Il fatto che quell’istante fosse esistito (una sorta di pacato rapimento).

Il fatto che quell’istante fosse esistito (una sorta di pacato rapimento).

Ora si guardavano senza più riserve, ed entrambi avvertivano che quell’istante probabilmente non sarebbe mai più tornato. Ciascuno dei due si sentiva irresistibilmente attratto dall’altro; lo si vedeva solo dagli occhi, che non smettevano di fissarsi ed esprimevano una sorta di pacato rapimento. (..)

“Sei sicuro, Steve?”.

“E tu?” replicò lui sorridendo.

“Forse possiamo provarci”:

La cosa fondamentale non era quello che sarebbe accaduto poi, ma il fatto che quell’istante fosse esistito.

Georges Simenon, Luci nella notte, Adelphi

La luce del mattino più splendente che avesse mai visto.

La luce del mattino più splendente che avesse mai visto.

Ci era quasi riuscito, e stava già riaffondando nell’incoscienza, quando udì il suono di un clacson, vicinissimo e acuto come non ricordava di aver mai sentito, e un’auto sfrecciò lacerando l’aria. Subito dopo fu la volta di un camion, da cui penzolava una catena che saltando sull’asfalto produceva un rumore di campanelli.

Gli parve perfino di sentire della campane vere in lontananza e, più vicini, il cinguettio degli uccelli e il fischio di un merlo; ma doveva essere un’allucinazione, così come l’azzurro irreale del cielo su cui si stagliavano due piccole nuvole scintillanti.

Ma anche l’odore del mare e dei pini era un’allucinazione? E quel saltellare nell’erba che a lui sembrò quello di uno scoiattolo? (..) Come per sfida aprì gli occhi di colpo e fu abbagliato dalla luce del mattino più splendente che avesse mai visto.

Georges Simenon, Luci nella notte, Adelphi

Con cuore semplice e semplice mano.

Con cuore semplice e semplice mano.

Copyright Alex Scarcella, dalla rete.

Heut oder morgen oder den uebernaechsten Tag. Nicht quaelen will ich dich, mein Schatz, Ich sag was wahr ist, sag’s zu mir so gut als wie zu dir…Leicht  will ich’s machen dir und mir.Leicht muss man sein mit leichtem Herz und  leichten Haenden, halten und nehmen halten und lassen…die nicht so sind, die  straft das Leben und Gott erbarmt sich ihrer nicht.

Der Rosenkavalier, R.Strauss

“Oggi, domani o l’altro giorno ancora. Non voglio tormentarti.. Dico quello  che è vero, lo dico a me come a te… Semplice voglio renderlo a te e a me.
Semplice deve essere ognuno, con cuore semplice e semplice mano, a tenere e  prendere, a tenere e cedere…”

Come poteva una tale beatitudine essere anche un tale fardello?

Come poteva una tale beatitudine essere anche un tale fardello?

– Non mi ha detto niente. E’ solo una mia ipotesi. Lei l’ha fatto e basta. (..).

– Be’, sono molto contento per te, Marcus, ma adesso se non ti spiace devo studiare.

– Volevo ringraziarti per l’auto. Senza l’auto non sarebbe successo. (..)

– Deve averlo già fatto altre volte, – dissi a Elwyn. -Non credi?

– Può essere, – rispose Elwyn.

– Non so cosa pensare.

– Già.

– Non so se rivederla.

– Sta a te, – disse lui chiudendo il discorso, e così, in silenzio, restai disteso sul letto senza riuscire a dormire nel tentativo di capire da me cosa pensare di Olivia Hutton. Come poteva una tale beatitudine essere un tale fardello? Avrei dovuto essere l’uomo più soddisfatto di tutta Winesburg, invece ero il più perplesso.

Philip Roth, Indignazione, Einaudi

Durai quanto sarei durata casta (amate la carne).

Durai quanto sarei durata casta (amate la carne).


Vivere senza mangiar carne è come vivere senza far l’amore come Dio comanda.
Dopo l’incontro ravvicinato con certe mucche schiacciate (vive) in un camion che saliva su un traghetto diretto in Grecia, sbarcata, per eccesso di compassione m’imposi il vegetarianesimo. Durai quanto sarei durata casta. Voi uccidete la vita degli animali!, dicono gli sbilenchi mistici della “naturalezza” di palline di soia disidratata, che invece è robaccia di produzione ben più industriale dei salamini di fegato, per esempio, che io a ragione adoro. In verità il vegetarianesimo è la pratica di un delirio di negazione della realtà: la stessa vita degli animali continua grazie al carnivorismo (se al mio cane do un cetriolo ci gioca a palla, i pesci grandi ingoiano i più piccoli, i dolci uccellini fan razzia di vermi e insetti…). Il carnivorismo è insito nella Natura e nella natura umana, perché l’uomo è, seppur pensante, un corpo animale(sco). Diffidate delle femmine che non
san cucinare carne. Non sono femmine nemmeno sotto le lenzuola. Insospettitevi dei maschi rimbavegani. Con quelle manocce inabili ad agguantare un cosciotto d’abbacchio o un gambero fritto sono pure incapaci d’impugnare come si deve le tonde chiappe d’una femmina. Amate la carne, mangiate carne: perché lo siete, vivaddio.
Gemma Gaetani (Il Foglio, 28 aprile 2012)