Volersi è desiderarsi facendo finta di essersi persi (Succede).

Volersi è desiderarsi facendo finta di essersi persi (Succede).

Jack_Vettriano_Tango_Dancers_II

Succede. Succede che due si amano da sempre. Succede che si trovino alle spalle di un groviglio di tubi, nel cuore vivo delle prove in un teatro. Succede che i musicisti provino il repertorio: “Gioco d’azzardo”. E’ un brano di Paolo Conte dove ritmo e raspi di percussione scatenano in quei due la voglia di muoversi dentro quell’onda. E succede: i due ballano come per fare l’amore, nascosti alla vista di tutti, dentro il cuore remoto del teatro. La mano di lui – succede – porta la schiena di lei in un precipitare di energia. I fiati, gli archi e il pianoforte fanno il gioco di vita: duro e bugiardo. Volersi è desiderarsi facendo finta di essersi persi: così è quella danza consumata ai margini della prova. Il Deus ex machina, per tramite di una gru che si porta via la scena, li svela agli orchestrali che suonano con la meraviglia del risultato: quei due che, danzando, rubano le loro note con parole “che sembrano pianto”. Succede.

Pietrangelo Buttafuoco

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2 pensieri su “Volersi è desiderarsi facendo finta di essersi persi (Succede).

  1. “Poetae omnia licet”recita un adagio latino.Alla fantasia creatrice del poeta è permesso tutto,o quasi..Ciò è ancora più vero se il poeta è innamorato.Tutto puo’ succedere anche quanto immaginato da Pietrangelo ,o realmente successo.

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