E ogni giorno, un altro giorno da contare (com’è che non riesci più a volare).

E ogni giorno, un altro giorno da contare (com’è che non riesci più a volare).

(…)

Con le tue finestre aperte sulla strada e gli occhi chiusi sulla gente

con la tua tranquillità, lucidità, soddisfazione permanente

la tua coda di ricambio le tue nuvole in affitto le tue rondini di guardia sopra il tetto.

Con il tuo francescanesimo a puntate e la tua dolce consistenza

col tuo ossigeno purgato e le tue onde regolate in una stanza

col permesso di trasmettere e il divieto di parlare

e ogni giorno un altro giorno da contare

Com’è che non riesci più a volare

(…)

Fabrizio De Andrè, Canzone per l’estate.

 

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