Un uomo che davvero desidera forza le colonne d’Ercole del destino e si addentra nell’ignoto.

Un uomo che davvero desidera forza le colonne d’Ercole del destino e si addentra nell’ignoto.

(..) Introduciamo il periglioso tema con un sonante annuncio: dietro una donna cattiva c’è sempre un uomo cretino. Non un cretino integrale ma un cretino amoroso, un giovanotto incerto che magari poi diverrà un grande, come nel caso di Somerset Maugham che nel celebre romanzo “Schiavo d’amore” narra – con ampi riferimenti autobiografici – la storia di un medico alle prime armi innamorato pazzo di una sadica cameriera. Mille volte cercherà di lasciarla, lei che forse non è sadica ma semplicemente non lo desidera, come in fondo lui non la desidera, perché un uomo che davvero desidera non fa il servo della serva, non si riduce a supplicare sulla soglia ma forza le colonne d’Ercole del destino e si addentra nell’ignoto. L’aspirante dottorino di Maugham non osa, temporeggia
e si lamenta, mai la lascerebbe se non fosse sempre Mildred a piantarlo nei modi
più umilianti, fuggendo con un suo amico, concedendosi a tutti per denaro, beccandosi quella sifilide che nel film omonimo diventa una più casta tubercolosi. Solo allora il dottorino – nel film interpretato dal solito esangue Leslie Howard, l’eterno perseguitato dalle bad girl e in “Via col vento” da una delle più temibili, Rossella O’Hara – lascia andare l’indemoniata, anche
se ogni volta che passeggia per le vie di Londra temerà, spererà, d’incontrarla,
imbellettata e volgare più che mai, lo sguardo duro e, per lui, la solita smorfia di
disprezzo. Intanto si rassegna a un’angelica signorina, una good girl. Ma è il finale posticcio di un capolavoro, una soluzione ridicola, tanto più che sappiamo come davvero svoltò la vita di Maugham: dapprima l’americano Axton facente funzioni di assistente, poi Alan Searle, camuffato da maggiordomo ma anch’egli padrone del suo cuore.

Umberto Silva, Il Foglio, 3 marzo 2012

Un pensiero su “Un uomo che davvero desidera forza le colonne d’Ercole del destino e si addentra nell’ignoto.

  1. Credo che forzare le Colonne d’Ercole sia la ragione per cui siamo stati messi al mondo. Gli uomini, (anche le donne, per carità), sono capaci di pensiero originale: con la creatività forzano le colonne d’Ercole, in senso figurato, e arricchiscono il tessuto della Creazione. Forse questo non è un concetto Cristiano, perché il Creato in quanto opera di Dio non può essere che completo. Ma allora forse forzare le colonne d’Ercole consente ai fortunati di sondare il mondo e scoprire cose che già esistono.
    In amore ne vale più la pena che in ogni altra cosa, perche il blu degli occhi di una donna è più profondo di qualunque oceano mai sondato da esploratori.

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