Come lacrime nella pioggia (io ne ho viste cose).

Come lacrime nella pioggia (io ne ho viste cose).

“Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi:
navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione,
e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo,
come lacrime nella pioggia.
È tempo di morire.”

Solo due sfumature, dettagli di un monologo che non saprei dire essere più bello in italiano o in inglese.

In italiano, peraltro, la traduzione ben diversa dalla vulgata.

Ma, soprattutto, in inglese, quello stacco tra l’incipit, il soggetto, verbo e il resto della frase, che si capisce solo ascoltando.

«I’ve seen things you people wouldn’t believe,
attack ships on fire off the shoulder of Orion,
I watched c-beams glitter in the dark near the Tannhäuser Gate.
All those moments will be lost in time,
like tears in rain.
Time to die.»

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Quegli uomini amano senza riserve.

Quegli uomini amano senza riserve.

Quegli uomini (…) amano senza riserve, non si risparmiano, vanno a tutte le partite, fanno il giro d’onore quando la squadra vince, e quelle vittorie rappresentano i giorni più belli della loro vita. Ne ho vista parecchia di gente così. E ho visto lo stesso genere di personaggi nel campo della letteratura: quelli che amano leggere. Anch’io amo leggere, ma a paragone con loro mi sento volgare e miscredente. Loro amano la lettura senza riserve. Ricevono dalla lettura ciò che essa deve dare, la sua essenza, l’interesse e il complemento della vita.

Vladimir Dimitrijević, La vita è un pallone rotondo, Adelphi, 2000.