La sua anima traboccante estasi anelava alla libertà, allo spazio, all’infinito.

La sua anima traboccante estasi anelava alla libertà, allo spazio, all’infinito.

Jean Frederic Bazille

Non si soffermò nemmeno sul terrazzino d’ingresso, ma scese rapidamente. La sua anima traboccante estasi anelava alla libertà, allo spazio, all’infinito. La volta celeste, punteggiata di placide stelle splendenti, si stendeva ampia e sconfinata sopra di lui. La Via Lattea si allungava in due pallide striature dallo zenit all’orizzonte. La notte fresca e tranquillo fino all’immobilità avvolgeva la terra. Le bianche torri e le cupole dorate della cattedrale rilucevano sullo sfondo di un cielo zaffiro. I lussureggianti fiori autunnali delle aiuole intorno alla casa si erano assopiti in attesa del giorno. Il silenzio della terra sembrava fondersi con quello del cielo, il segreto della terra era un tutt’uno con quello delle stelle… Alëša stava in piedi, osservava, e a un tratto si gettò di colpo per terra. Non sapeva perché stesse abbracciando la terra, non si spiegava perché desiderasse così irrefrenabilmente baciarla, eppure la baciava, piangendo, singhiozzando, la irrorava con le sue lacrime e giurava appassionatamente di amarla, nei secoli dei secoli.

Fëdor Dostoevskij, I Fratelli Karamazov

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