Io e te nodo dell’anima (Vento nel vento).

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Io e te nodo dell’anima (Vento nel vento).

 

Io e te io e te
perché io e te
qualcuno ha scelto forse per noi
mi son svegliato solo
poi ho incontrato te
l’esistenza un volo diventò per me
E la stagione nuova
dietro il vetro che appannava fiorì
tra le tue braccia calde
anche l’ultima paura morì
Io e te vento nel vento
io e te nodo nell’anima
stesso desiderio di morire e poi rivivere
io e te…

Lucio Battisti
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8 pensieri su “Io e te nodo dell’anima (Vento nel vento).

  1. una coppia di vortici,uno alimentantante l’altro,uno in dissolvenza nell’altro,controrotanti ma proprio perciò un unico concorde sistema,spinto da un unica energia,l’amore,Rappresentabile similmente ad un Tai Chi

  2. …parole struggenti…si può morire anche per amore…quel nodo dell’anima che toglie il respiro…è quello che vivo da 1 mese…lui non c’è più…Qualcuno lo ha voluto con sè!!….c’è una medicina per questa malattia??

    • allora,gentile Annarella,sia,che quel qualcuno è scritto con la maiuscola o meno,devi raccogliere i migliori ricordi che hai del vostro tenero rapporto,e ruminata ben bene la perdita,darti pace,specialmente se sei giovane.E’ la cosa più saggia che puoi fare.La vita ha i suoi diritti.
      Serenità
      gilberto

      • Una risposta che non mi piace e che non avrei mai dato. Mi pare che sia solo molto cinica, priva di pietas, letteralmente: una risposta che mi fa stare male.

  3. Lo stupore dell’anima difronte alla meraviglia dell’intesa d’Amore!
    Amare è conoscere questo intenso trasporto che ritma la nostra vita su quella dell’Altro e fortifica nei confronti di ogni patema…E nell’immagine (Chagall?) la figura femminile stempera la paura rifugiata nelle braccia
    protettive di lui che tenta di difenderla, nascondendosi, dalla luce di una luna funesta e dal volo mortifero di un angelo…ma la povertà della natura umana ci rende indifesi. Sempre!

    Ho avvertito anch’io un enorme disagio nel leggere questo Giliberto che offre poesie,e non è poeta nel cuore, perchè l’aridità che sprigiona non denota nessun tipo di sensibilità particolare…ma una supponenza inopportuna e una scelta espressiva che rasenta le volgarità, (“ruminata ben bene” ,” datti pace specie se sei giovane” “cosa più saggia”.???!!)
    . Ognuno vive le proprie esperienze e il proprio carico di dolore come può e l’abbandono per un lutto è terribile perchè sfugge ad ogni saggezza e raziocinio e svuota l’animo di ogni certezza. Solo nel tempo si potranno man mano soffocare la ridda di sentimenti,spesso contraddittori, scatenatisi.Si deve solo faticosamente accettare la perdita, tenendo vivo dentro di sè la bellezza di quell’Amore, che ci apparterrà maggiormente
    e non potrà essere strappato mai più dal cuore,nè mai più sciupato da niente e nessuno: Così al dolore subentrerà pian piano , silenziosamente, uno struggimento che porterà alla tristezza del ricordo e alla consolazione di una Speranza nuova. Ma lentamente, senza perdere fiducia che esiste ancora qualche possibilità di non soffrire…La vita riprenderà poi il suo corso anche se nel frattempo non si è più gli stessi.

  4. io sono del ’36,un ragazzino, sono medico e ho suggerito un atto chirurgico a chi soffriva.Sembra crudele il bisturi ma spesso è l’unico che guarisce evitando lunghe sofferenze.Non sono nato poeta ma una Musa pare si debba essere presa pietosamente cura di me Ecco questo piccolo saggio che mi ha ispirato: -Trasmutazione(dopo la pioggia) – Tremula luna/ in pozza di nuvole/ rabbrividisce il vento/ a sciame di stelle.
    Se qualcuno la giudicasse senz’anima ,abbia la pazienza di leggersi questa
    che la commozione non mi ha permesso di elevare molto sopra la prosa.Ma Eraclito ha per primo insegnato al mondo a infrangere i limina tra prosa e poesia:http://www.neteditor.it/content/212219/memoriam-di-piermario-morosini-14042012.
    Il mio più recente nick è Nikètor ed in amore e nella vita non mi lascio abbattere facilmente : ho fatto mio lo Spirito delle Termopili(far fronte alle peggiori avversità della vita con composta dignità e come per vincere pur consci di perdere)Ci vedo qualche affinità con La bellezza è una ferita ferita
    Serena giornata e chiedo venia a chi si sentisse offeso per queste mie parole.
    Gilberto

  5. Egregio dottore,
    poche parole:
    il dolore per l’abbandono, specie per un lutto, è già di per sè un bisturi che
    incide ed estirpa la voglia di vivere;
    “Le parole sono pietre”, ma anche farfalle annientate da ventate di gelo;
    “rispetto in Lei il “ragazzino del 36;, come ogni età merita
    .I miei ossequi da una “ragazzina” di una epoca diversa, ma ugualmente rispettabile,. come ogni età di una persona merita in quanto tale.
    A risentirLa
    Maria

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