Vinto da smarrimento, si lasciò svanire in lui (Leda).

Vinto da smarrimento si lasciò svanire in lui (Leda).

ledamich

Quando il dio nel suo tormento entrò nel cigno

quasi rabbrividì nel trovarlo così bello;

vinto da smarrimento, si lasciò svanire in lui.

Ma già quell’inganno lo spingeva ad agire

 

prima ancora d’aver saggiato i sensi

dell’essere incorrotto. E lei ormai dischiusa

nel cigno riconobbe il dio che le giungeva

e seppe: voleva quel che lei,

 

turbata nello sforzo di resistergli,

più non potè celare. Discese e sinuoso

contro la mano sempre più debole

 

il dio si abbandonò nella sua Amata.

E solo allora gioì delle sue piume

e nel suo grembo divenne vero cigno.

 

Rainer Maria Rilke, Poesie, Passigli

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Un pensiero su “Vinto da smarrimento, si lasciò svanire in lui (Leda).

  1. Il Supremo dell’Olimpo durante il παραγκάλισμα con la Leda si umanizza di più di quanto fino ad allora era stato di lui mai descritto.Rilke lo dice:tormentato,rabbrividito di piacere,smarrito,svanito,abbandonato a lei,gioiente delle delle sue piume,che all’explicit(in realtà al culmen) diviene vero cigno.perdendo cioè ogni olimpica divinità.

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