregge! Tutti vogliono le stesse cose, tutti sono eguali: chi sente diversamente va da sé al manicomio.”
    “Tu dovrai danzare, attento a non cadere morto!”

    Perdona l’intrusione, ma in assenza momentanea di un mio blog,ho comunque un bisogno di confronto stimolante e credo che questo sia un covo di gradevoli pareri!

    • La tua è una bella provocazione, oltre che un complimento che speriamo di meritare. L’abolizione dei dogmi di Jobs mi sembra più un’abolizione di schemi, che non un’abolizione della morale. La quale morale, peraltro, se è slegata dal significato ultimo delle cose, diventa moralismo e regole sempre più rigide. Nessun pastore ed un sol gregge…che tristezza! Messi al mondo come pecore, che non sanno dove andare, chi non sta con gli altri è pazzo? e poi? che cos’era, la giustificazione di un uomo che si è ucciso dopo aver contemplato il creato da uno dei posti più belli del mondo (il lago di Sils in Engadina)?
      Tu dovrai danzare, attento a non cadere morto…credo che non ci sia scelta, ovvero che ballare si debba. detto in questo in modo, sembra quasi un ammonimento a non vivere troppo intensamente. E, di nuovo, non mi piace.
      Torna a fare l’intrusa, persone come te ce ne vorrebbero di più…

    • Non trovi che sia un ossimoro cercare il lenimento in una ferita? La bellezza te la lascia sempre aperta…e non ti dà tregua. E poi mi piacerebbe che mi spiegassi quel che intendi quando parli di volo. Grazie.

  35. Vi ho scoperto seguendo Fabrice Hadjadj. Ho una certa diffidenza verso i blog perché non ho molto tempo. Non prometto niente, ma ho deciso che vi seguirò. Auguriamoci buon viaggio, anche se voi siete partiti due anni e più fa.

  36. …..non so che dire per esprimere compiutamente e pienamente il senso di stupefatta gratitudine per aver incontrato questo luogo………………………
    posso dire soltanto che finalmente ho trovato le parole che colmano e rendono perfettamente esplicita quella voce racchiusa nel petto.
    Non si può che essere grati al disvelamento della Bellezza.

    • Grazie. Grazie a te. Non smetto di meravigliarmi ogni volta che questa corrispondenza viene percepita, mi chiedo sempre come sia possibile: e anche questa volta è così.

  37. Ma che blog incredibile …. e non sono un frequentatore di blog. Ma devo raccontarvi questa esperienza. Cercavo una citazione da un poeta dialettale romagnolo (Olindo Guerrini: ai suoi tempi ferocissimo anticlericale come solo i romagnoli – per tanti anni sotto il dominio pontificio – sono capaci di essere). Incredibile trovare “La Brenda” (la merenda) tra le citazioni legate al tema della bellezza …
    Quella bellezza che dal 1961 un prete * (affascinatore di menti e giramondo per Cristo) mi insegnò a ricercare ed apprezzare, nella condivisione delle persone e di tutto ciò che un ragazzino che si apriva alla vita poteva incontrare.
    Grazie, tornerò a visitarvi
    Federico
    (*) http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Ricci_%28presbitero%29

  38. al primo contatto già mi hai “ferito” io posso darti questo mio gioiello marino: una Bursa Scrobiculator,rarissima conchiglia del Mediterraneo:
    Portento gioiello
    fende il nicchio spiaggiato l’acqua
    che ripiega,vascello
    incantato
    in grazia di vento.

  39. Hesse ci aveva insegnato che nella vita si è dei der Suchende,dei ricercatori di Verità che poi è in noi stessi.Ora invece,come avviene nel film LA GRANDE BELLEZZA( 2013) di Paolo Sorrentino,ognuno ,con la propria solitudine esistenziale,è ad una incessante esasperata ricerca della “grande bellezza della vita” ma impatta nell’horror vacui torricelliano del presente, e cerca di superarlo ricorrendo a falsi miti del presente:pigrizia,inerzia,esibizionismo corporale,estetismo,…. e ciò per ingannare Kronos e la morte e sentirsi vivi.Ma il “noise” ,rumore di fondo del pulviscolo umano,non permette di poter approfittare di valori dell’umanità quali emozione,pensiero,rispetto..Così si piomba nella “NON VOLONTA’ “.
    Ora mi domando che aggiustamenti dobbiamo fare alla Bellezza è una ferita per tenere conto de La Grande Bellezza ? E se sono necessari ?

    • Perché aggiustarla, la bellezza? Proprio per questo ci ferisce, perché richiama un Infinito. Non penso alla bellezza come qualcosa da aggiustare, ma come qualcosa che cerco sempre, in tutte le cose, senza mai trovare pace.

      • Vedo che, senza accorgermene,avevo fatto un atto di hybris,anche solo pensandolo.Voler aggiustare(rozzo termine) la bellezza,numinosa.Io poi che credo che se esiste, il Creatore dovrebbe essere estetico piuttosto che etico,in quanto la Natura ,unico verace Libro ,scritto di Suo pugno così indica..
        Grazie,di avermi fatto riflettere.

  40. Nel frastornante, ma intensissimo e difficoltoso film di Sorrentino, attraverso una incessante e vacua
    ricerca di colmare il vuoto esistenziale, si assiste allo sbandamento dell’umanità attraverso i facili inganni contemporanei: sesso, potere, denaro, droga…sfuggendo ostinatamente al senso più profondo
    che ci viene indicato da una Santa, metafora di una Maria Teresa di Calcutta rediviva, attesa con trepidante curiosità da questo spaccato di società inetta e pusillanime. E’ proprio questa inquietante
    figura che, sospendendo quasi il tempo con la improbabile invasione di aironi rosa sulla terrazza romana, presenta nella sua esasperata povertà e alterità l’ascesa drammatica alla “Grande Bellezza”.
    con quella sua fisionomia allucinata e contorta che spasima esausta nell’arrancare sulla Scala.
    “Mi cibo di radici per arrivare alla radice” è il monito che trasmette e “miracolosamente” ciascuno
    recupera se stesso dalla sua ” storia deviante” …Si riprende a scrivere, consci di ozi e vizi inenarrabili
    con cui annegare un amore perduto e mai sostituito nel cuore; si ritorna al, proprio paese,, consci di aver perso troppo tempo in illusioni fallaci; si parte e ci si dona ad una missione, consci di aver poco donato al folle figlio suicida…

    La Ferita della Bellezza rappresenta anch’essa la ricerca di ascendere senza arrestarsi nella banalità del quotidiano, per raggiungere quell’Infinito che altro non può che definirsi in assoluto ” La
    Grande Bellezza.” Non penso si diversifichi molto dalla tematica del film che, d’altra parte mi pare,
    abbia spunti di indiscutibile spiritualità…Come.ogni Bellezza che, inquietandoci l’animo, ci pone interrogativi.
    . .

  41. TRAFITTURE DI TENEREZZA,è il titolo di un libretto di straordinarie poesie tradotte da Guido Ceronetti.Bene,questo titolo è l’equivalente de LA BELLEZZA E’ UNA FERITA e la illumina seppure ce ne fosse stata la necessità

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